Taxonomy Framework. Uno strumento d’avanguardia al servizio dei gestori idrici

water-drop

Intervista a Samir Traini, Partner Laboratorio Ref Ricerche

Di Emanuele Martinelli

 

Il Green Deal si trova di fronte a un momento cruciale, con correnti contrastanti in merito alle azioni da attuare e la ricerca di nuovi equilibri. In questo contesto rimane comunque fondamentale il piano di adattamento al clima e l’adozione di una strategia europea per affrontare adeguatamente le criticità del settore idrico. In questo contesto, come possiamo introdurre il discorso sulla tassonomia e sugli strumenti che le utility avranno a disposizione perché generi valore?

 Il secondo mandato di Ursula von der Leyen conferma i pilastri del Green Deal, che guideranno il percorso di decarbonizzazione dell’economia europea fino al 2030 e, soprattutto, al 2050. Alla base di questo percorso ci sono diversi strumenti, di cui uno fondamentale è la tassonomia, essenziale per le aziende e, in particolare, per i gestori dei servizi pubblici locali, poiché li aiuta a rendere sempre più ecosostenibili le loro attività. Un sistema di classificazione che ha l’obiettivo di limitare il greenwashing, promuovendo attività realmente ecosostenibili e fornendo consapevolezza ai gestori del servizio idrico integrato. Non basta più dire che si fornisce acqua potabilizzata di buona qualità; tutte le attività del gestore devono rispettare determinati criteri per essere definite ecosostenibili. Questi criteri si applicano anche alla produzione di energia da fonti rinnovabili e al recupero di materia ed energia dai fanghi. Per riassumere, la tassonomia si basa su sei obiettivi del Green Deal per la sostenibilità ambientale: mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine, transizione verso un’economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

 

Tutto questo contribuisce al macro obiettivo di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero. Si tratta di un traguardo ambizioso, che richiede una moltitudine di azioni concrete. In particolare, vorrei entrare nello specifico delle attività che Laboratorio Ref Ricerche svolge per i territori e le utility. I vostri paper sono diventati un riferimento in diversi settori; oggi state progettando nuovi strumenti dedicati ai gestori idrici?

Da qualche anno supportiamo diversi gestori lungo tutto lo stivale, da nord a sud, anche per l’applicazione del regolamento sulla Tassonomia UE. Un regolamento certamente impattante per le organizzazioni aziendali, poiché richiede un ripensamento nella gestione dei flussi di dati e, soprattutto, un’integrazione della cultura della sostenibilità all’interno dei processi aziendali. Tale integrazione passa attraverso un’analisi dei gap, cioè della distanza tra lo stato attuale del gestore e i requisiti della tassonomia. Per affrontare questa sfida, abbiamo sviluppato una metodologia proprietaria, registrata presso l’Ufficio Nazionale Brevetti, che ci consente di analizzare e colmare queste carenze. Tuttavia, con l’evoluzione della regolamentazione e la crescita della cultura aziendale, abbiamo compreso la necessità di automatizzare i processi di applicazione della tassonomia.

 

Un lavoro di team che ha coinvolto un partner tecnologico.

Esatto! In collaborazione Netribe Group stiamo sviluppando un software chiamato Taxonomy Framework che permetterà ai gestori di applicare in maniera guidata, efficiente  e con una serie di controlli il regolamento della tassonomia. Il nostro obiettivo è di digitalizzare il processo, integrando i requisiti della tassonomia con i gangli aziendali. Dal 2025, entreranno in vigore numerosi obblighi di disclosure relativi alla tassonomia, che saranno strettamente collegati alla pubblicazione del bilancio di sostenibilità o del bilancio integrato, da includere al bilancio d’esercizio, il che restringerà i tempi a disposizione per la sua redazione a due o tre mesi al massimo. Lo strumento che stiamo sviluppando ha l’obiettivo di agevolare questo processo e ridurre drasticamente i tempi di adempimento. Crediamo che, grazie al Taxonomy Framework, le organizzazioni saranno in grado di rispettare i nuovi obblighi di disclosure in maniera più efficiente, garantendo al contempo la qualità e la conformità dei loro bilanci di sostenibilità.

 

L’obiettivo del 2025 sarà vincolante?

L’implementazione del regolamento tassonomico rappresenta una sfida significativa e un’opportunità cruciale per le aziende del settore idrico, soprattutto in vista delle nuove normative che entreranno in vigore nel 2025. A partire dall’anno prossimo, tutte le imprese che soddisfano almeno due dei seguenti tre requisiti – più di 250 dipendenti, fatturato superiore ai 50 milioni di euro, un patrimonio netto superiore ai 40 milioni di euro – saranno obbligate a includere i dati relativi alla tassonomia nel bilancio d’esercizio. Senza tali dati, la pubblicazione del bilancio d’esercizio sarà impossibile, comportando una responsabilità diretta per il management, il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale, che dovranno garantire la presenza e la correttezza di queste informazioni. Inoltre, il bilancio sarà soggetto a revisione legale e il revisore avrà l’obbligo di segnalare eventuali mancanze.

 

Si prevedono penalità o, al contrario, incentivi a riguardo?

