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Studio e azione. Gap incolmabile?

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Di Emanuele Martinelli

Tra qualche giorno saremo con le nostre iniziative a Catanzaro e Furnari (ME); quindi a KeyEnergy con Enea, a Milano in MCE e a Roma per un’iniziativa della Presidenza del Consiglio che ci ha visti partecipi. Ogni incontro un tema diverso; rispettivamente dedicati a Smart Meter, Smart Land, CER, Smart City, Energy Efficiency e Acqua. Incontri che ci daranno modo di approfondire contenuti e quindi di rilanciare con vigore anche la nostra attività editoriale. Terremo traccia attraverso paper dedicati di quanto verrà espresso da un coro di voci estremamente qualificate, con l’obiettivo di travasare informazioni e fornire strumenti di comprensione su diversi settori agli addetti ai lavori, qualunque sia l’estrazione. Del connubio tra sviluppo territoriale, servizi di pubblica utilità e corretta informazione abbiamo parlato più volte; ed è noto come continui a non esserci una diretta relazione. Eppure esistono decine di studi in grado di fornire dati qualitativi sui temi più svariati. Per esempio, Fondazione Feltrinelli ha di recente pubblicato il 57mo Annale dal titolo “La città invisibile. Quello che non vediamo sta cambiando le metropoli” a cura di Alessandro Balducci, ordinario di Politiche Urbane al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. Un volume a disposizione di tutti, e degli operatori in particolare, ricco di spunti e dati utili su clima e salute, digitalizzazione, popolazioni invisibili (anziani e giovani) tra inclusione ed esclusione, governo delle città, periferie e innovazione sociale. Il punto è come far si che un patrimonio importante di pensiero e ricerca non rimanga in qualche cassetto e diventi strumento di governance; o comunque costituisca materiale utile per le decisioni di chi ci governa. Altro esempio che avevamo già richiamato in passato viene dal volume “Urbano Montano”, a cura di Federica Corrado, che prende in esame esempi virtuosi, riflessioni e modelli di un possibile nuovo rapporto tra città e montagna. Si tratta di un tema d’attualità? Certamente, perché vediamo una continua decrescita di popolazione in aree di pregio del nostro Paese. Siamo a conoscenza di azioni governative o regionali che, prendendo spunto da studi sul tema, abbiano dato il via a strategie in grado di invertire una certa rotta? Non che ci risulti. Come diminuire il gap tra pensiero, studio e provvedimenti a favore dei cittadini continua a essere un tema, o forse “il” tema. Siete d’accordo? Il dibattito è aperto.

PUBBLICATO IL
23 Gennaio 2024

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