Rivedi il webinar: Innovazione tecnologica e cambiamenti climatici

WATER UTILITY NETWORK

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https://attendee.gotowebinar.com/recording/7456704663625958918

In collaborazione con Utilitalia e Laboratorio Ref Ricerche

Diamo il via al percorso annuale dedicato al settore idrico con un tema di estrema attualità che sta toccando e influenzando operation e decisioni dei nostri gestori sul territorio. Cambiamenti climatici e scarsità di risorsa idrica accompagnano ormai processi e comportamenti non solo delle utility – impegnate a garantire servizi di qualità nonostante lo stress idrico in atto – ma pure i cittadini, che dovranno sempre più utilizzare la risorsa con consapevolezza e attenzione agli sprechi.

Cambiamenti climatici che peraltro, insieme a scelte storiche poco illuminate di soggetti sia pubblici che privati, ancor più mettono in risalto il grave problema del dissesto idrogeologico del Paese.

Le conseguenze dell’aumento delle temperature sono già visibili, con fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti: scioglimento dei ghiacciai, incremento degli incendi, riduzione della produttività delle colture, per citarne alcuni. A cui si affiancano reti spesso obsolete e ancor più spesso poco “gestite”.

Come rilevato dal recente Position Paper di Laboratorio Ref Ricerche dal titolo I rischi del cambiamento climatico entrano nella Pianificazione industriale (che vi consigliamo di scaricare), “l’impatto sull’Italia è particolarmente rilevante in tal senso perché il nostro Paese si colloca all’interno della regione Mediterranea che rappresenta uno dei cosiddetti hot-spot del cambiamento climatico, ossia un’area ad alta vulnerabilità, con un surriscaldamento più rapido rispetto ad altre zone e con un’accentuata volatilità inter-annuale nei valori medi di temperature e precipitazioni.”

Durante il webinar del 19 aprile cercheremo dunque di fornire elementi di scenario messi a confronto con buone pratiche territoriali e strumenti innovativi quali, tra gli altri:

  • digitalizzazione delle reti per la ricerca perdite;
  • implementazione di sensori e Smart Meter per una conoscenza profonda di asset e comportamenti dei cittadini;
  • software e tecnologie di monitoraggio idrometereologico, geotecnico e strutturale.

Considerando che il 91% dei Comuni Italiani risiede in aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico, con circa 3 milioni di nuclei familiari residenti in queste aree, operare per la messa a sistema del territorio attraverso processi innovativi è più che mai doveroso. Ricordando inoltre che la transizione ecologica porta necessariamente alla sostituzione di alcune tecnologie con altre su tutta la catena del Servizio Idrico Integrato; tecnologie non solo meno dannose per il clima ma in grado di far recuperare risorse anche economiche alle imprese più innovative, come ben delineato all’interno del PNRR di cui parleremo il 19 aprile.

PUBBLICATO IL
19 Aprile 2022

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