Transizione Ecologica: 8 punti per una società più giusta. Uno dei primi interventi pubblici del nuovo Ministero per la Transizione Ecologica

Transizione Ecologica: 8 punti per una società più giusta



“La correlazione fra un pianeta in salute, le persone in salute e una società giusta è il vero obiettivo della transizione ecologica. Non abbiamo la ricetta, non ce l’ha nessuno. Stiamo cercando di capire dove andare.”

Queste le parole pronunciate dal Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, in apertura ad una delle prime conferenze pubbliche organizzate dal nuovo Ministero (Mite), che spiega la volontà di accompagnare il processo attualmente in corso di revisione triennale della Strategia di sviluppo sostenibile. All’evento, oltre al Ministro Cingolani, hanno preso parte ospiti pubblici e privati accumunati dall’interesse verso lo Sviluppo Sostenibile, le nuove generazioni ed il futuro del paese che, come più volte ribadito durante l’incontro, dev’essere in grado di adattarsi velocemente e coscientemente alle nuove sfide ecologiche.
“La sostenibilità è un concetto di compromesso fra diverse istanze, che cambiano nel tempo” -ha affermato il Ministro- “I problemi sono tutti interconnessi e richiedono soluzioni multiple.. Anche per questo è necessario evidenziare i differenti ambiti da cui muove questa riforma.

8 i punti elencati da Cingolani per schematizzare l’agenda del nuovo ministero: programmi internazionali e nazionali per l’ambiente, clima, trasporti, abitazioni, chimica, rifiuti, uso delle risorse naturali, cibo e biodiversità. Questi elementi, oltre a fungere da linee guida per lo sviluppo del paese, costituiscono un modello per la transizione ecologica intesa in un senso più ampio, oltre i confini del singolo stato.

Le problematiche che il neonato Mite si trova ad affrontare sono in effetti diffuse in una scala ben più estesa della singola nazione e sono risolvibili solamente attraverso un approccio globale e locale allo stesso tempo. Proprio per questo è stato coniato l’aggettivo “glocal”: l’ideale della transizione ecologica è certamente globale, ma senza un approccio locale per innestare le soluzioni proposte nel tessuto sociale su cui si vuole intervenire, si diminuisce enormemente l’efficacia di politiche che, come ha ricordato più volte il Ministro, non sono più semplicemente necessarie, ma ora più che mai urgenti. Non basta tentare di arginare i problemi ereditati dalle generazioni precedenti, ma è necessario pensare in un’ottica generale di prevenzione, proponendo un’analisi del rischio di tutto ciò che viene fatto e prodotto, a partire dalle nuove tecnologie.
La Conferenza è poi proseguita in tre sessioni differenti, la seconda delle quali interamente dedicata alle nuove generazioni e il loro ruolo nella svolta green, l’importanza del loro coinvolgimento nei processi decisionali e nella sensibilizzazione per quanto riguarda imprese e sostenibilità. Riservato al tema “Giovani” anche uno dei sei gruppi di lavoro istituiti in preparazione del forum, gruppo che si è concentrato su: pace, pianeta, persone, prosperità e vettori.

I “Giovani” hanno sottolineato l’importanza dello sfruttare questo momento come occasione generazionale per intervenire su alcuni temi particolarmente delicati, in particolar modo l’innovazione digitale, rivelatasi ancora più urgente in seguito all’emergenza pandemica ed ai problemi da essa sollevati, l’accesso all’informazione e il diritto allo studio, due grandi criticità nel tessuto sociale del nostro paese, l’ecologia per cui vanno mosse politiche coerenti per promuovere la partecipazione dei giovani ad iniziative di gestione e valorizzazione del territorio, la pace e l’inclusione generazionali.

Per questo tipo di svolta, che non guarda al passato ma ad un futuro da ricostruire su nuove fondamenta, risultano indispensabili le competenze e le idee prima di tutto delle nuove generazioni, protagoniste in primo piano della Transizione Ecologica.

 

 

 

 

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