Webinair Water Utility Network: “Produzione e gestione dei fanghi: da criticità a opportunità”

Produzione e gestione dei fanghi: da criticità a opportunità

Creazione di nuovi impianti per il recupero energetico e di materia secondo criteri di circolarità e sostenibilità ambientale

 

Si è tenuto ieri il webinair “Produzione e gestione dei fanghi: da criticità a opportunità”. La volontà è stata quella di sensibilizzare e far conoscere la problematica legata all’utilizzo dei fanghi, al fine di limitare l’impatto ambientale derivante dalla crescente produzione. Un tema che entra a pieno diritto nel macro ambito dell’economia circolare e della valorizzazione delle acque reflue nonché del recupero di energia e di importanti materie prime, tra cui fosforo, carbonio ed elementi nutrienti.

Fanghi che vanno inquadrati all’interno delle strategie europee per la bioeconomia, per la biodiversità e fanno riferimento al regolamento dell’Unione sui prodotti fertilizzanti oltre che del quadro di trasformazione degli impianti di trattamento delle acque reflue in bioraffinerie. 

All’incontro hanno partecipato diversi esponenti del settore, a partire da Tania Tellini, Coordinatrice del settore idrico di Utilitalia che ha insistito sull’importanza di trasformare i fanghi in un’opportunità, ben consapevole che la produzione è destinata ad aumentare sensibilmente ma anche cosciente delle loro potenzialità se inseriti all’interno di un sistema di economia circolare.

Stefano Vaccari, Subcommissario per la depurazione Ministero della Transizione Ecologica ha invece illustrato l’importanza di creare collaborazioni e partnership tra i vari enti e utility, soprattutto in Regioni come Puglia, Sicilia, Calabria e Campania dove il gap da colmare è ampio.

Estremamente interessante anche lo speech di Andrea Guerrini, Collegio Arera e Presidente di Wareg (Associazione europea dei regolatori dei servizi idrici), proprio quest’ultima rappresenta un’opportunità per svolgere ricognizioni a livello europeo sulle best practice da cui il nostro paese deve prendere spunto.

Samir Traini invece, Ref Ricerche, presenta uno studio dove illustra che da una produzione odierna di circa 3,1 milioni di tonnellate/anno di fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue urbane, nei prossimi anni potranno sommarsi ulteriori 1,3 milioni di tonnellate/anno, prodotte nei depuratori necessari a superare le procedure di infrazione UE che saranno realizzati. Un totale di 4,4 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione che dovranno dunque essere gestiti ogni anno.

Elena Mauro e Giuseppe Mininni, raccontano invece il Rapporto di Sostenibilità di Utilitalia, dove emerge come le utilities rispondenti del settore idrico abbiano recuperato circa il 70% dei fanghi prodotti (a fronte di una media nazionale del 40%), investendo nel 2019 quasi 400 milioni di euro nella depurazione. 

Francesco Fatone dell’Università Politecnica delle Marche e Luigi Petta, Responsabile Laboratorio Tecnologie hanno invece insistito sull’importanza di avere ben chiaro l’obiettivo di ridurre l’inquinamento anche nell’ambito dell’idrico anche se, ancora una volta, non risulta essere una tematica centrale nei piani del governo. Alessandro Spagni ha poi presentato la Piattaforma del fosforo.

A chiudere l’incontro tre case history portate da tre rappresentati di importanti utility: Francesca Portincasa, Direttore Reti, Impianti e Customer Care AQP in Puglia, Emilio Caporossi, Responsabile Fognatura e Depurazione Direzione Acqua Gruppo Hera in Emilia Romagna e infine Andrea Lanuzza, Direttore Generale Amiacque Gruppo CAP in Lombardia.

Un incontro interessante che ha voluto far chiarezza su una tematica che solo ultimamente sta diventando centrale, mettendo in luce le possibilità di riutilizzo, le criticità ma anche le opportunità che i fanghi di depurazione rappresentano.

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