Efficienza, nuova finanza e innovazione per il futuro delle RSA

Lo scorso 14 febbraio la Casa di cura Genesi – RSA Tilde e Luigi Colosio a Rodengo Saiano in provincia di Brescia ha ospitato il workshop “Efficienza tra nuova finanza e innovazione per il futuro delle residenze sanitarie assistenziali”. Un evento inserito nel percorso Energy Efficiency 4.0 promosso da MCE (Mostra Convegno Expocomfort) in collaborazione con Energia Media

di Martina Ginasi 

 

 

 

Si è trattata di un’iniziativa accolta con grande interesse e partecipazione dai numerosi presenti in sala e da Massimo Cavagnini, Presidente di Secoop e direttore della Casa di cura Genesi che si è detto entusiasta del progetto che sta portando avanti, un progetto che ha come obiettivo primario quello di rendere sostenibile l’intera struttura dal punto di vista energetico, riducendo sia i costi che le emissioni. “Un anno e mezzo fa sono stato nominato direttore di questa Rsa il cui blocco principale è stato realizzato nel ’99 da cinque amministrazioni comunali che, più di venti anni fa, hanno avuto la lungimiranza di fare un investimento per la comunità. La gara di concessione vinta, partita nel 2011, ha come data di chiusura il 2036. All’interno del periodo di riferimento della gara di concessione abbiamo dovuto costruire, nel 2015, una nuova ala di 20 posti attraverso un investimento diretto della cooperativa. Da subito l’attenzione è stata data al contenimento dei costi energetici e alla sostenibilità sempre dal punto di vista energetico. Oggi la struttura ha il 17% di energia prodotta con il fotovoltaico. Questo rappresenta già un vantaggio competitivo sia dal punto di vista economico che della riduzione di emissioni.” Lo scorso anno la struttura ha ottenuto la certificazione 14001, mettendo al centro dell’attenzione quotidiana relativamente ai processi organizzativi e alla gestione interna, l’aspetto di natura ecologica, quindi il risparmio energetico e dei materiali. Da qui dunque la diminuzione dell’utilizzo interno della plastica, la smaterializzazione di tutti i processi con la riduzione e ove possibile l’abbandono della carta con l’informatizzazione completa della cartella sanitaria ecc. Anche per l’utilizzo di alcuni prodotti, quali ad esempio i materiali per la pulizia, dei servizi di vario genere è stato chiesto ai fornitori di presentare un progetto di riduzione di emissioni ed è stato razionalizzato anche l’accesso dei camion per diminuire le emissioni di CO2. Sono poi state domotizzate tutte le stanze, installati rilevatori elettronici che eseguono attraverso la sensoristica un insieme di attività che prima venivano fatte manualmente dal personale o senza supporto informatico. “Ci siamo però resi conto – ha puntualizzato Cavagnini – che le cose da fare sono ancora molte; abbiamo una centrale termica nell’ala vecchia che comincia ad avere circa 20 anni e che non utilizza tecnologie recentissime nonostante, grazie alle precedenti amministrazioni comunali, i materiali utilizzati fossero di altissimo livello, ma allo stesso tempo non più idonei ai canoni di sviluppo odierno. La bolletta energetica di riscaldamento ma soprattutto di raffreddamento si è impennata rapidamente. Ho lanciato la proposta di rivedere completamente l’impianto di raffreddamento/riscaldamento, stiamo ragioneremo con loro per fare un cambio complessivo dell’impianto. In attesa di questi importanti cambiamenti è stato efficientato l’impianto di illuminazione, con l’inserimento dei led. 

Credo però che l’evoluzione delle rsa non si limiti solo a questi interventi ma sia importante da un lato sfruttare maggiormente la sensoristica avvicinandoci sempre più ai concetti di smart district e smart care, un’evoluzione che va a vantaggio della cura costante del paziente con un sistema di allert sempre più preciso; dall’altro occorre evitare situazioni di disumanizzazione del processo di cura, che per noi rimane l’aspetto fondamentale. Il cuore di questa realtà sono, infatti, le nostre risorse umane, tra una decina di giorni partiremo con un progetto finalizzato a creare un sistema di autonomia condivisa, cioè i nostri team di lavoro si dovranno sempre più autosensibilizzare con la direzione generale e il managment che dovranno diventare dei facilitatori e non decisori di ultima istanza.” 
Cavagnini ha toccato infine l’importante aspetto dell’interazione con il territorio. “Spesso abbiamo avuto il difetto di essere un po’ troppo istituzionali e poco capaci di interagire con il territorio, in tal senso è ora in atto un ripensamento che porta ad ascoltare maggiormente e in modo più aperto le istanze che provengono dai cittadini per comprendere al meglio come cambiare ed evolversi.

Siamo consapevoli dello sforzo che fanno le famiglie e gli ospiti per sostenere i costi dell’inserimento nella nostra struttura e siamo consapevoli della responsabilità sociale che ognuno di noi ha al di la del proprio ruolo e in tal senso è chiaro come un sempre maggiore efficientamento possa portare all’abbattimento dei costi utile per migliorare i servizi ai cittadini e per fare economia sociale. La nostra struttura, dal punto di vista concettuale e di pensiero, è pronta ad accogliere anche ulteriori forme di innovazione.” […] continua a leggere sulla rivista online

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