L’approccio integrato di Siemens per una depurazione acque evoluta

Intervista a Marco Fargnoli, Head of Promoters, Proposal & Pricing – Electrical Products presso Siemens – Smart Infrastructure

Di Emanuele Martinelli

Quali sono i segmenti che Siemens guarda oggi con maggior interesse per far evolvere il proprio business in un comparto in forte evoluzione come quello idrico?

In questo scenario pieno di opportunità, con una presenza sempre più rilevante nelle multiutility, Siemens ha un approccio che considera tutta la filiera della gestione idrica; dalla produzione alla distribuzione di energia. 

Negli ultimi tre anni, ci siamo avvicinati al mondo delle acque, in particolar modo all’area depurazione, nella quale la parte elettromeccanica è fondamento e supporto di quella digitale. Qui siamo in grado di esprimere al massimo il potenziale della nostra tecnologia e del nostro approccio integrato, olistico e multidisciplinare. 

L’evoluzione oggi va dunque nella direzione di un’integrazione tra sistemi e processi. Eppure finora c’è stato poco dialogo tra Smart Meter e tecnologie per il telecontrollo per esempio. La “collaborazione” è un concetto base quando si parla di digitalizzazione. 

La bassa tensione oggi accoglie tutti gli ambiti favorendo così nuove dinamiche di trasversalità. Circa il 95% dei nostri prodotti è legato a sistemi di comunicazione nati nel mondo industriale ma che finalmente si sono aperti anche al comparto delle infrastrutture e delle reti. Questo salto di qualità ci permette di considerare in modo sempre più integrato il settore idrico, offrendoci la possibilità di dialogare con gli operatori considerando l’intero processo. 

Integrazione che avete tra i primi affrontato in termini sistemici quando avete dato il via a progetti dedicati a Smart City o ai porti. Ambiti dove il valore dei dati è emerso in tutta la sua forza, fornendo elementi per una reale governance oltre che per tradurre in progetti una visione

Il nostro approccio olistico trova forza proprio nell’apertura verso tutti i protocolli disponibili, integrando macrosistemi che una volta erano posizionati nella fascia alta del processo. Oggi siamo in grado di far dialogare sistemi che governano tutta la filiera soprattutto grazie all’impegno dedicato alla crescita continua delle competenze interne.

L’innovazione entrata prepotentemente all’interno di molteplici settori industriali nel nostro Paese ha per certi versi trainato altri comparti verso quella cosiddetta transizione 4.0 che, nel nostro caso, per quanto riguarda il settore idrico, sta interessando soprattutto gestione e performance dei depuratori.  

È sempre più complesso per ragioni di mercato operare con obiettivi medio lunghi. Eppure alcuni ambiti come la depurazione, così come alcune asimmetrie territoriali, si colmano con piani di lungo respiro. Cosa ne pensa?

La nostra Business Unit Electrical Products opera strategicamente da sempre con una visione di medio e lungo periodo. Ci siamo affidati a processi di business intelligence per mettere a fuoco le dinamiche di mercato e abbiamo iniziato a investire in personale dedicato esclusivamente alle multiutility. Oggi abbiamo Account che si occupano in profondità di clienti come Smat Torino, Gruppo Cap e Acea. Questo ci è servito per comprendere approfonditamente il mercato. Fino ad arrivare a rapporti con medie utility come Brianza Acque o Acqua Latina, trasferendo l’esperienza maturata con i grandi gruppi su imprese territoriali molto interessanti. Gli investimenti sono venuti dopo un’analisi di mercato che non si ferma ed è in continuo divenire. Questo approccio sta dando buoni frutti.

Abbiamo riscontrato la capacità anche delle medie utility di muoversi secondo piani strategici ben delineati, dove la connotazione territoriale ne definisce la solidità e non certo il limite. Da parte nostra, peraltro, abbiamo potuto implementare il nostro business integrando diverse esperienze di BU, come quelle dedicate a telecontrollo e cybersecurity, per esempio, dove possiamo vantare competenze maturate in anni di lavoro sul campo.