Nonostante non siano previste sanzioni dirette per il mancato allineamento alla Tassonomia UE, esistono incentivi significativi per le aziende che dimostrano la sostenibilità del proprio operato, fermo restando l’obbligo normativo di rendicontare in bilancio il grado di allineamento ai criteri tassonomici. Il provvedimento è stato creato per convogliare capitali pubblici e privati verso attività ecosostenibili e il suo rispetto può migliorare significativamente l’accesso ai finanziamenti. Le aziende che dimostrano un alto grado di conformità alla Tassonomia UE saranno viste come più appetibili dalle banche e dagli istituti finanziari, inclusa la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), aumentando la quantità di finanziamenti ottenibili e riducendo il costo del debito. La conformità alla Tassonomia UE è già un criterio di valutazione importante per l’assegnazione di fondi pubblici, come dimostrato dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e dal Piano Nazionale sulle Infrastrutture Idriche. Progetti che dimostrano un forte allineamento ai criteri tassonomici, come quelli focalizzati sulla resilienza idrica, la riduzione delle perdite idriche e la costruzione di invasi, sono favoriti nell’ottenere finanziamenti.

Taxonomy Framework dunque guida e automatizza i processi, riducendo i tempi di adempimento e includendo controlli integrati per garantire la correttezza dei dati. L’adozione della tassonomia non è solo un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per migliorare la sostenibilità e la competitività delle aziende. Prepararsi adeguatamente e utilizzare strumenti come il Taxonomy Framework può fare la differenza nell’affrontare con successo queste nuove sfide e sfruttare le opportunità offerte dai criteri tassonomici.

 

Il legame tra acqua ed energia è sempre più stretto e rilevante, con un impatto significativo sulla sostenibilità e sull’efficienza operativa. C’è un grande potenziale per rendere il settore idrico non solo più efficiente ed efficace, ma anche sostenibile economicamente, attraverso la produzione di energia da parte dei gestori del servizio.

Questo aspetto rappresenta un ambito fortemente incentivato, poiché integra la gestione delle risorse idriche con la produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo. Questo approccio non solo facilita un maggiore allineamento alla tassonomia stessa, ma da quest’anno è anche premiato da un nuovo sistema incentivante istituito ARERA. Un sistema che è parte del nuovo metodo tariffario per il quarto periodo regolatorio, valido dal 2024 al 2029, e si concentra sull’incentivazione dell’energia da fonti rinnovabili, particolarmente per l’autoproduzione e l’autoconsumo. Questa iniziativa è in linea con gli obiettivi della nuova direttiva sulle acque reflue, che enfatizza il concetto di neutralità energetica. Nei prossimi 15-20 anni, il segmento della depurazione dovrà raggiungere l’autosufficienza attraverso l’autoproduzione e l’autoconsumo per gestire in modo sostenibile il trattamento dei reflui.

 

Il processo di digitalizzazione delle utility è in corso, e sempre più pervasivo.

La digitalizzazione è indubbiamente lo strumento abilitante per raggiungere gli obiettivi tassonomici e quindi per promuovere l’ecosostenibilità. Quando la tassonomia richiede di mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici, riducendo le emissioni di gas serra e il consumo di energia, o abbattendo le perdite idriche, è chiaro che una forte digitalizzazione è essenziale per monitorare reti, raccogliere dati necessari per le scelte da compiere. Pensiamo a tecnologie come il telecontrollo, i digital twin e i sistemi di ricerca perdite: senza questi strumenti, sarebbe estremamente difficile raggiungere tali obiettivi.

In questo contesto, l’applicativo che abbiamo concepito con il supporto di Netribe, gioca un ruolo cruciale, perché non solo consente una rendicontazione annuale dell’allineamento alla tassonomia, ma offre anche uno strumento dinamico per monitorare e aggiornare costantemente i dati aziendali. Questo approccio permette di valutare in tempo reale il progresso dell’azienda verso un maggiore allineamento alla tassonomia e di pianificare e attuare interventi e investimenti per migliorare ulteriormente.

 

Quando sarà pronta la piattaforma?

Siamo nella fase di sperimentazione e stiamo conducendo dimostrazioni con i nostri clienti presentando una versione beta del tool; ma ci avviciniamo al suo primo rilascio. Questo percorso ci consente di raccogliere le prime osservazioni e le esigenze specifiche di ciascun gestore qualunque siano le dimensioni o la collocazione geografica. Sebbene parta da uno standard e da una metodologia registrata, il tool è progettato per essere personalizzabile in base alla specifica organizzazione aziendale. Stiamo lavorando intensamente per raccogliere e integrare tutte le osservazioni ricevute, al fine di migliorare continuamente lo strumento e renderlo sempre più efficace nel rispondere alle esigenze dei clienti.

 

Unire competenze regolatorie a strumenti informatici; una sfida importante che si potrebbe declinare su altri ambiti?

Con Netribe abbiamo instaurato una partnership industriale molto solida, che integra in modo efficace le rispettive competenze. La nostra forza risiede nei contenuti e nell’approccio metodologico, mentre Netribe si occupa della traduzione di questa metodologia in un linguaggio digitale. Questo ci permette di sviluppare strumenti avanzati e innovativi.

Non ci fermeremo qui. Stiamo già lavorando a un ulteriore software che aiuterà i gestori del servizio integrato nella rendicontazione del bilancio di sostenibilità e del bilancio integrato; strumento che naturalmente sarà compatibile con la tassonomia e il bilancio integrato, offrendo una soluzione completa e a 360 gradi per rispondere alle esigenze normative dell’Unione Europea.

PUBBLICATO IL
2 Ottobre 2024

Condividi:

media correlati