L’acquisizione di Puglia Engineering da parte di Aquanexa fa ben comprendere come la creazione di una rete di competenze sia la base per fornire ai gestori del servizio idrico soluzioni integrate; frutto non solo di nuove tecnologie da introdurre all’interno di reti e processi, ma di una base di esperienze e capacità progettuali che rappresentano il valore aggiunto per la crescita del settore idrico.
Ne abbiamo parlato con Angelo Giotta, Responsabile Tecnico Puglia Engineering.
Di Emanuele Martinelli, Energia Media
Geom. Giotta, Puglia Engineering è di recente entrata a far parte di Aquanexa. Un rapporto che rafforza reciprocamente competenze e presenza sul territorio nazionale.
In questa fase stiamo definendo il piano strategico analizzando nel dettaglio le sinergie da attivare rapidamente al fine di muoverci con sempre maggior efficacia sui clienti. Ricordo che forniamo servizi a gestori importanti come Acquedotto Pugliese, che ha mostrato nel tempo grande capacità d’innovazione in risposta a una situazione geograficamente non favorevole per quanto riguarda il reperimento della risorsa idrica. Un riferimento per noi molto importante che ci ha consentito di trasferire esperienze e know-how anche ad altri contesti geografici, dalla Sicilia al Friuli.
Regolazione e incentivi hanno dato grande accelerazione alla riqualificazione del settore idrico. Su ogni ambito territoriale, ognuno con i suoi problemi.
Il fatto di operare su territori molto diversi tra loro dà ancor più senso e valore al nostro lavoro di progettazione. Stiamo lavorando per esempio all’Elba, con tutte le peculiarità di un’isola complessa, che deve stagionalmente affrontare un flusso di turisti importante. Le isole minori, se si vuole valorizzarle, vanno affrontate con la visione e gli strumenti necessari, e lo stesso è per le aree remote che necessitano di nuovi servizi se si desidera fermare declino e spopolamento.
Vi occupate da oltre vent’anni di manutenzione e gestione di sistemi idrici e acque reflue, utilizzando tecnologie all’avanguardia.
L’innovazione è nel nostro DNA, serve sperimentare, è vero, ma poi è il campo che parla. Abbiamo collaborazioni anche con start up universitarie ma la nostra è un’attività molto particolare dove servono soprattutto esperienza, professionalità e molto senso pratico. Il sistema si è evoluto, la ricerca perdite ne è un esempio, ma è falso credere che le tecnologie risolvano tutti i problemi; anzi in modo molto pragmatico direi che in quest’ambito sono ancora i metodi tradizionali uniti a esperienza e tecnologie a risolvere la maggior parte dei problemi. I risultati si ottengono sempre con un mix d’interventi, con l’unione di sistemi consolidati e innovativi. Il nostro know-how si è formato col il tempo, è frutto di esperienze estremamente positive ma pure contrassegnate da criticità.
Tra i clienti annoverate anche Acea, Enel, ma pure industrie private. È anche per questa poliedricità che parlate di servizi integrati?
Gestiamo sistemi complessi, questo è sempre da tener conto, che si affrontano con l’integrazione di più metodologie. Ancor più quando veniamo chiamati in ambito industriale dove spesso si presentano problematiche con coefficienti di difficoltà maggiori rispetto agli interventi sulle reti del sistema idrico integrato. Lavorare in una raffineria, per esempio, comporta conoscere le specificità di un contesto impiantistico e ambientale particolare, con criticità a volte poco conosciute dai clienti stessi, perlomeno per quanto riguarda l’utilizzo della risorsa idrica. La nostra può esser vista come un’attività di nicchia, con un grado di specializzazione che spesso i grandi gruppi non riescono ad assicurare.
I finanziamenti che hanno supportato il settore, e il PNRR in particolare, hanno portato una diversa capacità d’intervento per quanto riguarda le criticità sollevate dai gestori?
