CER e identità territoriale da riscoprire e valorizzare

sardegna

Intervista a Salvatore Salis, Sindaco di Montresta

 

Di Emanuele Martinelli

 

Sindaco Salis, l’esperienza da privato cittadino attento ai problemi ambientali ti ha consentito di approcciare in modo virtuoso il tema CER a favore del tuo Comune. Ci puoi raccontare?

Sono stato un pioniere delle energie rinnovabili nel luogo in cui vivo, Montresta, provincia di Oristano, di cui sono diventato Sindaco. Come privato cittadino insieme ad altre due persone, ho installato il primo impianto fotovoltaico nel 2010. Da quell’esperienza è nata una personale consapevolezza del valore delle rinnovabili, sia in termini di rispetto e tutela dell’ambiente, sia per il risparmio economico che possono garantire. Dopo averlo sperimentato personalmente, è stato naturale portare questa positiva esperienza anche in ambito pubblico, mettendola al servizio dell’Amministrazione e della comunità. Una volta compreso il meccanismo delle CER mi sono reso conto che non sarebbe stato facile convincere i cittadini a installare impianti fotovoltaici sui propri tetti senza prima conoscere i reali benefici derivanti dall’adesione a una comunità energetica. Per questo motivo ho deciso di finanziare con fondi comunali i primi impianti fotovoltaici, che saranno installati sui tetti degli edifici pubblici.

Quali sono gli obiettivi principali che vi siete posti con questa iniziativa?

In primis porterà a un risparmio diretto della gestione energetica degli edifici su cui saranno installati gli impianti con la possibilità di vendere l’energia prodotta in eccesso. Ma soprattutto costituirà il primo passo concreto verso la creazione di una vera e propria comunità energetica con tutte le sue positive declinazioni.

Il funzionamento sarà semplice: il comune produrrà energia e i cittadini che faranno parte della CER – al momento circa 50 – la consumeranno. Tutti insieme beneficeremo dell’incentivo previsto dal GSE, pari a circa 120 euro per ogni megawattora prodotto. Questo incentivo sarà suddiviso in modo da coprire i costi di gestione burocratica della comunità energetica e la parte restante verrà ripartita equamente tra il comune e i cittadini stessi, in una proporzione orientativa del 50% ognuno.

Il cittadino non dovrà investire nulla: non ci sarà alcun costo iniziale e riceverà comunque un piccolo ritorno economico. Non si tratta di grandi cifre, considerando che gli impianti saranno inizialmente di dimensioni contenute, ma avranno comunque evidenza di un vantaggio concreto. In definitiva, un gesto positivo per sé stessi, per la comunità e per l’ambiente.

Il progetto CER di Montresta può rappresentare l’inizio di un processo di rigenerazione e sviluppo territoriale?

È un piccolo passo, certo, ma da qualche punto bisogna pur ripartire. Le risorse a disposizione non sono molte, si tratta di un progetto da circa 100 mila euro, ma credo fermamente che questa sia la direzione giusta. La prova è che sto raccogliendo segnali d’interesse da parte di alcuni comuni limitrofi oggi non ancora pronti per la costituzione delle proprie comunità energetiche. L’auspicio è che possano unirsi a noi per crescere in termini di risorse e competenze, e generare valore condiviso. Un’esperienza che sta diventando in qualche modo virale cogliendo l’attenzione di un numero sempre maggiore di cittadini; noi ci siamo già costituiti, dobbiamo solo installare gli impianti e registrarli presso il GSE. I tempi tecnici di allaccio purtroppo dipendono da Enel, però abbiamo già richiesto il contributo del 40% previsto dal PNRR e siamo certamente a uno stadio avanzato.

Avete coinvolto anche imprese locali e artigiani?

Sì, le 6-7 imprese del paese ci sono praticamente tutte, e anche questo ha un grande significato in termini di ricostituzione di una comunità; al di là del ritorno in termini energetico/economico, porta con sé un grande significato simbolico. Hanno aderito imprese che finora non si erano mai messe in dialogo fra di loro, tra cui due forni che producono un pane tradizionale sardo, il bistoccu, nati da una scissione interna da sempre in conflitto tra di loro. Oggi fanno parte della stessa comunità energetica, continueranno probabilmente a non parlarsi ma entrambe contribuiscono alla crescita della comunità. stessa. E questo, secondo me, è un aspetto molto importante.

Un’opera di sensibilizzazione non semplice che mette al centro collaborazione e possibili sinergie.

Si tratta di un approccio che sto cercando di portare a ogni livello, non solo per quanto riguarda la CER. Unire fazioni che per motivi politici o per altre vicissitudini non hanno mai trovato un dialogo comincia a dare i suoi frutti. Pianto dei semi in un paese di 440 abitanti che fino all’ultima legislatura ha visto due liste elettorali contrapporsi. Un fatto democratico non c’è dubbio ma prendere il meglio di entrambe e trovare delle linee comuni su cui lavorare sarebbe sicuramente più utile alla comunità. Lo scontro non giova mai, serve solo a rallentare la macchina amministrativa che già di suo è piuttosto ingolfata.

Il tema dello spopolamento è molto sentito anche qui, e affrontarlo in modo sistemico è fondamentale.

