Visione di sistema per rivoluzionare il porto di Palermo. Pasqualino Monti, Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Occidentale

Visione di sistema per rivoluzionare il porto di Palermo

Colloquio con Pasqualino Monti, Presidente Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Occidentale

Di Martina Ginasi

 

 

Pasqualino Monti, nominato nel 2017 Presidente Autorità del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, ha portato un contributo decisivo alla Digital Business Week tracciando rotte che dal porto evocano il passato e guardano al futuro, della città e del Mediterraneo. “Prima di approdare a Palermo, la mia precedente esperienza a Civitavecchia è stata certamente complicata ma estremamente sfidante, con ottimi risultati intervenendo sugli asset industriali, considerando peraltro che operavamo nel porto di riferimento per la Capitale del Paese. A Palermo il mio compito è stato quello prevalentemente di occuparmi del mercato portuale, un mercato chiuso che comprende quindi concessioni e autorizzazioni complesse da gestire, con la necessaria costruzione di nuove infrastrutture per poter sfruttare al meglio l’asset e promuovere il traffico. Come Autorità rappresentiamo l’anello di congiunzione fondamentale tra il mare, e tutto ciò che ne deriva, e quello che si sviluppa alle sue spalle in termini di rapporto con le comunità.”

Il lavoro svolto sul versante palermitano in stretto accordo con le forti ambizioni del Sindaco per quanto riguarda lo sviluppo del porto, è andato nella direzione di una strategia volta a colmare il gap con i maggiori porti internazionali, con un salto temporale non di 10-15 anni ma di 50 dato che l’infrastruttura non subisce modifiche dagli anni ‘70.

“La Regione Sicilia deve comprendere che un’infrastruttura come questa si sviluppa se l’intera comunità ha la possibilità e la capacità di crescere senza depauperare il proprio patrimonio. Nel momento in cui si decide consapevolmente di portare avanti una politica portuale aumentandone le infrastrutture si deve lavorare sulla costruzione di economia reale che significa naturalmente creare sviluppo all’esterno del porto stesso. Un Paese senza industria è un Paese che muore, e oggi ci troviamo di fronte a un bisogno di reindustrializzazione che deve riguardare non solo Palermo ma la Sicilia intera, con una visione da qui almeno al 2050. La ricchezza di un porto e l’aggregazione di economia reale e industria vanno di pari passo con la capacità di incremento demografico; sono questi gli aspetti sui quali abbiamo cercato di sviluppare non soltanto un’idea, ma intervenendo su un processo di vero e proprio cambiamento culturale.”

Il progetto relativo al porto di Palermo si è dispiegato sia a Sud che a Nord. La parte Sud prevede lo sviluppo del turismo da mare, indirizzato soprattutto a migliorare i servizi verso le isole. Gli aliscafi utilizzati finora sono piuttosto datati, presto potranno attraccare in una zona dedicata una serie di navette elettriche che trasporteranno i passeggeri dal parcheggio al terminal designato; verrà allestita una struttura attrezzata dove poter fare il chek-in ed eventualmente acquistare direttamente il biglietto.

“Migliorare il collegamento con le isole è una delle priorità, non esiste infatti solo il turismo legato alle crociere ma c’è un considerevole numero di passeggeri che utilizzano navi e traghetti per tratti brevi ma di grande valore; per questo raddoppieremo il numero degli aliscafi – ha proseguito Monti- non solo attraverso il sistema di convenzioni ma con incentivi alla concorrenza tra privati. Siamo quindi alla ricerca di aziende in grado di servire le isole in maniera coerente, ovviamente non per tutto l’anno, e sono convinto che questo innescherà un meccanismo di concorrenzialità anche in coloro che invece vengono assistiti per garantire la continuità territoriale con le isole dalla Regione e quindi dallo Stato. La parte Nord del porto sarà invece dedicata al traffico merci, e ricorso che tutto quello che troviamo nei supermercati della nostra città arriva alle famiglie direttamente dal porto di Palermo o da quello di Termini Imerese, dando ancor più significato quindi alla congiunzione tra comunità e mare. Riuscire a creare un sistema intelligente consente di servire una città che conta più di 2 milioni di persone. Aumentare il numero di cittadini porterebbe inevitabilmente a una positiva crescita del volume del traffico, con la conseguenza da parte del porto di creare economia reale sulla base di quello che viene trasportato.”

Ci sono quindi diversi elementi su cui è necessario ragionare per capire come connettere in modo sempre più sostenibile il territorio con il mare, quali infrastrutture possano favorire questa congiunzione, anche grazie al supporto di aziende in grado di portare know how e capacità d’investimento.

