Servizi pubblici e innovazione. Ma la politica?

Di Emanuele Martinelli

Se quella scorsa è stata per Energia Media la settimana del gas grazie agli Smart Grid Days a Senigallia, questa è senz’altro quella dell’acqua. Gli appuntamenti a Carlentini (SR) e Firenze (Festival dell’Acqua di Utilitalia) arrivano dopo giorni e settimane che hanno registrato una drammatica situazione di siccità al sud e un’ancor più drammatica nuova inondazione tra Emilia Romagna e Marche. Con tutte le polemiche che ne sono conseguite circa l’utilizzo delle risorse economiche stanziate (arrivate e non utilizzate?), i lunghi passaggi burocratici per dare il via ai lavori, e l’ormai cronico rimbalzo di responsabilità tra organi centrali e regionali. La prossima settimana torneremo sul tema gas con il CIG a Bologna e parteciperemo attivamente alle giornate dedicate all’ambiente promosse da Confservizi a Mestre e ambiente.it a Milano. Non si può dire che manchino le occasioni di confronto, o i dati necessari a valutare la possibilità di interventi mirati da effettuare non solo durante situazioni emergenziali. Ma se si mettono a confronto evoluzione di tecnologie e di normative anche tecniche e la drammatica lentezza con cui il paese continua a muoversi anche a fronte di chiare situazioni di estrema criticità, il quadro è desolante e il gap appare sempre più incolmabile. Peraltro, prendendo a esempio le recenti frane registrate a Cogne (Val d’Aosta) prima dell’estate, ricordiamo che in montagna ha già nevicato; ma che le temperature in rapida oscillazione potrebbero portare a nuovi rigonfiamenti dei torrenti con le conseguenze che conosciamo. Perché ogni situazione critica si riconverta in un possibile miglioramento delle nostre infrastrutture a beneficio di territori oggi estremamente fragili, serve certamente un piano ma soprattutto una semplificazione delle regole attuative senza che queste vadano a discapito di trasparenza e sana competitività. Si può fare?

PUBBLICATO IL
24 Settembre 2024

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