Mobilità, dati, pianificazione e creatività. Un piano di Ripresa e Resilienza per la mobilità sostenibile in Italia

Mobilità, dati, pianificazione e creatività

di Emanuele Martinelli

 

Intermodalità nelle metropoli e su aree vaste, visione dall’alto di un territorio per valorizzazione delle ciclabili ma pure delle strade secondarie da elettrificare. Dati sui flussi di passeggeri che sbarcano da una nave o atterrano in un aeroporto e si spostano con mezzi pubblici verso i centri città o le periferie, o da aeroporto al porto. Pianificare mobilità con una visione del tutto nuova è l’imperativo che deve guidare chi è preposto da oggi a farlo anche a livello centrale. Lo studio di Kyoto Club allegato aprirà a una serie di considerazioni e ci darà molti strumenti informativi e di analisi. Ma quando si parla di mobilità sempre più è necessario guardare i problemi in modo nuovo, utilizzando dati certi oggi rilevabili con sensori e trasformabili in informazioni di qualità, in grado di dare un supporto evoluto alla pianificazione complessiva con la possibilità d’implementazione di nuovi servizi. Tutto questo avrà un impatto positivo non solo al punto di vista ambientale ma andrà a incidere sulla sostenibilità economica degli investimenti. Muoversi con un approccio creativo e scientifico al tempo stesso sul tema è quello che si sta facendo per esempio nel Sud Est Milano, dove il progetto Smart Land portato da Energia Media e la sensibilità di assessori e tecnici della città metropolitana sta radicalmente cambiando l’approccio al tema. Lo stesso abbiamo registrato nelle intenzioni di chi guiderà la nuova mobilità di Palermo e la sua area vasta, intersecando infrastrutture decisive come il “nuovo” porto, il “nuovo” aeroporto a tutto il sistema nervoso delle linee di trasporto urbano con la mobilità privata e il car & bike sharing comunale.

Viviamo un periodo straordinario in questo senso dove tecnologie e capacità di pianificazione non mancano certo; tra poco tempo vedremo se il sistema regolatorio favorirà questa visione olistica e anche (o soprattutto) a questo crediamo sia chiamato il Governo Draghi: rendere agili e flessibili da un punto di vista regolatorio gli interventi sulle infrastrutture in situazioni complesse come appunto la gestione della mobilità di un territorio.

Dovremmo oggi approfittare del minor intasamento di strade, aeroporti e porti per pianificare il futuro, leggendo i dati ricavati pre covid e in questo periodo di minor pressione sulle strade. Per capire dunque come potenziare infrastrutture secondo una visione del tutto nuova e orientata al medio e lungo termine; anche perché è grazie ai progetti che presenteremo nei prossimi due mesi alla Commissione che potremo accedere ai fondi del Recovery Plan.

L’invito è dunque a leggere lo studio allegato con quest’ottica trasversale, contaminata e intermodale.

Ultima breve nota. Il lavoro di Kyoto Club parla anche di Idrogeno verde. Tra qualche giorno presenteremo il nuovo progetto di Energia Media sul tema, un contributo ai processi innovativi che pervaderanno i settori energia e trasporti.

 

Studio: Un piano di Ripresa e Resilienza per la mobilità sostenibile in Italia

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