Intervista a Pasquale Talento, Amministratore Delegato di IDEA
IDEA da qualche settimana è entrata a far parte di Aquanexa. Quali sono i principi di questa nuova partnership?
IDEA ha raggiunto dimensioni industriali rilevanti. Nel 2023 ha realizzato un fatturato di oltre 30 milioni di euro, con acquisizioni per quasi 100 milioni e una prospettiva per il 2024 di oltre 50 milioni di fatturato. A fronte di questi risultati è stato naturale puntare a obiettivi più importanti, con un’impresa in forte crescita che ritenevamo avesse tutti i requisiti per poter compiere un ulteriore salto di qualità. Vediamo dunque l’entrata in Aquanexa come un’evoluzione verso una struttura industriale più forte e organizzata, che potrà trovare nuovi spazi di mercato sia a livello nazionale che in ambito internazionale. La scelta del possibile partner, individuato poi in Aquanexa e nel fondo Algebris, è stata dettata dalla presenza di persone che credono non solo nello sviluppo del business dal punto di vista finanziario ed economico, ma soprattutto dal punto di vista industriale.
Avete sul mercato un posizionamento forte, legato alla digitalizzazione dei processi che caratterizzano oggi il settore idrico. Oltre ad acquisire importanti commesse in ambito Smart Meter, avete sviluppato nel tempo competenze nella gestione dei dati. Questa forte identità cresciuta tra produzione di apparecchiature e sviluppo di IT sta facendo crescere una vocazione consulenziale?
Abbiamo sempre lavorato nel digitale, ricordo che IDEA opera nel settore del telecontrollo da oltre trent’anni. Fino a poco tempo fa i dati acquisiti fornivano poche informazioni, seppur molto importanti; oggi parliamo di milioni di dati a cui dobbiamo dare un senso da un punto di vista qualitativo e delle informazioni utili da fornire al cliente. Ma l’approccio digitale è sempre stato una costante per IDEA nel settore idrico. Aver precorso i tempi ci dà oggi un vantaggio competitivo notevole. IDEA è nata e si è sviluppata solo in questo ambito, quindi con una forte specializzazione, attraversando anni che erano sicuramente meno favorevoli dal punto di vista del business rispetto ad altri comparti come il gas o l’elettrico. Tuttavia, personalmente ci ho sempre creduto e ci siamo posti al fianco dei nostri clienti supportandone la trasformazione comprendendo a fondo i bisogni; e partendo da una forte conoscenza di impianti e processi, delle dinamiche che contraddistinguono il ciclo idrico integrato. Per questo crediamo di poter essere un acceleratore d’innovazione in un segmento ritenuto per anni una sorta di cenerentola rispetto ad altri sistemi a rete. Siamo tutti consapevoli che gradualmente andremo verso una digitalizzazione totale dei processi – sia interni alle aziende che rispetto alle infrastrutture e nel rapporto con i cittadini – ma siamo anche coscienti che ci sia ancora molto da fare per integrare il digitale sull’intera filiera infrastrutturale. Compreso il fatto che servirà un grande impegno e stanziamento di risorse per coprire le aree che non sono ancora adeguatamente connesse.
Sul tema Smart Meter avete godute delle tecnologie e delle esperienze sviluppate in altri settori? Il confronto diretto con altre infrastrutture di rete, penso al gas in particolare, ha consentito uno scambio di conoscenze proficuo? O al contrario, il fatto di pote godere di una profonda conoscenza del settore idrico, vi ha spinto con ancor maggiore determinazione a sviluppare competenze specifiche verticali?
Sicuramente il settore idrico è stato l’ultimo tra quelli dei servizi al cittadino regolamentati a ricevere un grande impulso dopo aver registrato i progressi significativi nell’elettrico e nel gas. Ricordo che IDEA non nasce nel mondo degli Smart Meter ma del telecontrollo e quando abbiamo deciso di affrontare industrialmente il tema dei contatori, nel 2019, il mercato in Italia era praticamente inesistente, vedeva solo piccoli progetti pilota che contavano poche migliaia di pezzi. Oggi invece, devo dire grazie anche al nostro contributo, si producono centinaia di migliaia di meter all’anno e i gestori chiedono quasi esclusivamente Smart Meter. IDEA ha affrontato questo mercato con uno spirito diverso, non come un semplice produttore di commodity, ma con l’esperienza e le competenze di un integratore di sistemi, conoscitore di tecnologie e delle problematiche del settore. Questo approccio ci ha messo in una posizione di assoluto vantaggio e per quasi due anni non abbiamo avuto concorrenti significativi nell’aggiudicazione delle gare.
Fino a qualche tempo fa non era pensabile unire telecontrollo e Smart Meter.
I mondi invece vanno sempre più contaminati, la divisione a silos non esiste più. Il contatore era semplicemente un pezzo di ottone e il telecontrollo veniva relegato nella nicchia della sensoristica. Anche le associazioni di riferimento non hanno fatto molto per dare impulso a questo percorso evolutivo che porta sempre più all’integrazione non solo di tecnologie ma, in una prospettiva a breve termine, di settori diversi. Il dato è trasversale e l’integrazione è fondamentale; anche se “orizzontalizzare” tutto può far correre il rischio di banalizzare alcune problematiche specifiche del settore. Il telecontrollo presenta peculiarità proprie che bisogna riconoscere, così come il funzionamento e la collocazione degli Smart Meter e i protocolli di comunicazione. Noi riteniamo di conoscere bene ambiti verticali e di poter dare un contributo significativo nel mettere a fattor comune anche dati che a volte vengono banalizzati. Di certo non basta semplicemente prendere un oggetto di plastica da cui estrarre il dato; si deve conoscere il contesto, l’ambiente in cui gli oggetti vanno inseriti, per non causare problemi, e di non poco conto, con l’errata interpretazione di un dato. È importante gestire questi aspetti con competenza e attenzione per evitare di far danni senza produrre valore.
Ha parlato di equilibrio tra competenze verticali e orizzontali, un concetto che riflette una dinamica quasi filosofica soprattutto quando si devono formare persone in grado di affrontare tematiche per molti versi nuove. Oggi le utility, soprattutto quelle che si occupano di acqua, guardano con estrema attenzione alla produzione di energia, alla gestione dei fanghi, per trasformare le criticità in opportunità.
La capacità di vedere oltre e di anticipare le esigenze del mercato è fondamentale per rimanere all’avanguardia. Le multiutility stanno chiaramente correndo per recuperare il tempo perduto, affrontando le nuove normative europee e le richieste dell’Autorità.
Siamo passati dall’essere totalmente verticali al voler diventare completamente orizzontali. Se una volta eravamo troppo verticali, ora rischiamo di banalizzare la complessità che ogni segmento presenta. Sarà necessario un lavoro di armonizzazione. Digitalizzazione sì, ma senza dimenticare il campo di applicazione.
Non vogliamo tralasciare i fatti concreti, né vogliamo diventare come le grandi società di IT che spingono troppo verso la digitalizzazione a tutti i costi. Se dobbiamo utilizzare l’intelligenza artificiale per guidare una macchina, questa dovrà funzionare correttamente in primis nelle sue funzioni principali. Questo approccio pragmatico ci permetterà di espanderci in altri settori, ma continueremo ad applicare con qualità il nostro telecontrollo e a sviluppare Smart Metering, con l’obiettivo primario di fornire alle utility strumenti di valore. Per gestire al meglio un servizio che, ricordiamolo sempre, deve andare a vantaggio di cittadini e imprese di ogni territorio.
Guarda l’intervista video a Pasquale Talento, AD IDEA