Insieme al nuovo Governo Draghi arriva il Ministero della Transizione ecologica

Insieme al nuovo Governo Draghi arriva il Ministero della Transizione ecologica

 

Con il 37% dei fondi europei da destinare alla transizione ecologica pare essere proprio questo il miglior momento per l’istituzione di un vero e proprio ministero ad hoc anche in Italia, seguendo l’esempio di altri paesi membri dell’Unione. Avere una struttura che tenga insieme le azioni per lo sviluppo e quelle per l’ambiente dà una maggiore coerenza alle politiche e alla loro applicazione, spesso bloccate o rallentate dalla burocrazia; sembra quindi giunto il momento di compiere questo passo anche per la nostra nazione.

Il Ministero emerge dal dipartimento per la Transizione ecologica e gli investimenti verdi, che faceva parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare guidato da Sergio Costa fino a poco tempo fa. Inaugurato da Roberto Cingolani, il nuovo Ministero della Transizione ecologica ha come intento di accompagnare la trasformazione del sistema produttivo verso un modello più sostenibile, che renda meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia, la produzione industriale e lo stile di vita delle persone.

Il primo incarico previsto è la responsabilità di gestire parte dei fondi che arriveranno all’Italia attraverso il Recovery Fund, lo strumento di aiuti dell’Unione Europea per rilanciare gli stati membri dopo la crisi dovuta alla Pandemia di COVID-19. Per accedere ai fondi del programma Next Generation EU, è necessario che un Piano nazionale di ripresa e resilienza sia in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. Il Piano approvato dal Governo Conte II, diviso in sei missioni, prevede l’inclusione di una sfida per la “rivoluzione verde e la transizione ecologica”; la tutela di questa missione diventa quindi il primo incarico principale del nuovo Ministero.

Numerosi sono stati gli apprezzamenti giunti da più fronti per questo passo in avanti, la Presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi, ha dichiarato “Le competenze ambientali saranno ulteriormente rafforzate perché per guidare questa transizione ci vorrà un Ministero forte autorevole e competente”- ha poi aggiunto- “Siamo rimasti favorevolmente colpiti dall’importanza della questione ambientale e da quello che il presidente Draghi ci ha detto che vorrebbe come ottica di sguardo di prospettiva, l’ha definita così, questa centralità della trasformazione verde che dovrebbe ispirare e essere trasversale alle altre politiche”, ha concluso la rappresentante degli ambientalisti: Draghi ha dato “un ruolo fondamentale alla questione ambientale”, come materia “trasversale alle altre politiche. Penso alla politica industriale – ha aggiunto – fiscale e alla salute”.

Anche il Presidente di Legambiente Stefano Ciafani si è espresso insistendo sulla necessità di lavorare sul legame tra l’ambiente e la pubblica amministrazione: “Bisogna inoltre migliorare i controlli ambientali e formare la pubblica amministrazione, che spesso si trova ad autorizzare impianti che magari non conosce. Infine serve una legge sul dibattito pubblico per condividere con i territori la realizzazione di opere necessarie”.

Positivo anche il commento del Presidente di Greenpeace Italia Ivan Novelli, che ha chiesto di destinare più risorse del Piano di Ripresa allo sviluppo delle energie rinnovabili e di “avere un inviato per il clima, così come ha fatto il presidente Biden con John Kerry”. Novelli ha tuttavia evidenziato che in Italia le tematiche ambientali sono sempre state marginali, mentre “l’approccio del presidente Draghi va in tutt’altra direzione. La costituzione del Ministero della Transizione ecologica è un fatto molto importante”.

L’Italia va ad unirsi a diversi stati membri dell’Unione Europea che hanno già sperimentato istituzioni simili, tra questi: Austria, Croazia, Danimarca, Grecia, Irlanda, Olanda, Polonia e Ungheria.
Alcuni hanno creato un Ministero con specifiche funzioni, altri le hanno accorpate in modi diversi. La Polonia, ad esempio, ha affidato la responsabilità delle questioni energetiche al Ministero per il Clima e l’Ambiente, mentre in Ungheria energia e clima sono appannaggio del Ministero dello Sviluppo nazionale e in Croazia di quello per l’Economia e lo Sviluppo sostenibile.

La lista si arricchisce poi con l’extracomunitaria Svizzera, il cui esecutivo (consiglio federale) non è costituito da ministeri ma da dipartimenti, nella fattispecie quello per Ambiente, Trasporti, Energia e Comunicazioni (Datec).
Continuano invece ad avere due ministeri separati 16 membri Ue, ma sette hanno un dicastero unicamente dedicato all’Energia (Belgio, Bulgaria, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta e Romania), con Germania e Finlandia che hanno optato per un Ministero dell’Economia e dell’Energia. Quanto agli altri l’energia è variamente collocata nel Ministero dell’Industria (Cechia), delle Infrastrutture (Slovenia e Svezia) e dell’Economia (Estonia, Lettonia e Slovacchia).

Un dicastero che citi espressamente la “transizione” nel nome è stato creato sinora solo da tre Stati europei: Francia (Ministère de la Transition écologique et solidaire), Spagna (Ministerio para la Transición Ecológica y el Reto Demográfico) e Portogallo (Ministério do Ambiente e da Transição Energética).
Nel caso di Parigi il Ministère de la Transition écologique et solidaire si occupa di accesso all’alloggio, qualità dell’aria, edilizia, biodiversità, transizione ecologica, transizione per lo sviluppo sostenibile, transizione energetica, risorse idriche, economia circolare e rifiuti, energia, finanza verde, valutazione ambientale, coste e ambiente marino, mobilità, rischi naturali e tecnologici, trasporto (aereo, ferroviario, fluviale, marittimo e su strada). Il Ministerio para la Transición Ecológica y el Reto Demográfico di Madrid è invece attivo su biodiversità e foreste, sfida demografica, acqua, valutazione ambientale, cambiamento climatico, coste e ambiente marino, energia, educazione ambientale, transizione giusta.

Quest’ultimo sembra il modello più accreditato per il Ministero italiano che sta prendendo forma proprio in questi giorni, una solida base da cui partire per iniziare a muovere dei passi concreti nella lotta al cambiamento climatico e la transizione ecologica.

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