L’Università di Milano-Bicocca ed il Governo delle Maldive insieme per la salvaguardia della barriera corallina

L’Università di Milano-Bicocca ed il Governo delle Maldive insieme per la salvaguardia della barriera corallina

 

Lo scorso 24 febbraio, la rettrice dell’Università di Milano Giovanna Iannantuoni e il Ministro della Pesca, Risorse marine e Agricoltura delle Maldive Zaha Waheed hanno siglato un patto per la salvaguardia della barriera corallina, un delicato e meraviglioso ecosistema esposto ai rischi sempre più gravi del global warming e dello sfruttamento aggressivo delle risorse naturali.

 “L’accordo firmato con il governo della Maldive rappresenta un ulteriore tassello della collaborazione che da oltre undici anni va avanti con gli obiettivi di proteggere la scogliera corallina e di ridurre l’inquinamento nei mari. Questo dialogo, che ci vede impegnati su temi cruciali per il futuro del nostro Pianeta, costituisce motivo di orgoglio per tutta la comunità accademica”, ha affermato Iannantuoni nel corso della cerimonia.

Il cosiddetto coral bleaching, quel fenomeno per cui numerosi parti della barriera corallina stanno via via perdendo il colore, è causato dalla fine della simbiosi fra i polipi del corallo e le alghe fotosintetizzanti che vivono nello stesso. I polipi sottoposti ad uno stress eccessivo tendono ad espellere l’alga simbiotica, facendo assumere al corallo la caratteristica colorazione bianco pallido. Questo fenomeno, che è arrivato a colpire i 2/3 dei coralli della barriera delle Maldive, non implica però necessariamente la morte dello stesso ed è anzi reversibile. Per questo uno dei principali punti dell’accordo fra l’Ateneo milanese e il Governo delle Maldive promuove la ricerca di nuove tecnologie per la restaurazione di questo complesso ecosistema, nonché il censimento di tutte le tecniche utilizzate fin ora in quest’ambito, nel tentativo di selezionare quelle più efficaci ed evitare un disastro per la biodiversità: secondo il Wwf, infatti, fino al 25% della vita marina dipenderebbe dalle barriere coralline. Individuare le tecniche più all’avanguardia per la protezione di questi ecosistemi diventa perciò fondamentale per la biodiversità dei nostri mari, insieme alla messa a punto di linee guida nazionali da parte del governo delle Maldive per assicurarne la corretta applicazione.

L’accordo firmato si inserisce in una cornice più ampia, che comprende l’istituzione del MaHRE, Centro di ricerca e alta formazione sorto sull’isola di Magoodhoo nel 2009, la struttura ospita ricercatori e studenti di tutto il mondo nella collaborazione per salvaguardare e preservare il coral reef dagli effetti del surriscaldamento globale, dell’inquinamento delle acque e della pesca intensiva. Il MaHRE center agisce in collaborazione con il Maldives Marine Research Institute, affiliato col Governo dell’arcipelago e con Centri di ricerca stranieri tra i quali anche l’Acquario di Genova, con cui è stata siglata una partnership per lo sviluppo di tecniche ecologiche di coral restoration, come ad esempio la selezione di una generazione di “super-coralli” più resistente agli effetti del cambiamento climatico e la ricerca di metodi  biodegradabili e biocompatibili per la cura delle ferite di questi ultimi; una pratica che potrebbe aumentare le aspettative di vita dei coralli allevati al fine della coral restoration. Non solo ma gli studi sono volti anche a migliorare la riproduzione dei coralli in ambiente controllato e per il monitoraggio dello stato di salute di quel bellissimo ed ora più che mai fragile ecosistema che è la barriera corallina.

In questo quadro generale, l’Ateneo di Milano ha istituito anche un concorso pubblico di idee per gli studenti universitari e delle scuole superiori, CorallaMib, diviso in ambiti artistico-letterario e scientifico, in cui i partecipanti potranno proporre nuove soluzioni al deterioramento delle barriere coralline o un’opera dedicata al mare e all’ambiente, e vincere un volo alle Maldive, presso il MaHRE center. Qui potranno studiare più da vicino, assieme ai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, la biodiversità dell’arcipelago, i rischi ambientali che corre e le tecniche per preservarla.

 

 

 

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