Innovazione, servizi e nuove comunità

Di Emanuele Martinelli

Una serie di interviste a proprietari di immobili all’interno di meravigliose aree valdostane ci ha chiarito quanto sia difficile poter affittare case che possano ospitare “nuovi abitanti” provenienti dalle aree urbane. Torino dista da Aosta circa 80 km e Milano 150. La gran parte delle abitazioni sono a disposizione di turisti a cui è concesso di affittare a costi rilevanti alloggi con permanenza settimanale o al massimo plurisettimanale. Per periodi annuali e con contratti non turistici è pressoché impossibile. La ricostruzione di comunità in grado di integrare persone del posto con nuovi cittadini che desiderassero dividere il loro tempo tra contesti urbani e montani non trova terreno fertile, con il risultato conseguente di un limite alla crescita della popolazione e quindi di nuovi servizi. Lo spopolamento dei territori rimane oggi un ottimo argomento da convegno ma davvero poco viene fatto per incentivare la ricostituzione di nuove comunità; a favore di maggiori guadagni nel breve, ma senza alcun impegno relazionale nel medio-lungo periodo. Spostandoci su altro tema, ma non così lontano come vedremo, molti giovani si muovono dalle province italiane verso contesti urbani più strutturati; o almeno ci provano, contrastati da politiche abitative che per ora di attenzione sociale hanno ben poco. La politica si trova ad affrontare problemi sempre più complessi con una visione non certo di lungo termine, spesso lasciando che trovino soluzioni proprie, di mercato e non strutturate; si registrano buone pratiche a macchia di leopardo che poggiano sulla volontà di qualche amministratore locale oppure dalla lungimiranza di utility avanzate. Fa da contraltare a questo contesto la crescita di processi d’innovazione avanzati come quelli che presentiamo nel Webinar sul settore idrico organizzato in collaborazione con Isoil Industria il 29 ottobre; o implementati da ENEA a Palermo e che verranno condivisi, con il contributo di Energia Media, con le amministrazioni di Reggio Calabria e Napoli, nelle prossime settimane grazie ad eventi aperti. Innovazione peraltro che, come da tradizione, sarà al centro dello spazio Smart Utility Hub a Ecomondo, dove si potrà tastare il polso a un ricco numero di utility che presenteranno piani d’investimento e interventi sui territori. Innovazione e cambiamenti sociali pare siano dunque ambiti che si toccano oggi ancora troppo poco, rispetto all’enorme potenziale inespresso. Un tema che riguarda la politica, centrale e locale, nello stretto rapporto con i cittadini in funzione della necessaria ricostruzione di nuove comunità. Un compito che non può passare dalla singola volontà di un privato ma, in città come in qualsiasi altro luogo, dalla creazione di condizioni necessarie ad accorciare le distanze favorendo nuovi servizi di pubblica utilità. Tecnologie sempre più avanzate e relazioni sempre più complesse: alla politica il compito di fare sintesi per accorciarne le distanze.

PUBBLICATO IL
6 Ottobre 2025

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