Unire i dati per governare le città. Una sfida possibile. L’intervento del Fraunhofer alla DBW

Unire i dati per governare le città. Una sfida possibile

Importante durante la DBW la presenza di Alanus Von Radecki, Sustainable Technologies for Cities & Urban Governance – Fraunhofer Morgenstadt Initiative

Di Emanuele Martinelli

 

L’attenzione per la città di Palermo ha assunto dimensioni internazionali con l’intervento, nella giornata di chiusura della Digital Business Week, di Alanus Von Radicki.

“Sono a Palermo con grande piacere – ha dichiarato; provengo da un’organizzazione tedesca che si occupa di ricerca applicata per condividere alcuni progetti realizzati a livello europeo. Il mio intervento non è centrato sulle risorse economiche utilizzate per questi progetti, ma sul potenziale che insieme potremo sfruttare di quanto giù sperimentato in altri contesti urbani. Credo che la grande sfida legata alla crisi climatica sia da raccogliere da parte di tutti negli anni a venire; così come la trasformazione digitale della nostra società. Una non può fare a meno dell’altra, sono strettamente legate e da considerare in una relazione ambivalente con due pilastri: dati e transizione energetica. L’Europa si è impegnata per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 senza cadere nel cosiddetto “capitalismo della sorveglianza”, che osserviamo in Cina per esempio; dobbiamo trovare la nostra strada europea, che peraltro ci fa riflettere e ha forti implicazioni sul potenziale di business e quindi commerciale che questa può generare, sia per la trasformazione delle città in Smart City che per la conversione digitale in generale.”

Scopo primario è l’evoluzione, il progresso della nostra società attraverso criteri e obiettivi di sostenibilità; ma qual è la promessa della Smart City?

“Si tratta soprattutto – prosegue Alanus – di comprendere a fondo l’importanza dei dati e del loro utilizzo, per rendere le nostre società più efficaci ed efficienti. Che impatta sulla gestione dei nostri sistemi che possono essere monitorati e governati in tempo reale. La terza questione, fondamentale, riguarda il fatto che gestire adeguatamente i dati aiuta a prendere decisioni migliori, consapevoli e basati su informazioni comprovate. Quindi se riusciremo a gestire in modo ottimale le Smart City potremmo fare di più con meno e offrire servizi migliori per cittadini e imprese, creando politiche eque nell’interesse di tutte le parti.”

Città efficienti in tempi brevi o medi; il rischio è sempre quello di teorizzare scenari futuristi senza la possibilità di guardare con esempi concreti al futuro prossimo.

“Vi sono questioni molto concrete che partono da riflessioni ma anche da sperimentazioni in atto. Vi sono automobili elettriche meravigliose in commercio che stanno rivoluzionando l’industria automobilistica, ma per gli spazi urbani queste non rappresentano la soluzione migliore. Non sono sostenibili per le nostre città perché gli spazi urbani sono una risorsa che sempre più scarseggia e che dobbiamo restituire ai cittadini. In uno dei progetti abbiamo analizzato le corse in taxi a NY; con le persone disposte a camminare mediamente 200 metri il 95% delle corse in taxi potrebbe essere condiviso in sharing con un abbattimento drastico delle auto in circolazione e un altrettanto rilevante abbattimento delle emissioni. Ma certo in questo caso dovrebbe cambiare il modello di business di un’intera categoria. Si tratta di un piccolo esempio che dimostra quante inefficienze siano presenti nelle nostre città; utilizzando i dati efficaci già a disposizioni potremmo senz’altro avere servizi migliori. Altro esempio questa volta europeo riguarda una soluzione intelligente quanto semplice nella sua declinazione; un’App utilizzata a Helsinki in Finlandia che collega tutti i servizi di trasporti pubblici direttamente senza intermediazioni e prevede la condivisione con auto private. Non devi essere titolare dell’auto e puoi usufruirne senza intermediari. Terzo esempio di inefficacia riguarda un tema di grande attualità. Sappiamo come Amazon grazie a consegne molto veloci abbia cambiato la vendita al dettaglio soprattutto nelle città, impattando sulla logistica urbana e in qualche modo sui trasporti. Il 75% delle corse logistiche si potrebbe evitare utilizzando biciclette elettriche al posto di furgoni. Il problema, o l’opportunità, è di trovare il modello di business più adeguato. Come sarà per esempio per l’energia in riferimento alle abitazioni; energia che sempre più andrà gestita a livello di distretto, quartiere o circoscrizione, collegando le case tra loro anche con sistemi di stoccaggio e integrando in questo contesto le automobili elettriche.”

Abbiamo ascoltato in questi giorni di Digital Business Week molti esempi di integrazione e interconnessione.

“Sta proprio qui il punto: come affrontare la gestione in tempo reale di sistemi interconnessi. Il progetto Sharing City di Londra e Milano dimostra che la mobilità automatizzata diventa sempre più importante, una nuova tendenza che parte dalle esigenze della città e non dall’industria dell’auto, con un’integrazione sempre più spinta tra trasporto pubblico e privato. Parliamo in questo contesto anche dell’introduzione di veicoli autonomi che operino a tempo pieno e ci permettano per esempio di collegare le aree rurali. E visto che i sistemi sono più flessibili possiamo richiederle tramite App; un processo già oggi possibile, tutto questo si sta già verificando. Per esempio, a Lipsia stiamo introducendo veicoli autonomi con velocità di 60-70 km/h.”

