Efficienza e valorizzazione degli Asset: nuove soluzioni Esri per il mercato delle Telco

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Con l’introduzione sul mercato di soluzioni Large Enterprise, Esri dimostra una forte leadership anche nei sistemi di gestione Fibra. A pochi giorni dalla Conferenza ESRI del 13 e 14 maggio ne abbiamo parlato con Pierluigi Centomini, Account Manager Utilities dell’azienda.

 

Qual è oggi il ruolo di Esri nel settore Telco?

Dopo anni di importanti investimenti, soprattutto sulla fibra ottica, sostenuti da piani industriali, PNRR e da una domanda crescente di connettività ad alte prestazioni, oggi la priorità per gli operatori è capitalizzare quanto realizzato. In parallelo, però, il rincaro dell’energia mette sotto pressione costi operativi, marginalità e piani di sviluppo. In questo scenario, Esri affianca le Telco aiutandole a ridurre inefficienze lungo l’intero ciclo di vita della rete, dalla progettazione all’esercizio. In fase di progettazione, il GIS rende i processi più efficienti riducendo errori e rilavorazioni che sono tra le principali fonti di extra-costo. Consente inoltre di valorizzare gli asset esistenti e di ottimizzare i nuovi investimenti. Nella gestione operativa, una conoscenza accurata e condivisa della rete contribuisce a contenere gli OPEX e ad accorciare i tempi d’intervento. Infine, integrando dati di rete e dati di business, ArcGIS supporta decisioni di investimento più mirate: un fattore chiave per difendere le marginalità in un mercato sempre più competitivo.

 

Su quali direttrici tecnologiche si muove Esri per supportare l’evoluzione delle reti di telecomunicazione?

Esri sta investendo in modo strutturale sulla tecnologia con l’obiettivo di farne una piattaforma di riferimento per la gestione della rete lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla pianificazione alla realizzazione, fino all’esercizio e alla manutenzione. Un tassello centrale di questa evoluzione è il modello Telecom Domain Network (TDN), un passo avanti nel modo in cui ArcGIS supporta la modellazione delle reti di telecomunicazioni e, in particolare, delle infrastrutture in fibra. Il TDN nasce dall’esperienza maturata da Esri con operatori Telco in tutto il mondo e punta a fornire una rappresentazione della rete più efficiente e più vicina alla realtà operativa. Il modello consente di descrivere correttamente infrastrutture FTTH, backbone, reti di accesso e reti ibride, includendo i relativi vincoli tecnici. Grazie anche a una semplificazione dell’impianto dati, abilita prestazioni difficilmente raggiungibili con molti sistemi tradizionali.

 

Ritenete che queste tecnologie possano favorire l’evoluzione di nuovi servizi? Pensiamo per esempio a una potenziale diffusione massiva di e-mobility.

Abbiamo da tempo imparato che le telecomunicazioni vanno oltre la semplice connettività abilitando nuovi modelli di business. Tra i nuovi orizzonti c’è anche l’e-mobility cioè quell’ecosistema di servizi e tecnologie a supporto della mobilità elettrica. Anche qui le telecomunicazioni hanno e avranno sempre di più un ruolo chiave perché garantiscono connettività, scambio dati in tempo reale e gestione intelligente delle infrastrutture. Questo vuol dire confrontarsi con una enorme mole di dati riguardanti ambiti eterogenei. Il GIS è lo strumento che integra tutte queste informazioni sintetizzandole in una forma utilizzabile. Il denominatore comune è la posizione, che diventa “l’integratore”: la posizione consente infatti di allineare, confrontare e analizzare dati provenienti da fonti disparate. Qui entra in gioco la location intelligence di Esri, fondamentale per tutti i fornitori di servizi di telecomunicazione, per una comprensione completa della rete fisica, radiomobile e di tutti i fenomeni che vi gravitano intorno a supporto di un processo decisionale intelligente.

In conclusione, con la sua capacità di individuare modelli e correlazioni che altrimenti rimarrebbero invisibili, il GIS si trova ad essere centrale tra i sistemi abilitanti di queste nuove iniziative.

 

In che rapporto vanno messe le vostre tecnologie avanzate con le tematiche relativa alla sicurezza fisica e cyber? Non riguarda il nostro paese, ma sappiamo quanto a livello macro le connessioni via cavo, marine per esempio, rappresentino degli asset strategici sempre più importanti.

Per noi è fondamentale offrire soluzioni che garantiscano la sicurezza degli asset di telecomunicazione, offrendo una visione integrata e geografica delle infrastrutture fisiche e digitali. Dal punto di vista fisico, consentono di localizzare, monitorare e proteggere asset critici sensibili, migliorando prevenzione e risposta agli eventi critici. Sul fronte cybersecurity, voglio sottolineare l’incredibile progresso fatto dalle tecnologie Esri, oggi aderenti a tutti i più elevati standard europei e internazionali “by design”.

PUBBLICATO IL
7 Maggio 2026

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