CER per un nuovo senso di Comunità e Sviluppo

Di Emanuele Martinelli

Pubblichiamo su quest’ultima newsletter dell’anno un’interessante intervista a Marco Donadoni di HServizi che ben racconta quale può essere il significato più ampio e profondo dell’introduzione di Comunità Energetiche Rinnovabili sui nostri territori. A cui ne seguirà una seconda a inizio anno con protagonista Paolo Ferrari della Comunità Montana Valtellina di Sondrio. Come ogni buon progetto, i principi della costituzione delle loro CER già contenevano un’idea di sviluppo da attuare grazie al coinvolgimento di più soggetti: le pubbliche amministrazioni in primis, i cittadini e di molte imprese del territorio. Altro fatto estremamente importante i due enti si sono fatti affiancare da gestori estremamente avanzati, con cultura trasversale e multidisciplinare e una spiccata propensione all’innovazione. Il risultato straordinario che i due progetti evidenziano è di una reale possibilità di far lavorare insieme comuni di estrazione politica diversa; e al tempo stesso di rendere parte attive le PA nel coinvolgimento del tessuto produttivo locale. Quest’anno abbiamo a lungo parlato delle reti di Utility con cui abbiamo collaborato e che hanno potuto confrontarsi durante Ecomondo all’interno dello Spazio Smart Utility Hub. Abbiamo citato come esempio virtuoso la rete delle Confservizi regionali del Nord Italia e quelle dedicate a tematiche specifiche come l’acqua e l’ambiente.

Negli anni, attraverso gli incontri di Smart Land Italia abbiamo più volte riunito Comuni in diverse aree del paese che molto spesso, per ragioni di colore politico, campanilismo, differenze temporali di mandato, hanno con grande fatica fatto rete, anche su territori delimitati da unioni ufficiali. Per poi il più delle volte continuare le proprie solitarie avventure, dando spesso alla politica connotazioni molto distanti dalle necessità operative.

La collaborazione messa in evidenza da HServizi e quella di cui parleremo in Valtellina, dimostra al contrario che attorno a un centro di forte interesse (in questo caso la costituzione di CER) politica e operatività trovano intenti e azioni simmetriche, a vantaggio naturalmente di tutte le parti in causa. Valorizzare territori meravigliosi come quelli italiani passa dalla capacità di lavorare in rete, soprattutto, come abbiamo più volte ribadito anche quest’anno, quando flussi in uscita dalle proprie aree di riferimento sono già ampiamente registrati con conseguente spopolamento a favore dei centri urbani.

Desidero ringraziare tutti quelli che hanno con noi condiviso anche quest’anno una molteplicità di interessanti progetti. Siamo certi che il 2025 sarà ancora più entusiasmante. Per gli auguri di Natale ci aggiorniamo a venerdì 20 dicembre. Grazie!

PUBBLICATO IL
18 Dicembre 2024

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