Aprire la protezione catodica a nuovi ambiti di applicazione

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Visione e innovazione: aprire la protezione catodica a nuovi ambiti di applicazione

Intervista a Paola Rocchetti, Presidente di Apce

Di Emanuele Martinelli e Martina Ginasi

 

Nei settori energy e utility l’ultimo biennio è stato caratterizzato da una forte spinta all’innovazione pur muovendosi all’interno di un contesto complesso come quello determinato dalla pandemia. Apce ha risposto con una crescita in termini di posizionamento e di risposta ai bisogni del mercato.

 

Presidente Rocchetti, quali sono i macro-obiettivi che vi siete prefissati per il 2022? Tenendo conto che le criticità, rispetto al biennio passato, sono paradossalmente aumentate data la situazione in atto?

Le tre linee direttive su cui investiremo sono il consolidamento nel settore, marcando il nostro ruolo di riferimento nell’ambito della protezione catodica; la formazione, centrale per quanto riguarda crescita di competenze e abilitazione alle professioni; e certificazione, con la crescita, che ci attendiamo importante, dell’attività di Apcert.

L’intento inoltre è di allargare la presenza di Apce sull’intero territorio nazionale avendo colto in questi mesi segnali importanti per la nostra attività che ci arrivano dalle utility e da settori come quello idrico, navale e delle infrastrutture in calcestruzzo.

Dalla filiera gas, che rimane il driver che ha trascinato finora il nostro particolare segmento, la sensibilità al tema della protezione catodica si sta aprendo dunque ad ambiti che sempre più richiedono manutenzione e cura degli asset. In particolare con la crescita dei prezzi delle materie prime e la maggior attenzione alla sostenibilità – elemento chiave per esempio nel comparto idrico – si aprono per Apce notevoli possibilità di sviluppo.

 

L’associazione sta ponendo sempre più attenzione ai temi dell’innovazione che va ad unirsi a strumenti di intervento sugli asset ormai maturi.

Facendo riferimento a importanti interlocutori per l’associazione come Snam e Italgas per esempio, sappiamo come stiano aggiornando le infrastrutture per il monitoraggio e la telesoveglianza in continuo oltre che in real time dei parametri di protezione catodica  ,  Questo consente di lavorare sulla manutenzione predittiva per esempio, di rilevare dati da trasformare in informazioni. In questo senso Apce, oltre a far crescere competenze attraverso i propri piani formativi che andranno a intervenire in quest’ambito, può giocare il ruolo di divulgatore di esperienze, unendo soggetti che gestiscono reti, introducono sperimentazione, innovazione e ricerca per rendere evidenti i vantaggi che questo approccio andrà a rilevare.

 

Lo sviluppo di alcuni processi, quando si parla di asset strategici come le reti energetiche o idriche, passa inevitabilmente dalla regolazione.

Quello del rapporto con normatori e regolatori rimane uno dei compiti primari dell’associazione; in particolare siamo un riferimento per ARERA, UNI, CIG; un aspetto fondamentale per accompagnare l’evoluzione di segmenti, come quello idrico, che sappiamo necessita di regole sempre più performanti a garanzia della qualità del servizio.

Oggi purtroppo si tende ancora a premiare chi interviene e fa riparazione il più velocemente possibile, mentre dovrebbe ottenere incentivi chi anticipa i tempi riducendo al massimo incidenti o rotture con particolare riferimento alle opere di nuova progettazone. Servono certamente meccanismi che mantengano le infrastrutture con un equilibrio di regole.

La manutenzione ha un valore non solo tecnico ma anche economico. Viviamo in un Paese in cui la prevenzione non è un concetto radicato nella mentalità di cittadini e imprese, siamo abituati a fronteggiare l’emergenza ma questo tipo di approccio presenta un conto notevole, sia in termini economici che sociali. Riportare l’attenzione su questo punto rappresenta uno degli obiettivi principali dell’Associazione, per contribuire a modificare l’approccio culturale e quindi i criteri d’investimento sulle infrastrutture. In Arera siamo il riferimento per le linee guida relative a trasporto e distribuzione gas, perché non diventarlo anche per altri ambiti come l’acqua?

 

Ad aprile a Udine si parlerà di protezione catodica e rivestimenti nell’ambiente industriale, navale Oil&Gas. Un esempio di come il vostro ambito si apra oggi a più fronti d’intervento.

