CHAIN2 Technological Innovation – Management – Awareness

Il significato della Chain 2 va davvero oltre il fatto che si tratti di una funzionalità che metta in contatto diretto i contatori elettrici di seconda generazione con gli utenti, con cittadini e imprese che avranno strumenti idonei per monitorare in modo consapevole i propri consumi e dati di produzione. Se il riferimento normativo riguarda la Delibera del 15 ottobre 2019 409/2019/r/eel di Arera, con la conclusione del procedimento e la versione 2.1 degli Smart Meter di energia elettrica in bassa tensione, quello che è soprattutto da rilevare è lo stadio di maturazione di apparecchiature e dispositivi per monitorare e gestire i consumi e la produzione da parte degli utilizzatori finali.

Di opportunità e criticità della Chain 2 si è dunque parlato durante il webinair di questa mattina “CHAIN2 Technological Innovation – Management – Awareness”. 

Ad aprire i lavori Luca Lo Schiavo, Vicedirettore Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling Arera, che ha subito messo in luce la centralità della misurazione per il regolatore ed in particolar modo il ruolo cruciale che svolge l’interoperabilità tra i sistemi, un approccio che va sempre più sviluppato e da cui ormai non si può prescindere, soprattutto in questo ambito.

Subito dopo l’intervento di Marcello Capra, MiTE, il quale ha illustrato come lo smart meter rappresenti uno dei capisaldi contenuti nel Piano Nazionale Energia e Clima; l’intento è quello di riuscire a compiere misurazioni sempre più precise in grado di interagire col mercato e fornire elementi di comprensibilità e monitoraggio utili al consumatore e ai gestori.

A chiudere questa prima sessione Carlo Ismaele Tornelli, Rse, il quale ha spiegato come la funzione principale della Chain 2 sia quella di riuscire a offrire un canale alternativo rispetto alla tradizionale raccolta dati (Chain 1). La Chain 2 riesce quindi ad andare ad alimentare un sistema informativo integrato dove sono raccolti i dati delle singole utenze in tempo reale.

Si apre a questo punto un talk al quale partecipano Leonardo Cavalieri, Mac, Ercole De Luca, Head of Electrical System Development ARETI, Umberto Apponi di Enel X, Emanuele Pasca, E-Mobility Global Marketing Business Solution Enel X e Gianluigi Piccinini, Presidente Ceress.

Questa sessione ha visto come protagoniste le funzionalità della Chain 2, le opportunità ma anche le criticità. Le soluzioni sono ormai tecnologicamente mature e low-cost, integrate in diversi ambiti applicativi, ma necessitano di un assetto regolatorio e di mercato più solido; e di maggior comunicazione da parte anche delle istituzioni verso cittadini e operatori, questi i punti salienti su cui si è concentrato il dialogo. Un cambio di paradigma che riguarda non solo i cittadini, ma gli operatori che guardano all’evoluzione di comunità energetiche, di street lighting; a esco e utility che possono interagire per efficientare edifici pubblici, o a professionisti impegnati in ambito e-mobility, rinnovabili, Smart Home. Come ricordato nell’intervento finale da Davide Zanon, Settore Progetti di CODICI e vice membro nel CNCU Consiglio Nazionale Consumatori Utenti. Una rivoluzione resa possibile dalle nuove tecnologie che porterà a una crescita dal basso della domanda, con un supporto da parte del regolatore che dovrà via via abilitare e facilitare questo processo. 

Sono state inoltre presentate nuove tecnologie come lo Scaldacqua di Ariston Thermo e il progetto di Merezzate+ di A2A Smart City, rispettivamente da Arianna Sabbatini e Rudy Rotili di Ariston Thermo e Alessandro Bartolini di A2A Smart City.

A chiudere l’incontro Daniele Mardero, Direttore Energy@Home che ha ricordato l’importanza dello sviluppo tecnologico e come la Chain 2 sia solo il primo passo per dare via a sviluppi di nuove soluzioni.

 

 

 

 

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