Cerca
Close this search box.
Cerca
Close this search box.

Dal calcio all’industria. Far emergere i talenti

di Emanuele Martinelli

 

Il calcio è una passione che si legherà spero per sempre alla parola talento, quello che invidiavamo agli amici nelle interminabili sfide su campi improvvisati e che apprezziamo ancora oggi quando la creatività tra presunti campioni prende il sopravvento su fisicità e tattica. Il rapporto tra talento e costruzione di una professione rimane centrale in ogni ambito della società. In questi giorni di rinnovato amore per il tricolore con gli europei di calcio in corso, il tema è tornato d’attualità, data l’evidente penuria con cui il nostro paese sforna atleti in ambito calcistico. Su altri settori dello sport facciamo miglior figura, atletica e nuoto in primis, dove il talento si misura attraverso il sacrificio di giovani desiderosi di emergere; e che presentano staff di istruttori/allenatori d’avanguardia a livello internazionale. Abbiamo qui collezionato una serie di parole chiave: talento, sacrificio, formazione. A cui uniamo la parola competizione e, perché no, adeguata corresponsione di emolumenti in relazione alle capacità dimostrate. Competizione che sempre più diventa internazionale, se guardiamo per esempio ai giovani delle squadre di calcio e non solo di prima fascia, ma pure alle possibilità che i nostri giovani hanno quando dopo il diploma o la laurea oltrepassano i nostri confini per mettere in equilibrio conoscenze acquisite e compensi per una prospettiva di vita soddisfacente. C’è un punto in cui nel nostro paese questo equilibrio si spezza, abbiamo tutti compreso che qualcosa non funziona e che la frattura con le giovani generazioni si fa sempre più profonda. Un fatto reso evidente dalla distanza con la politica, dall’autoreferenzialità e un ridotto senso civico, dalla propensione a guardare al denaro quale unico motivo per la creazione di una professione. Si tratta di un tema centrale che ne congloba molti altri ma da cui si dovrebbe ripartire se abbiamo a cuore il futuro e forse l’evoluzione di questa società. Se è un tema che il nostro paese dimostra di non esser in grado di affrontare con una visione strategica, speriamo possa farlo l’Europa che si sta formando, anche se le premesse non paiono delle migliori.

PUBBLICATO IL
26 Giugno 2024

Condividi:

media correlati