Di Emanuele Martinelli
La questione dei dazi dopo l’accordo tra Europa e USA ha fatto riemergere in tutta la sua preoccupante verità la debolezza del nostro più o meno amato continente a favore della forza poco tranquilla americana. Qualcuno considerava la questione, e io tra quelli, come il primo segno tangibile di un cambio di passo di un’Europa nata e mai cresciuta a sufficienza per far evolvere una comunità di 500 milioni di cittadini. Un accordo sbilanciato sugli USA che ridà fiato ai nazionalismi senza creare le giuste condizioni per affrancarci da soggetti perlomeno discutibili. Il nostro insistere sulla valorizzazione dei territori con il progetto Smart Land Italia Connections ha avuto come riferimento il Green Deal e le risorse attribuite dall’Europa a processi d’innovazione anche sociale. Abbiamo discusso, praticamente a ogni incontro, di questo ponte diretto tra le due dimensioni – Europa/Territori – che parevano attribuire via via un significato sempre più forte e concreto tra visione d’insieme condivisa a livello comunitario e bisogni locali. L’auspicio è naturalmente che questo legame prima o poi si consolidi; ma l’Europa che valorizzi i propri Stati Uniti pare non superare ogni prova che richieda di alzarne il livello di consapevolezza. La dipendenza energetica da paesi terzi, o la difesa comune, sono due temi che il neo accordo Europa-USA pare far tornare indietro di anni. Per non parlare di sostenibilità e cambiamenti climatici dove alcuni dei più convinti negazionisti siedono ai banchi del nostro governo e vedono come un valore l’allontanamento dall’Europa a favore degli interessi di un mercante a stelle e strisce.
L’auspicio è che le vacanze in arrivo ci aiutino a ritrovare un minimo di lucidità per comprendere quali siano i principi a cui rifarci, come individui e come cittadini europei poco consapevoli della propria consistenza. Sembra solo retorica affermare che ogni cosa passa dall’impegno di ognuno anche se quasi tutto pare volare sulle nostre teste. Ritrovare il centro di gravità, magari non permanente ma capace di una certa stabilità, aiuterebbe, a direzionare un flusso di pensiero e molte azioni non proprio al momento così costruttive.