“Altro elemento indispensabile per la crescita del porto di Palermo è la creazione di un nuovo software di raccolta dati. A oggi sono in uso due diversi sistemi di controllo, il primo è relativo al sistema informatico di dogane, il secondo è accessorio alla capitaneria di porto. I due non sono in grado di comunicare tra di loro, e l’Autorità non ha quindi il controllo totale sul volume della merce, sulla sua provenienza, e così via. Si sta quindi cercando di creare un Port Community System, attraverso un software che permetta di leggere e unire i dati provenienti da entrambe le fonti.

Tutto questo senza dimenticare il mercato internazionale delle grandi crociere, per implementare il quale con Grimaldi è stata raggiunta un’intesa perché il gruppo abbia sede anche a Palermo; l’accordo prevede la costruzione di navi da crociera, il che significa riattivare una filiera che potrebbe contare 3000 posti di lavoro. La svolta consiste quindi nel considerare l’Autorità come un’impresa e non come un ente pubblico, un’azienda in grado di stare sul mercato, sviluppando economia reale e dando lavoro a chi desideri rimanere nella propria terra a lavorare, evitando fuga di cervelli e attirando al contrario risorse anche umane di qualità.”

Discorso diverso è da intendersi invece per il porto di Termini Imerese; oggi poco più che un porticciolo turistico, entro il 2022 potrà essere considerato un porto di rilevanza nazionale.

“Il progetto è molto articolato e il primo passo necessario consiste nell’aumentare la profondità del fondale a 10 metri, modifica che sarà compiuta a breve – dichiara Monti. Una volta messo in moto il processo, si prevede uno spostamento di parte del carico da Palermo a Termini Imerese. In particolar modo verrà incrementato il collegamento con il Nord Africa, l’obiettivo è che Termini Imerese diventi il punto di arrivo delle merci provenienti dal Maghreb; e che, una volta trasformate, a seguito di una fase di reindustrializzazione, diventino “made in Italy”.

Si apre così un’ulteriore questione, rilevata dal Presidente: la necessità di snellire i passaggi burocratici per favorire lo sviluppo delle ZES (Zone Economiche Speciali). “Per ottenere alcune autorizzazioni servono 32 timbri diversi; inoltre dovremmo godere di vantaggi fiscali, burocratici, amministrativ, per consentire la ripresa di una vera fase di reindustrializzazione.”

Sono molteplici le iniziative in atto che gravitano quindi intorno all’aeroporto. Per esempio poco prima del lockdown è stato raggiunto un accordo con una casa automobilistica per collegare il porto di Termini Imerese con il suo retroporto.

Tutto deve dunque andare nella direzione per la creazione di un processo di reindustrializzazione – attraverso un accordo di programma con governo e industria – per la crescita di un’economia reale in grado di generare valore e reddito.

“Ogni azione concreta che miri a raggiungere risultati – ha concluso Monti – deve partire da una visione di sistema che nel nostro caso comprenda la Sicilia intera e non si fermi alla sola città di Palermo. Si tratta di un progetto ambizioso ma sono queste le sfide su cui puntare per migliorare la Regione, non solo per chi vi abita ma per renderla attrattiva dall’esterno.”

 

Il porto del futuro è già operativo

Lo scorso 30 ottobre il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, ha inaugurato il nuovo terminal aliscafi e la banchina Sammuzzo. Dotata di nuove bitte e adeguatamente dragata, la banchina, della lunghezza di 350 metri, consentirà l’approdo di gradi navi da crociera, grazie all’accordo stipulato con Costa, Msc e a seguire Royal Carribbean. Si prevede l’implementazione di passeggeri di circa un milione e mezzo all’anno anno. Di grande impatto le strutture che ospiteranno biglietterie, locali di ristoro (con eccellenze gastronomiche dell’isola) e negozi. Nei prossimi mesi anche il molo trapezoidale, si trasformerà in una piazza dotata di auditorium e anfiteatro panoramico affacciato sul parco del Castellammare, che presto potrebbe accreditarsi quale sito Unesco arabo-normano. Un laghetto di 8000 mq e un percorso pedonale che correrà attorno alle mura danno prestigio a un’area che godrà di una visione e una progettazione realmente dall’alto. Sono 22,5 i milioni di euro provenienti dal MIT che sosterranno l’opera. “Un tratto di costa cittadina dalle forti radici storiche, da sempre luogo di interazione fra la città e il porto, è stato sottratto al degrado e popolato di funzioni e di usi di carattere urbano – ha dichiarato Monti. Una futura Marina Bay, una sorta di Barcelloneta con il proprio carattere e di grande fascino”. Si lavora già inoltre alla nuova stazione marittima, che potrebbe essere pronta già a giugno 2021, e sarà dotata di nuovi ponti per l’imbarco.

 

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