Anche per il settore idrico sempre più vengono introdotti a tutti i livelli dell’infrastruttura Smart Meter avanzati in grado di fornire dati di qualità. 

In Siemens, abbiamo sviluppato un importante portfolio di Smart Meter, soprattutto nel corso degli ultimi anni, sperimentando diverse soluzioni open che ci consentono di dialogare con tutti i protocolli, concentrandoci sulla possibilità di perfezionare il servizio per ognuno dei nostri singoli clienti: in alcuni casi, non avrò bisogno di una frequente periodicità ma di un particolare dato. Si tratta di un tema comunque complesso dove più il dato è dettagliato più ho la possibilità di interfacciarmi con il collega che si occupa di altre sezioni dell’asset. L’investimento a lungo termine sugli Smart Meter alla fine ha ripagato, partendo dalla valutazione strategica che si tratta del cuore di un sistema che deve fornire dati di qualità, fondamentali per ogni valutazione e analisi.

Entrando velocemente sulle soluzioni per il settore idrico di cui si occupa la sua BU, di quali prodotti stiamo parlando?  

In particolare, ci riferiamo a una base installata di quadri elettrici per la movimentazione di impianti di depurazione acque; dove già il quadro elettrico è un box intelligente che abilita quei processi di automazione in grado di rilevare i dati dal campo. Si sale quindi a un livello più alto di supervisione che può definirsi più o meno complesso in funzione dell’impianto e delle acque da analizzare.

Quindi, dal piccolo depuratore al mega impianto con più punti posso, grazie a questo modello di soluzione, intervenire con efficacia su ogni taglia ed esigenza, mettendo in campo appunto tecnologie che proteggono, misurano e forniscono dati, quindi informazioni.

Tra i clienti più importanti possiamo annoverare il Gruppo Iren, ma certamente le referenze nel settore non ci mancano. 

Siete stati tra i primi a occuparvi in profondità di Smart City che per definizione prevedono un approccio integrato ai sistemi. Si tratta di un modo di pensare e quindi di trasformare in soluzioni che applicherete sempre più anche al settore idrico?

Certamente, quando si parla di Smart Building, di infrastrutture in ambito medicale piuttosto che di mobilità, si trova un minimo comune denominatore che porta naturalmente all’integrazione di diversi livelli. Da questo punto di vista, il know how che Siemens può portare al settore idrico è davvero di grande rilievo. Potrei dire che proprio questo è il punto valoriale più alto della nostra proposta, fatta non solo di tecnologie ma di esperienza e di competenze trasversali. Gli investimenti sul comparto saranno sempre più importanti e per questo crediamo che le risorse debbano essere utilizzate con una visione strategica di ampio spettro. Con questo approccio, Siemens può certamente risultare un partner importante per le utility italiane.

Occupandovi di depurazione ancora di più il vostro impegno si rivolge, direttamente o indirettamente, alla valorizzazione del territorio. 

La nostra missione è quella di orientare ogni soluzione all’eco-sostenibilità; lo sviluppo tecnologico deve riferirsi direttamente al cittadino per cui non possiamo prescindere da un approccio green per noi da sempre un valore fondante. Una grande azienda come Siemens deve esser portatore di messaggi in grado di definire una nuova idea di sviluppo sostenibile.

Sviluppo tecnologico, economico, ambientale e sociale possono declinarsi in soluzioni che Siemens sperimenta a livello internazionale, quindi su diversi contesti. 

L’internazionalità rappresenta per noi un valore aggiunto, a partire dagli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo ogni anno realizzati su scala globale. Non dimentichiamoci però l’importanza per Siemens delle competenze italiane che hanno consentito di sviluppare soluzioni successivamente adottate a livello internazionale, come per esempio le piattaforme di gestione dell’energia, degli edifici e dell’infrastruttura che abilita la mobilità elettrica. 

Il nostro particolare assetto definito per il mercato idrico, siamo certi che porterà valore ed esperienza in tutti i Paesi in cui siamo presenti. È un campo di sperimentazione, il nostro, che ha tutte le credenziali per diventare paradigma a livello internazionale. 

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