Certamente, anche se al tempo stesso hanno alzato il livello d’interesse di imprese non sempre così preparate. Per esempio, una delle nostre peculiarità è quella di effettuare analisi costi/benefici degli interventi molto puntuali, con la responsabilità di suggerire azioni appropriate – spesso di grande entità anche economica – che durino nel tempo. I problemi legati a siccità, allagamenti, calamità naturali, hanno fatto comprendere che le risorse finanziarie non sono infinite e quello che conta è mettere a disposizione le competenze necessarie a definire strategie e adottare azioni adeguate. Impiegando dunque al meglio le risorse a disposizione e soprattutto progettando al meglio gli interventi a favore di chi poi deve eseguirli. In fase di progettazione, ottimizzare al massimo le risorse economiche e umane è una nostra peculiarità e i clienti stanno progressivamente capendo quanto sia un aspetto importante.
La qualità degli interventi sulle reti passa da tutti i soggetti chiamati a intervenire; serve quindi alzare il livello di ogni profilo professionale.
Non ci sono dubbi. E il fatto di aver nel tempo lavorato con soggetti molto diversi, sia in termini di taglia che territoriali, conferma questo fatto. La complessità di Utility come AQP o Acea, che intervengono su territori vasti come la regione Puglia o difficili come il comune di Roma, si può affrontare solo se le diverse competenze si mettono in dialogo tra loro. In Regioni che registrano maggior frammentazione nella gestione del servizio è difficile rendere organici gli interventi; si tratta di sistemi connessi dove la visione d’insieme rappresenta certamente un valore. In Calabria abbiamo dato il via a una collaborazione con il gestore regionale che offre enormi prospettive di sviluppo, anche se in alcune aree servirà ancora tempo per aver piena consapevolezza degli interventi da progettare ed eseguire; si sconta un ritardo di almeno 10 anni ma un percorso positivo è iniziato. Serve conoscere i territori e troviamo spesso personale di qualità anche in aree del Paese che scontano maggior criticità con impianti obsoleti che avrebbero bisogno di interventi radicali.
Quale ambito della vostra attività sta guardando con maggior attenzione?
Registriamo grandi difficoltà nel rapporto con il personale che opera in cantiere. I nostri programmi, che comprendono software avanzati, necessitano di competenze solide perché siano utilizzati al meglio. Quindi serve personale qualificato, in grado di tradurre i progetti in operatività efficace sul campo. Stiamo quindi cercando strumenti che ci aiutino a mandare in cantiere personale meno strutturato, tools che mettano nelle condizioni ottimali l’operatore anche se alle prime armi. Non per far perdere valore al servizio erogato, naturalmente, ma per accelerare e aumentare il numero degli interventi qualsiasi sia l’impianto da manutenere, fognario o idrico che sia. Rendere omogenee le procedure e le modalità operative è fondamentale, tecnologie digital twin potrebbero per esempio aiutare anche se complesse, per ora, da estendere su tutta la rete o su ogni impianto.
Oltre che di idrico, vi occupate anche di gas. L’esperienza in un settore può essere traslata su un altro sistema a rete?
Il settore del gas ha interessato la nostra attività relativamente al rilievo della rete interrata, delle colonne montanti e la ricerca delle fughe in anni precedenti.
Abbiamo operato anche in ambiti legati alla media e alta tensione, dove è venuta in aiuto naturalmente la qualità della strumentazione di cui ci siamo dotati. Oltre, e ci tengo a ribadirlo, l’esperienza delle persone.
Chiudiamo la nostra chiacchierata tornando a qualche considerazione sulla collaborazione con Aquanexa.
Ho sempre pensato che qualsiasi accordo, partnership o sinergia debba servire a migliorare i servizi che offriamo. Interagire con altre realtà ha questo obiettivo primario. Considero i miei colleghi come portatori di valore, ancor più quando ci consentono di rendere complementari con le nostre singole professionalità. Ribadisco che ci rivolgiamo a un settore molto particolare, che necessita sempre più di multidisciplinarietà e capacità di visione. Integrazione tra sistemi e sinergie rappresentano il futuro, per rispondere a processi complessi come sono per definizione quelli affini alle reti di pubblica utilità. Nei primi tre mesi di collaborazione abbiamo dunque approfondito la reciproca conoscenza, che siamo certi porterà in tempi rapidi a ottimi risultati a beneficio in primis del servizio idrico integrato.