Mi auspico che quando la comunità energetica sarà in piena attività si potranno affrontare nuovi obiettivi, a partire naturalmente dall’accesso all’energia a costi più sostenibili. Montresta è uno dei paesi che l’Università di Cagliari ha inserito nella lista dei 30 comuni destinati a estinguersi nei prossimi 50 anni. Ma personalmente non mi rassegno affatto a questo destino, anzi, e i numeri dicono tutt’altro. Siamo uno dei pochi comuni che ha registrato una piccola crescita di residenti negli ultimi tre anni. Stiamo lavorando, grazie a un bando della Regione Sardegna, a un progetto di acquisto e ristrutturazione di prime case; un bando che incentiva le nascite, offrendo 600 euro per il primo figlio, 400 per il secondo e così via per i primi cinque anni. Nel 2204, grazie anche a queste misure, Montresta ha registrato cinque nuove nascite, un numero significativo considerate le dimensioni della comunità. Qualcuno stanco della vita in città si sta trasferendo qui; abbiamo il mare a 14 chilometri, siamo in collina a 450 metri d’altitudine, con un clima invidiabile. Montresta, che fa parte dell’area SIC del “Grifone”, è circondata da un patrimonio ambientale, paesaggistico e archeologico pregevole. Fra i suoi gioielli le “cascate Sa Entale” con il loro canyon, la “Torre Punica” e la foresta “Silva Manna”.

Ricordiamo in quest’area un’importante scuola di agraria, chiave d’accesso ai giovani straordinaria.

Hai toccato uno dei temi sensibili del territorio, una scuola che rappresentava un punto di attrazione importante anche in termini economici. Situata in aperta campagna era frequentata da studenti del centro Sardegna, la maggior parte dei quali alloggiava in convitto. Per raggiungere l’Istituto di Istruzione Superiore “G.A. Pischedda” di Bosa (Oristano) si passa obbligatoriamente da Montresta; a 7 km di distanza era un punto privilegiato per incontrarsi, fare compere e animare quindi il paese. Purtroppo, a causa di alcune riforme statali, la scuola è stata per certi versi abbandonata a sé stessa perdendo di attrattività. Stalle e terreni vengono usati come laboratori ma il convitto si è perso. C’erano punti d’acquisto all’interno della scuola stessa, si produceva formaggio per esempio di ottima qualità. Era un punto di eccellenza negli anni 80, tra le prime scuole a livello non solo nazionale per gli studi d’agraria.

Quello della scuola di agraria è un tema estremamente interessante che varrebbe la pena approfondire. Tornando alla CER di Montresta, ritieni che in prospettiva potrà abilitare altri servizi?

Stiamo facendo il massimo per far conoscere l’iniziativa e al tempo stesso sto seguendo gli sviluppi del conto termico proprio per riuscire ad allargare i nostri orizzonti. Le misure in vigore permetteranno sia ai comuni che ai privati di ottenere importanti agevolazioni nel caso decidano di efficientare i propri edifici. Io sarò tra i primi a beneficiarne. Abbiamo in programma tra l’altro un progetto per la ristrutturazione di una vecchia scuola media da trasformare in RSA. Utilizzeremo il tetto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, installando pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici per l’acqua calda. Inoltre, sfrutteremo il conto termico per l’efficientamento interno dell’edificio, intervenendo con cappotto, infissi, sistemi di riscaldamento e raffrescamento. Le mobilità elettrica è un altro elemento da aggregare alle CER che inevitabilmente sta crescendo; sicuramente dovranno migliorare la capacità delle batterie e la durata ma si va in quella direzione anche in termini infrastrutturali. Il comune ha già un’auto completamente elettrica e qualche privato si sta orientando almeno sulle ibride, anche se ritengo che il passaggio all’elettrico sarà inevitabile.

La collaborazione con Energy4Com, azienda specializzata nella costituzione e gestione delle CER, cosa ha portato al comune e al territorio?

Per noi è ormai un soggetto di riferimento che proporrò agli altri comuni della nostra area per muovere i primi passi verso la CER. Ha portato competenze e possibilità di confronto e quindi di crescita da tanti punti di vista. Noi facciamo parte dell’Unione dei Comuni della Planargia e dobbiamo tutti avere più coraggio nel lavorare insieme per proporre alla cittadinanza progetti innovativi. Senza coraggio non potremo attrarre giovani generazioni né tanto meno incentivarli a investire in questo meraviglioso luogo. Per farti un esempio, non abbiamo ricezione turistica né B&B eppure siamo a soli 14 km dal nostro meraviglioso mare.

Energia a costi ridotti, case efficienti, agricoltura, pastorizia e vicinanza a località di mare. Un mix che se ben valorizzato può portare certamente nuove prospettive di sviluppo.

Si tratta di riattivare filiere con maggior consapevolezza per il proprio valore. Oggi per esempio i pastori producono latte ma non formaggio, se non per il proprio fabbisogno. Lo consegnano a cooperative o a grandi aziende ma se cerchi un prodotto di nicchia locale, un’eccellenza vera, a Montresta non lo trovi. Un tema che tocca tutta la Sardegna e che riguarda strettamente la valorizzazione della propria identità, con una nuova più ampia apertura verso l’esterno.

 

Per rimanere aggiornati sul progetto: https://energy4com.eu/progetti/comune-di-montresta/.

PUBBLICATO IL
21 Luglio 2025

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