Protezione catodica. Formazione e competenze per professionisti sempre più qualificati

Protezione catodica. Formazione e competenze per professionisti sempre più qualificati

Intervista a Sergio Marini, Direttore Tecnico di Telemagnetica srl e Docente Corsi di formazione Apce

di Martina Ginasi

 

Quali vantaggi comporta la frequenza ai Corsi APCE e nello specifico di questo terzo livello?

Con l’avvento della nuova normativa ISO 15257, entrata in vigore dal 1° gennaio 2019, si è compiuto un grande sforzo per adeguare i corsi erogati da APCE, in modo tale da renderli consoni alla nuova normativa. I corsi APCE sono pensati per un percorso di formazione che porti all’acquisizione di competenze sempre più complesse e dettagliate, tenendo sempre presente che per poter ottenere l’abilitazione occorre poi sostenere l’esame di certificazione presso uno degli enti accreditati. Si parte quindi da un livello 1, propedeutico, che mette in grado l’operatore di eseguire misure in campo, a un quarto livello che fornisce competenze che permettono di eseguire analisi complesse non solo dal punto di vista della progettazione tecnica ma anche di tipo gestionale, dal coordinamento del personale fino ad analisi costi/benefici degli interventi.

I corsi si rivolgono anche a personale di acquedotti e di reti di teleriscaldamento.

In prima persona, mi occupo della docenza di elettrotecnica (occasionalmente anche di altre discipline) che si svolge ai primi tre livelli; il terzo livello permette di accedere a nozioni specifiche: si entra nel dettaglio di tematiche come la resistenza di isolamento, le interferenze di natura elettromagnetica, la prevenzione e la mitigazione dei disturbi causati da caduta di un fulmine o da guasti sui tralicci di alta tensione.

Il corso di livello tre si pone dunque come avanzato non solo per operatori che operano sulla rete ma anche per personale che analizza il dato proveniente dal campo, ne organizza la raccolta in loco e pianifica le attività del personale atte alla gestione e manutenzione dei sistemi di protezione catodica. Si tratta quindi di professionalità che, dal punto di vista aziendale, hanno ormai raggiunto un profilo elevato.

 

L’innovazione ha portato ad una migliore conoscenza del dato e uno sviluppo nel suo utilizzo, questo ha portato cambiamenti sostanziali anche nell’ambito della protezione catodica?

Al momento si tratta di un aspetto che viene certamente toccato ma ancora non approfondito in tutte le sue potenzialità. Va detto che, con l’avvento del telecontrollo sulle reti di protezione catodica, è anche cambiato il modo di gestire le stesse, garantendo una migliore percezione in tempo reale dello stato della rete.  

 

È possibile iscriversi a questo livello solo per coloro che hanno seguito i precedenti corsi o è aperto anche ad operatori che hanno una loro preparazione?

La normativa non è vincolante ma il nostro consiglio è di frequentare i corsi in ordine crescente. Va inoltre tenuto presente che il cambio di normativa ha modificato la numerazione dei livelli: ad esempio ci siamo trovati con del personale che ha seguito i corsi di livello uno secondo la vecchia normativa (quindi oggi il livello due) e quindi ora si iscrivono al corso di livello tre; il nostro consiglio è di procedere con un percorso progressivo peraltro ben testato negli anni da Apce. Non c’è un obbligo normativo in tal senso ma si tratta di buone pratiche consolidate nel tempo. Le competenze poi di ognuno si sviluppano personalmente e ognuno porta in aula il proprio background. Da questo punto di vista ci auspichiamo un ritorno dei corsi in presenza, che consentono al docente una miglior percezione del livello di preparazione di ogni singolo partecipante e quindi di gestire al meglio la presentazione dei vari argomenti.

 

Il corso di livello tre è fondamentale per coloro che poi vorranno accedere al quarto?

Il livello 4 è l’ultimo o esiste anche un quinto livello?

Si, certo. Va detto che il corso di livello quattro abilita alla progettazione, quindi permette di firmare progetti di protezione catodica anche complessi.

Nel livello tre invece si prendono in esame progetti basilari, come il sistema ad anodi galvanici, sistemi quindi semplici che coprono strutture piccole e ad esempio non possono essere implementati quando ci sono problemi di correnti vaganti. Oppure aggiunte o modifiche a sistemi già esistenti, molto utili per esempio quando la rete si completa con nuove tubazioni: si apprende quindi come estendere un impianto.

Il livello quattro invece permette di acquisire le conoscenze necessarie per strutturare sistemi complessi partendo da zero, ne consegue che un operatore che ha seguito il corso, e successivamente ha conseguito la certificazione di livello 4, può firmare progetti anche molto complessi.

Esiste anche un livello 5, per il quale, tuttavia ad oggi non vi sono persone certificate e non sono ancora stati organizzati i corsi.  Quest’ultimo livello si applicherebbe a ricercatori e professionisti che hanno portato innovazione nel campo della protezione catodica.

 

I corsi in questo periodo vengono erogati online, solitamente però sono svolti in presenza, è corretto?

Si, fino all’arrivo del Covid-19 tutti i corsi erano svolti in presenza.

L’erogazione online ha sicuramente un vantaggio economico dal punto di vista aziendale in quanto taglia i costi a livello logistico delle trasferte. Dall’altra parte però il contatto diretto in aula sta mancando e questo si avverte sotto parecchi aspetti.

Va però detto che, per quanto riguarda il corso di terzo livello, la difficoltà è meno avvertita in quanto non sono previste esercitazioni da compiere in campo o in laboratorio, sul campo, quindi è stato più semplice trasferirlo online.

 

Il corso di livello tre dà dunque accesso a mansioni in azienda di portata anche gestionale; offre quindi strumenti per un notevole salto di qualità da un punto di vista professionale e quindi anche occupazionale.

Certamente: la norma ISO 15257 stabilisce che un responsabile che prende decisioni e organizza personale non può svolgere le sue mansioni senza avere le conoscenze e la certificazione almeno di livello tre. Credo quindi che quando una persona viene selezionata e promossa ha senso che partecipi a questa formazione per implementare le sue capacità anche in termini gestionali e organizzativi. Soprattutto se ha una propensione a ruoli decisionali.

 

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