Intellera Consulting – Focus Utility

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Intelligenza Artificiale. Forte sviluppo nel mondo Utility e Water in particolare

 

Lo scorso 2 febbraio gli stati dell’Unione Europea hanno dato il via libera al primo testo di legge al mondo dedicato all’Intelligenza Artificiale. Un contributo significativo alla definizione dei contenuti è venuto da Intellera Consulting, al fianco di istituzioni e imprese soprattutto su tematiche di frontiera come quelle relative all’AI. Un ruolo che Intellera si è ritagliata anche per la stretta vicinanza A PA e Utility, soggetti gestori di infrastrutture strategiche direttamente richiamate nell’AI ACT.

A fronte del ruolo ricoperto al fianco della UE per la redazione dell’AI ACT, Intellera dà il via con questa prima intervista a Massimo Pellegrino – Partner Intellera Consulting ed AI Expert – un piano di informazione che riteniamo possa contribuire a far crescere il livello di conoscenza e consapevolezza degli addetti ai lavori.

 

Ingegner Pellegrino, Intellera Consulting si pone oggi al centro del rapporto tra sistemi di intelligenza artificiale e servizi di pubblica utilità. A che punto siamo in questo processo?

La normativa stabilisce una serie di requisiti per le aziende che sviluppano, acquistano e utilizzano sistemi di intelligenza artificiale; regolamentazione a cui dedichiamo particolare attenzione consapevoli che sia il risultato di un processo lungo, ancora in fase sviluppo, anche se estremamente profilato. Con l’avvento di Chat GPT e sistemi simili, circa un anno fa il panorama è notevolmente cambiato, costringendo l’Unione Europea a entrare nel merito di queste nuove tecnologie di cui è uscito il primo regolamento europeo.

Intellera vanta un’esperienza specifica in questo settore; siamo entrati nel merito della normativa sin dai suoi primi passi lavorando a stretto contatto con le istituzioni Per questo oggi siamo in grado di interpretare le direttive del legislatore e possediamo le competenze tecnologiche necessarie per allinearci con la regolamentazione entrata in vigore.

Il tema è estremamente multidisciplinare, combina infatti aspetti di processo, organizzazione, governance e tecnologia. Proprio riguardo quest’ultima, ad esempio, lavoriamo su tutto ciò che è necessario per mitigare le discriminazioni, note come Bias.

Al tempo stesso abbiamo affrontato in profondità il rapporto tra AI e Cyber Security, essendo la parte di sicurezza informatica fortemente legata all’innovazione tecnologica e quindi ai dettami della regolamentazione. Temi complessi che affrontiamo con la dovuta cura; per esempio quando si parla di trasparenza degli algoritmi, comprendendo come possano esser prese decisioni in grado di impattare sui diritti fondamentali degli utenti. Non trascuriamo quindi gli aspetti di processo e organizzativi, come l’identificazione, la gestione e la mitigazione dei rischi, che incrociano direttamente gli ambiti legati alla governance.

Processi più complessi della regolamentazione stessa sulla privacy (GDPR), comportando rischi finanziari più elevati, per i quali è essenziale impostare correttamente ogni progetto sin dall’inizio, al fine di garantire piena conformità con le normative europee.

 

In altre parole, così come è avvenuto con l’introduzione dei sistemi di sicurezza informatica nei processi, si prevede che la stessa attenzione per la normativa ci sarà con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle utility. Questo è dovuto alla necessità di essere sempre compliance con regole che tutelino tutte le parti coinvolte?

È evidente che molte utility hanno sistemi che possono essere ritenuti tali. È importante sottolineare che il legislatore sta esercitando una sorta di persuasione morale per garantire che tutte le applicazioni di intelligenza artificiale seguano le disposizioni dell’IA Act, indipendentemente dal fatto che siano considerate ad alto rischio o meno. Quindi, sicuramente, le utility devono prepararsi e farlo in tempi relativamente brevi.

 

Utilizzo dell’intelligenza artificiale e Cyber Security; un ambito che apre nuove prospettive per Intellera anche nel rapporto con imprese di servizi di medie e piccole dimensioni.

Il nostro obiettivo è far comprendere alle aziende come valutare le applicazioni di intelligenza artificiale sia in termini di impatto economico che di potenziali rischi. Per questo offriamo servizi di change management volti a dare il via a un reale cambiamento culturale.

Nei progetti legati all’implementazione dell’AI Act, prevediamo percorsi di formazione e l’introduzione di metodologie per la valutazione delle applicazioni di intelligenza artificiale, sia dal punto di vista aziendale che dei rischi connessi, inclusi gli impatti negativi possibili.

In questo ambito le dimensioni delle organizzazioni non sono il problema principale. In ogni contesto, indipendentemente dalla grandezza, l’uso di applicazioni di intelligenza artificiale, che siano acquisite o sviluppate internamente, richiede il rispetto della direttiva europea. È evidente che le piccole aziende potrebbero avere meno applicazioni sofisticate, ma oggi l’AI è così pervasiva che tutti ne fanno uso. Pertanto è necessario che anche le piccole imprese agiscano in modo coerente con la direttiva europea.

 

Sempre in tema di AI, la consulenza offerta guida i clienti anche nelle scelte tecnologiche?  