Le tecnologie sono già disponibili ma dobbiamo fare in modo che si espandano, insieme alle buone pratiche.

“È così – continua il rappresentante del Fraunhofer – la prospettiva è che veicoli autonomi percorrano le nostre città, come piccoli robot per esempio per fare consegne; non so se piace all’industria automobilistica ma questo è il futuro e nemmeno troppo lontano. Abbiamo anche creato centrali elettriche virtuali perché abbiamo bisogno di più energia, ma il vento o il sole non soffiano sempre e solo l’innovazione tecnologica insieme a una visione può venirci incontro. Stiamo seguendo un progetto di collegamento tra diverse fonti di energia geotermica, solare ed eolica che è possibile scambiare a seconda delle necessità; dobbiamo disporre di più elettricità in tempo reale conoscendo meglio le esigenze delle nostre case. Quindi i dati portano informazioni, conoscenza, consapevolezza. Abbiamo bisogno di blockchain e modelli di business intelligenti per generare giusti profitti.”

Insieme a energia e mobilità uno dei temi caldi è quello legato alla sicurezza dei cittadini.

“A questo proposito porto l’esperienza della città di Eindhoven dove abbiamo sperimentato un sistema di gestione in tempo reale della sicurezza; un progetto implementato in una zona di locali e ritrovi per giovani, decisamente chiassosa e dove spesso scoppiavano risse. Sono state montate ai semafori telecamere acustiche con microfoni “intelligenti”, che riconoscono schemi di rumore e suoni, fino all’estremizzazione di spari d’armi da fuoco. Rumori rilevati che fanno partire segnali destinati alle forze dell’ordine; il sistema apprende suoni legati a vetri che si rompono o intercetta eccessiva aggressività nella voce delle persone. In questo caso la Polizia può intervenire in tempo ed evitare una rissa secondo logiche predittive.”

Ci chiediamo in questo caso quale sia poi il rapporto con la privacy del cittadino.

“Una corretta considerazione – spiega Alanus – un sistema che ci ascolta tutto il tempo nei luoghi pubblici appare decisamente inquietante. Le nuove tecnologie aprono il fronte a nuovi equilibri nel rapporto con i cittadini, ma si deve andare nella direzione di prendere decisioni consapevoli e condivise basate su dati comprovati. Sappiamo che la pianificazione urbana diventata sempre più difficile a diversi livelli; clima e condizioni atmosferiche cambiano, piove di più e in modo diverso, vogliamo ridurre la mobilità dei cittadini, serve più sicurezza. Si tratta di processi che trasformeranno anche i nostri comportamenti. Per la città di Singapore abbiamo creato una città gemella virtuale, un gemello digitale che consente di verificare molteplici variabili da introdurre nella realtà, pensando a diversi scenari; per esempio, costruendo un nuovo edificio in un luogo possiamo analizzarne l’impatto; oppure se aumenta la popolazione del 20% in un certo quartiere sappiamo quali dinamiche socio-economiche-ambientali occorre affrontare. Questo ci consente di prendere decisioni consapevoli e trovare migliori soluzioni per la città e la pianificazione urbana. Londra ha il miglior data base d’Europa e dispone dei dati di cui ho appena parlato; Vienna sta applicando un processo simile a Singapore per il rilascio dei permessi di costruzione: iter amministrativi esplicati dai costruttori presentando progetti digitali, con risposte semplificate da parte delle autorità: semaforo verde go; o rosso per eventuali modifiche.”

Gli interessanti esempi portati da Von Radicki hanno spesso alle spalle programmi europei di finanziamento. “È vero, nell’ambito di Horizon 14-20 sono stati spesi 100 milioni di euro per circa 500 interventi. Nonostante ciò, non siamo ancora riusciti a creare un mercato integrato a livello europeo e uno dei motivi riguarda proprio la questione dei dati. Gestire una città utilizzando dei dati è una questione complessa, perché provengono da diverse fonti, attori, alcuni sono dati aperti, disponibili, altri chiusi, altri protetti da firewall, altri da privacy. Allora come possiamo gestirli? Fraunhofer collega, unisce la ricerca con nuovi business, dialoga con nuove aziende. Una di queste in fase di realizzazione si occuperà di data center per Smart City; il suo obiettivo è di creare uno strato neutro dei dati, che unisca e raccolga, comprenda tutti tipi di dati e compatibili per diverse applicazioni. Il problema è che la maggior parte dei data base sono gestiti da multinazionali che vogliono venderci App o piattaforme, ma non è quello di cui ha bisogno la città. Bensì di uno strato che unisca tutti i dati e non App collegate a piattaforma di proprietà. Offriremo invece una piattaforma open source dove aggregheremo i dati importanti per la città; e successivamente collaboreremo con diverse società per la creazione un’ampia gamma di applicazioni e servizi. Un progetto a cui sto lavorando con grande impegno, per il quale sono aperto a ogni tipo di collaborazione a livello europeo, ovviamente anche in Italia.”

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