Giornata mondiale dell’ambiente: più rinnovabili più comunità

Di Emanuele Martinelli

Le richieste del nostro Governo all’Europa di un contributo per finanziare misure di emergenza contro l’aumento dei costi energetici hanno ricevuto la positiva risposta di circa 5 miliardi di euro per 3 anni destinati all’implementazione di rinnovabili nel nostro Paese. Una misura in fase di approvazione da parte della Commissione Europea che consentirà a tutti gli stati membri di spendere lo 0,3 per cento del PIL in nuovi investimenti energetici green senza che questi vengano conteggiati nei vincoli di bilancio. La crisi provocata dalla guerra in Medio Oriente ci porterà dunque a interventi strutturali e meno emergenziali, con l’obiettivo primario di ridurre la dipendenza da fonti fossili dando nuova linfa al piano di transizione energetica. Un’occasione da non mancare da ricondurre a una data, il 5 giugno, che dal 1972 celebra la Giornata mondiale dell’ambiente; un’opportunità da cogliere soprattutto se i fondi verranno stanziati per progetti di energia distribuita e quindi a beneficio dei nostri territori. Un tema fondamentale per il nostro Paese, che con nuove risorse potrà accelerare – anche coinvolgendo direttamente cittadini e imprese – il percorso di maturazione avviato sulle Comunità Energetiche Rinnovabili. Un tema questo che già oggi sta semplificando in alcune aree la relazione tra produzione di energia e PA locali, all’interno di contesti antropizzati o meno, ognuno con peculiarità proprie. Nuove risorse dunque per implementare rinnovabili e far crescere consapevolezza, cultura e senso di comunità, e che attiveranno servizi ancillari di cui già si registrano esempi importanti in Italia. Il 5 giugno 2026 non sarà una data simbolica e unicamente celebrativa se il nostro Paese saprà utilizzare con un approccio strategico i nuovi fondi che arriveranno dalla Commissione; risorse quantitativamente inferiori alla dotazione che l’Italia ha avuto per il PNRR – come detto 15 miliardi in 3 anni – ma dalla portata altrettanto impattante per la crescita del rapporto tra energia e comunità.

PUBBLICATO IL
5 Giugno 2026

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