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Innovazione tecnologica e “nuova” Europa

Di Emanuele Martinelli

Lo strascico del post elezioni europee si fa oggi sentire soprattutto per le conseguenze politiche che gravitano sui singoli stati, che impatteranno su equilibri, tutti da ridefinire, dopo lo spostamento a destra decretato dagli elettori. Dimenticando i “non temi” trattati poco prima della campagna elettorale, negli ultimi anni si è aperta una strada, che ritenevamo di non ritorno, verso una maggior sostenibilità per quanto concerne due ambiti in generale: lo sviluppo dei contesti urbani e quello industriale. Con provvedimenti che per qualcuno erano sembrati demagogici e frutto di ideologie più che di fotografie dello stato del pianeta ma che comunque avevano tracciato un percorso orientato alla sostenibilità, testimoniato peraltro dalle dotazioni del PNRR a disposizioni dei diversi Paesi. La domanda che ci facciamo è se il patrimonio acquisito, di informazioni, ricerca, sensibilità e cultura, rischi oggi di essere insufficiente per dare continuità a processi che sembravano per molti versi consolidati. Entriamo in un periodo dove si testerà dunque la solidità di quanto acquisito, sperimentato, progettato e già realizzato. Se sono in genere le criticità a far emergere gli elementi di valore, nei prossimi mesi avremo le risposte che cerchiamo; e le avremo attraverso i nuovi provvedimenti su energia o mobilità per esempio; sul rapporto tra Europa/Stati e tra Europa/Territori; sulle politiche economiche, sociali, sulla sanità e via dicendo. Serviva uno shock per uscire da un lembo di ambiguità in cui ci eravamo probabilmente infilati; vediamo se la tecnica, le tecnologie e le informazioni scaturite dai prodotti dall’innovazione, aiuteranno i decisori a prendere strade che – pur per definizione in continuo divenire – possano divenire non pensiero unico ma riferimento chiaro per imprese e cittadini. Vedremo come la “nuova” politica saprà rispondere alla velocità con cui si muovono le nuove tecnologie. Un vecchia questione a dire il vero, che ha quasi sempre mostrato asimmetrie più che piani concertati, ma che apre una nuova e forse ancor più aspra dialettica tra quelli che spesso sembrano due mondi paralleli e assai poco convergenti.

PUBBLICATO IL
14 Giugno 2024

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