Politiche industriali, evoluzione di filiere italiane e transizione energetica

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A pochi giorni dall’evento di Roma del 12 aprile al Maxxi, anticipiamo alcuni dei contenuti che verranno trattati nella relazione del Professor Beccarello, Università Bicocca di Milano.

 

Professor Beccarello, durante il convegno del 12 aprile verranno messi in relazione obiettivi relativi alla transizione energetica con politica industriale e sviluppo di alcune filiere. Può anticiparci qualche punto su cui poggerà il suo intervento?

Ritengo utile porre attenzione sul Net-Zero Industry Act, il documento principe a cui tutti in Europa dobbiamo oggi attenerci quando si parla di politica industriale; unito naturalmente a considerazioni che riguardano l’evoluzione di filiere storiche, tradizionali presenti nel nostro Paese. Mi soffermerò dunque sui fattori abilitanti con alcune considerazioni di carattere geopolitico e strategico. Il regolamento pone nuovi obiettivi che superano il 2030 ed è necessario capire che vocazione vogliamo seguire come sistema Paese e quale strada prendere.

Sarà senz’altro utile partire da uno stato dell’arte di alcuni settori di riferimento.

È certamente necessario capire se siamo pronti, se abbiamo una mappatura del nostro tessuto industriale per rispondere ad alcune importanti iniziative; oggi il Pniec ci ha regalato una fotografia degli effetti economici delle strutture esistenti che ci spinge a comprendere quali modelli di interdipendenza settoriali si potrebbero supporre per lo sviluppo di capacità produttiva interna. In fondo l’Industry-Act va a completare il regolamento su governance ed energia e obbliga ogni Paese a pensare a come intende trasformare l’obiettivo di decarbonizzazione in opportunità di crescita, di sviluppo di capacità produttiva e industriale.

Sappiamo che si sta occupando anche del Piano Mattei.

Si, con un collega il Prof. Giacomo Di Foggia stiamo compiendo un’analisi comparativa sui contenuti relativi al piano Mattei; il 12 aprile a Roma anticiperò alcune delle valutazioni riferite ai vantaggi competitivi, confrontando alcune caratteristiche del Far East con quelle dei Paesi Africani, in particolare per quanto riguarda l’estrazione di rame, parte importante delle materie prime utili alla transizione energetica. Credo sia utile una valutazione critica che ci prepari ad accogliere adeguatamente le misure europee per la messa a terra del NetZero industriale. Oggi le azioni principali sono focalizzate sul processo di semplificazione  delle autorizzazioni tuttavia ritengo che per sviluppare una visione integrata di politica industriale sia necessario un radicale cambiamento del modello di Governance nel rapporto tra Stato ed Enti Locali.

Servirà una strategia di politica industriale chiara anche per chi gestisce le reti gas.

È evidente che il mondo delle pipeline del gas, che va dagli operatori internazionali di grandi dimensioni fino distributori locali, dovrà nel tempo riconvertire la propria attività tradizionale; una riflessione è senz’altro d’obbligo, si tratta di soggetti che hanno bisogno di una nuova strategia regolatoria orientata allo sviluppo dei nuovi vettori energetici. Le reti gas, con le relative tempistiche, probabilmente saranno rivoluzionate e gli operatori dovranno attrezzarsi per concepire nuovi business che andranno dalla messa in rete dell’idrogeno alla cattura della CO2. Il Paese dovrà affrontare il tema dell’allocazione dei costi e dell’impatto sociale che sarà certamente significativo. Certamente sarà utile soffermarsi sul tema anche durante il seminario

PUBBLICATO IL
3 Aprile 2024

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