Conferenza Esri Italia 2021 Digital Twin – Sessione Smart Utilities 14 maggio ore 10.00-12.00

Conferenza Esri Italia 2021 – Sessione Smart Utilities 14 maggio ore 10.00-12.00

Le Utility a confronto con Digital Twin e nuove metodologie di gestione

 

Intervista a Franco Curatola, Key Account Manager Esri Italia

 

Ingegner Curatola, la Conferenza rappresenta ormai un riferimento in particolare per il settore utility. Quali sono quest’anno le tematiche di maggior interesse che porrete all’attenzione degli operatori?

Ogni anno organizziamo all’interno della Conferenza Esri una sessione dedicata ai servizi di pubblica utilità, per aggiornare gli operatori e i numerosi utilizzatori delle nostre soluzioni sull’evoluzione di un segmento in particolare. Quest’anno è il settore idrico protagonista, di cui stiamo registrando una progressiva accelerazione nell’introduzione di nuovi processi e tecnologie. E in particolare porteremo all’attenzione dei presenti la rapida evoluzione che nel comparto italiano sta avendo il modello Digital Twin; ossia una riproduzione, un gemello virtuale, di un’infrastruttura di rete. Modello utile sia per le operations che per analisi strategiche, applicabile in ambito Telecomunicazioni, Elettrico, trasporto e distribuzione del Gas e nel Servizio Idrico Integrato, adduzione, distribuzione, fino alla restituzione dell’acqua depurata all’ambiente.

Rispetto al modello digitale di cui si è parlato fino a qualche anno fa, la tendenza è non solo di riprodurre lo stato delle reti o degli impianti, ma anche di arricchire il servizio con nuovi dati, mantenendo un aggiornamento costante e tendenzialmente in tempo reale dello stato della rete in un preciso istante.

Grande importanza ha avuto in Italia l’effetto del D.M. 560/2017 del Ministero delle Infrastrutture, meglio noto come decreto BIM. Il Decreto infatti dispone l’adozione secondo precise scadenze di   sistemi digitali dei processi informativi per la progettazione, la costruzione e la gestione di opere lineari. Il Digital Twin è la naturale conseguenza di tale approccio nella fase di gestione dell’infrastruttura ed il miglior modo per sfruttare la potenza elaborativa dell’integrazione BIM/GIS.

Una spinta decisiva, soprattutto per il Servizio Idrico Integrato, è giunta anche da Arera che, introducendo indici di qualità tecnica per il settore idrico ha certamente accelerato processi d’innovazione le cui dinamiche erano certamente meno lineari di quanto lo siano ora.

 

Si parlerà dunque durante la Conferenza dell’evoluzione del Digital Twin in ambito idrico anche se si tratta di uno strumento interdisciplinare e molto interessante per la gestione di multi-servizi.

Il Digital Twin era già interdisciplinare ai suoi esordi, ora necessita di nuove competenze perché permette di acquisire diverse tipologie di dati e di intervenire sui processi a più livelli. Esri ha mostrato lungimiranza nell’acquisirne software e metodologie introducendo nuove soluzioni supportati da una forte spinta tecnologica, acquisita anche attraverso partnership importanti, per esempio con Sap e Autodesk, e l’acquisizione di aziende specializzate.

Il modello si sposa con tutte le reti tecnologiche coperte da Arera – elettricità, gas, acqua e rifiuti – e pure col mondo delle telecomunicazioni; tuttavia durante la Conferenza lavoreremo sul settore idrico, proponendo nelle diverse presentazioni uno scenario GIS integrato con modelli tridimensionali e di realtà aumentata, integrati con il mondo della modellazione idraulica.

Siamo certamente dei precursori e a questo proposito vedremo qualcosa di molto interessante durante la Conferenza del 14 maggio, dove tra l’altro verrà presentato il primo risultato pratico della collaborazione tra Esri Italia con DHI Italia, filiale Italiana della DHI, leader mondiale nel mondo della modellazione idraulica.