Certamente le competenze sviluppate in Intellera ci consentono questo tipo di affiancamento, ma un buon progetto non può eludere il tema regolamentazione. Consigliare ai clienti quali applicazioni dovrebbero adottare e acquistare fa parte del nostro bagaglio di conoscenze, considerando sempre sia l’impatto economico generale che i profili di rischio. Le nostre competenze tecnologiche si estendono infatti anche agli aspetti architetturali, compresi i sistemi generativi, come gli ultimi modelli di Chat GPT.

Il connubio tra aspetti tecnologici, ingegneristici e legali è decisamente interessante e vitale per le imprese di pubblici servizi. E Intellera è tra le poche aziende in grado di integrare queste componenti; attraverso personale interno con competenze legate anche ai processi, e il coinvolgimento di player specializzati in compliance e risk management.

 

Riguardo al mondo dei servizi di pubblica utilità, anche le utility verticali si stanno trasformando in multiutility. Questo significherà valutare sistemi sempre più integrati e pronti a rispondere ai diversi servizi?  

Solitamente ciò che facciamo è identificare, insieme ai nostri clienti, le applicazioni adatte per ciascuna area. In alcuni casi, si tratta di utilizzi verticali specifici: per il settore idrico per esempio, un ambito su cui stiamo operando a fianco di numerosi gestori su tutto il territorio nazionale. Mentre in altri si tratta di applicazioni orizzontali, legate ad esempio alla gestione delle risorse umane o il marketing. In questo modo, collaboriamo per individuare le opzioni più appropriate per ciascuna area, tenendo conto delle specificità verticali di alcune di esse.

 

Le utility sono o dovrebbero essere un partner strategico per le Pubbliche Amministrazioni; le quali, perlomeno quelle con una visione più ampia, affrontano tematiche legate a Smart City e Smart Land. In questo caso migliora l’orizzonte strategico ma aumenta la complessità.

Certamente i nodi connessi crescono, un mondo certamente affascinante ma con criticità intrinseche. L’intelligenza artificiale può risultare estremamente utile nell’elaborare dati secondo una visione integrata, ma allo stesso tempo è importante esser consapevoli che più nodi ci sono più si creano fragilità nei sistemi. Le Smart City rappresentano una grande sfida che può essere supportata da applicazioni di intelligenza artificiale; questo comporta anche l’individuazione delle responsabilità all’interno di una città. Un esercizio complesso che Intellera sta già affrontando con gli attori coinvolti nella costruzione di città intelligenti. Un tema che riguarda anche i territori, quindi le Smart Land, e che va approcciato dal punto di vista regolamentare, funzionale e tecnologico. Con un aumento dei nodi, si presentano problematiche legate alla resilienza dei sistemi, il che evidenzia complessità ulteriori a cui siamo pronti a rispondere.

 

Settori come la gestione del servizio idrico stanno diventando sempre più integrati con altri ambiti, ad esempio quello energetico. In questo contesto, l’utilizzo di piattaforme di monitoraggio, controlli e interventi sulle infrastrutture di rete diventa cruciale. Con l’AI si comprende come possano accelerare i processi su tutti gli ambiti della filiera.  

La distribuzione del servizio idrico è un settore di grande interesse per Intellera, contrassegnato da una forte accelerazione verso la digitalizzazione. L’affiancamento a gestori del sistema idrico integrato sull’intero territorio nazionale ci fornisce una fotografia quotidiana di come il comparto stia rapidamente scalando posizioni in termini d’innovazione. Smart Meter, telecontrollo, IoT, rapporti con le TLC, data management raccontano di un segmento industriale in rapida ascesa dove i sistemi di AI e di Cyber Security collegati, saranno determinanti per fornire un servizio secondo i criteri qualitativi che merita un Paese avanzato. Il nostro impegno quotidiano in stretta partnership con gestori di ogni dimensione ci consente di dire che proprio grazie alla spinta che arriva dalle tecnologie molte utility dell’acqua stanno velocemente recuperando il tempo perduto, allineandosi con i player più profilati. Ma potremmo fare altri esempi, tra cui quello relativo al nostro team che si occupa di tra AI ed efficientamento energetico. L’obiettivo è coprire il più ampio spettro possibile e affrontare tutte le sfide che siamo certi cambieranno in meglio le nostre infrastrutture strategiche; coinvolgendo sia le aziende che gestiscono i servizi pubblici sia le società private. Tra cui citerei le Energy Service Company (ESCO) o i produttori di impianti fotovoltaici.

All’interno di un’utility la diffusione dell’intelligenza artificiale coinvolge tutti gli attori della catena del valore, indipendentemente dal loro ruolo specifico. Per questo Intellera opera con figure verticali, in grado di affrontare con competenze adeguate il un connubio tra intelligenza artificiale e, ricordiamolo ancora una volta, Cyber Security, proponendo metodologie in grado sia di creare valore che di rispondere ai rischi informatici. Serve senz’altro un approccio integrato che si può raggiungere solo con competenze, professionalità e visione.

Per scoprirne di più iscriviti ai webinar!

AI, Pubblica Utilità e Cyber Security, 3 incontri per saperne di più

PUBBLICATO IL
6 Marzo 2024

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