Si, partiamo sul tema con una due giorni molto interessante il 21 e 22 aprile in collaborazione con il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine. Oltre ad una approfondita parte teorica, le giornate saranno arricchite da esperienze pratiche di laboratorio; una grande occasione di collaborazione tra modo accademico, eccellenza nel settore, ed industriale che consentono scambio di conoscenza e opportunità di crescita professionale. A livello locale, le aree industriali e portuali necessitano di un dialogo maggiore con l’associazione e i suoi soci. Si apre in questo senso per Apce una nuova, importante prospettiva.

 

Col PNRR arriveranno investimenti anche su infrastrutture quali ponti, strade, di cui conosciamo le criticità anche in tema di protezione.

Come dicevamo all’inizio è un momento storico decisamente contraddittorio; estremamente critico in cui si è passati dalla crisi pandemica al conflitto Russia-Ucraina con tutte le conseguenze che stiamo registrando. E al tempo stesso di possibile grande respiro per il Paese grazie ai finanziamenti straordinari provenienti dall’Europa con il PNRR. Mi auspico che questa occasione sia guidata dal giusto approccio in ogni ambito, ma soprattutto da una visione strategica che delinei azioni concrete, per una reale crescita del Paese. Abbiamo tutti i mezzi per un concreto e deciso salto di qualità. Anche sui calcestruzzi, per rispondere alla sua domanda, c’è molto da fare in termini di protezione catodica ed APCE si sta muovendo per dare il suo contributo.

 

Tornando al tema della formazione, il rapporto tra protezione catodica e telecontrollo, di elaborazione dati e data management sarà quest’anno approfondito?

Certamente si, ma dobbiamo comprendere meglio l’evoluzione di sistemi e piattaforme; grazie al lavoro del nostro Comitato Tecnico e Didattico raccogliamo informazioni, analizziamo casi importanti e manteniamo una costante attività di studio e confronto col mondo accademico e con tutti i nostri soci e partner. Si aprono prospettive di rilievo per la nostra formazione, oggi un fiore all’occhiello a livello nazionale e riconosciuta da EFC; pertanto l’avvicinamento a nuovi ambiti formativi va perseguito con la qualità che ci è riconosciuta.

 

In questo contesto “evolutivo” va inserita la costituzione e il dialogo continuo con Apcert, nuovo Organismo di Certificazione.

Apce è una comunità che, da oltre 40 anni, riunisce i massimi esponenti nell’ambito della protezione catodica provenienti dal mondo delle imprese, della ricerca, della regolazione. La nostra presenza nel mondo industriale e delle utility, consente una percezione immediata dei bisogni, che si traduce in formazione ma anche in certificazione, con la nascita di APCERT Organismo di certificazione.

La certificazione oggi ha un enorme importanza in termini di garanzia di qualità e professionalità, indipendentemente dagli obblighi normativi e necessita di competenze verticali importanti che in Apcert sono ben presenti e presidiate. Certificarsi con Apcert significa questo: affidarsi a metodologie e professionisti in grado di accompagnare gli operatori del settore secondo i processi più avanzati nell’ambito della protezione catodica.

 

In questo senso erogare ed aggiornare costantemente formazione e certificazione significa capacità di ascolto e di “travaso” di competenze con le imprese?

Negli ultimi due anni in particolare Apce ha mantenuto, nonostante la pandemia, un contatto stretto con i soci, partner e con il mondo delle imprese; ora dobbiamo proseguire su questa strada, aumentando progressivamente anche gli incontri in presenza, moltiplicando gli interventi in campo e incentivando occasioni di scambio presso fornitori, utility o imprese tecnologiche che permettano di mettere in rete relazioni e competenze.

 

Il rapporto con altre associazioni potrebbe portare ulteriori benefici ad Apce?

È un altro dei punti strategici che perseguiremo nel 2022, consolidando relazioni già avviate e aprendone di nuove; per esempio con Utilitalia, fondamentale per la conoscenza del settore idrico, un ambito dove è necessario accrescere la sensibilità verso una corretta progettazione e manutenzione delle nuove infrastrutture.

PUBBLICATO IL
1 Aprile 2022
AUTORE
Energia Media

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