Vorrei sottolineare che il modello Digital Twin non è fine a sé stesso ma è funzionale alle richieste del regolatore e del Ministero delle Infrastrutture. Tutto parte dal principio di ottimizzare le risorse dell’azienda nell’ottica dello Smart Water in questo caso, nel dotarsi di strumenti di analisi in real time sia nel back office che in campo; per avere dati in grado di tradursi sia in azioni predittive sul funzionamento della rete, di manutenzioni programmate ma pure di analisi in campo per gestire ogni tipo di operazione.

 

Il tutto si integra con i sistemi GIS di cui Esri è leader?

Viene creato un data base con diverse tipologie di dati provenienti dai sistemi GIS che, uniti a quelli aziendali, permette attraverso interfacce applicative, desktop o mobile, di interagire con banche dati eterogenee in modo integrato. Questo porta ad avere una visione sia globale che specifica dei problemi, fornendo quindi tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni. Diventa quindi uno strumento strategico, usato nelle principali aziende dal management attraverso cruscotti direzionali che consentono analisi previsionali. La migrazione verso il Digital Twin è utile sia in termini predittivi che di dispacciamento anche in situazioni di emergenza, permettendo così l’intervento delle squadre in base al loro dislocamento e ai loro skills.

 

Tutto questo presuppone una conoscenza dettagliata della rete.

C’è stata un’accelerazione da parte delle aziende del settore idrico – il settore che era più in ritardo – nell’acquisizione di dati di rete in campo. Lo step successivo sarà la frequenza con cui questi dati verranno inviati, in quanto un’informazione acquisita ieri oggi è già vecchia. La consapevolezza di una rapida evoluzione è ormai forte, proprio per questo si stanno facendo numerosi investimenti in questo settore; un meccanismo che sta portando i primi frutti a tutta la filiera industriale, con l’uscita di gare orientate all’innovazione per la gestione della rete. Arera è stata determinante per dare il via a questo circolo virtuoso.

 

I sistemi che offrite possono tradursi in valore se adottati da una multiutility?

Certamente una multi utility troverebbe maggior valore nell’utilizzo del Digital Twin, perché verrebbe applicato lo stesso modello con un vantaggio distribuito su tutte le reti.

In questo senso peraltro l’interoperabilità tra segmenti è fondamentale.

Le applicazioni di alcuni importanti operatori nazionali per esempio, hanno la stessa  user experience sia per l’ambito idrico, gas ed elettrico etc. Questo da la possibilità per esempio di interscambiare le squadre di lavoro in casi d’emergenza. La medesima situazione si verifica nei settori economico finanziari di pianificazione, che utilizzano infatti gli stessi analitics e modelli predittivi.

In Italia ci sono multiutility che gestiscono fino a 18 tipologie di reti e impianti, questo crea un’economia di scala anche sulla gestione del personale; il modello Digital Twin risulta ancor più sostenibile e produttivo da un punto di vista economico proprio nel caso delle multiutility.

 

Si può parlare di dialogo tecnologico tra Digital Twin e Smart Meter?

Lo Smart Meter è un provider di informazioni per il Digital Twin, in qualche modo ne diventa parte integrante; in questa relazione si inseriscono sempre più piattaforme di IoT che permettono al Digital Twin di interscambiare dati in modo semplificato.

Piattaforme IoT che sempre più ingloberanno anche i sistemi di telecontrollo, i quali in alcune aziende del settore idrico vengono ancora gestite separatamente dagli altri sistemi informativi. Questo è certamente un approccio ormai obsoleto.

Tornando allo Smart Meter, questo sta sempre più diventando un sistema informativo che fornisce dati; il Digital Twin ne utilizzerà le informazioni insieme agli altri sistemi aziendali.

È questo il punto fondamentale: al fine di avere supporti decisionali e strategici sempre più efficaci si andrà verso un’integrazione spinta di tutte le piattaforme aziendali, oggi ancora lontane da questo importante obiettivo.

Non c’è più un problema tecnologico in tal senso e sappiamo che la volontà dei manager più visionari è di procedere in questa direzione.

 

 

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