SMART MOBILITY – FRA UTOPIA E NECESSITÀ

 

 

 

 

 

Trasporti, energia, infrastrutture, sicurezza pubblica e big data, sono questi i punti cardine che a livello tecnologico influenzano gli investimenti di una Smart City. Investimenti non da poco tra l’altro se si tiene conto della stima compiuta dal Report di giugno: “Worldwide Semiannual Smart Cities Spending Guide” che prevede oltre 189 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni. All’interno di questa spesa complessiva le aree di maggiore spesa si identificano negli investimenti per l’avanzamento della rete di trasporto pubblico, con l’inserimento di sensori per la gestione efficace del traffico, i temi smart grid e smart meteres e l’illuminazione come veicolo anche per sistemi di sicurezza.

 

Fra tutti, sono forse i progetti riguardanti la mobilità del futuro quelli più interessanti; e fra questi, il modello di Hyperloop Trasportation Tecnologies di un treno a lievitazione magnetica capace di raggiungere velocità di 1.223 km/h, sicuramente il più utopico. Il progetto prevede infatti la realizzazione di un treno capace, per contestualizzare in Italia, di percorrere la tratta Milano- Bologna in meno di 10 min.

Senza dubbio una grande scommessa imprenditoriale, quindi, che si baserebbe sull’utilizzo della levitazione magnetica passiva, sviluppata in passato dalle forze armate Usa per scopi militari, e di cui HyperloopTT ha ottenuto ora l’esclusiva mondiale per lo sviluppo in applicazioni civili. I prototipi a dire il vero non mancano a livello internazionele, la società ha infatti annunciato la costruzione della prima tratta di carattere commerciale ad Abu Dhabi, ma intrattiene accordi in essere anche in Brasile, Stati Uniti, Cina, Francia, e parrebbe proprio Italia.

Bibop Gresta, co-fondatore e presidente di HyperloopTT (per altro italiano) spiega come la velocità, di certo manna dal cielo per i pendolari, non sarebbe neanche l’unico vantaggio. A suo dire il sistema potrebbe sostenersi sfruttando i benefici della levitazione magnetica passiva, l’energia cinetica sviluppata dalla capsula e quella recuperata in frenata e prevedendo nell’infrastruttura pannelli fotovoltaici integrati e impianti di energia eolica e geotermica. Energia in eccesso addirittura quindi che potrebbe di conseguenza essere rimessa in circolo e venduta.

Altro progetto, questa volta focalizzato sulla mobilità urbana, è quello proposto da Next Future Transportation Inc., anche in questo caso ad opera di un italiano: il 34enne fisico padovano Tommaso Gecchelin e il suo team figlio dell’Università di Padova. Obiettivo del progetto è andare ad ottimizzare la distribuzione dei passeggeri sulle tratte cittadine, in alcune ore sopraffollate, in altre vuote. Il sistema si presenta come uno scompartimento a metà fra il vagone di una metro e la cabina di un’ovovia montana, a guida autonoma, con una velocità percorribile di 80km/h. L’efficacia starebbe nella capace di agganciarsi all’occorrenza alla vettura precedente, così da caricare il numero di passeggeri richiesto. Allineandosi, le porte si aprono, gli scompartimenti diventano comunicanti tra loro e il veicolo unico: la gente sale e l’altro modulo, vuoto, si stacca sgombrando la carreggiata. Un’ottimizzazione radicale quindi, con strade più libere da ingombri dovuti a più veicoli incolonnati, più efficienza per chi in città utilizza i mezzi pubblici. Il valore aggiunto – spiaga Geccalin –  non è solo la guida autonoma e l’ecosostenibilità, ma proprio la modularità: si tratta di un sistema dimensionabile di ora in ora», accorciabile o allungabile gradualmente come un domino”.

Il sistema, che per ora annovera fra i clienti Padova e Dubai, sa farsi notare a livello nazionale e internazionale con l’interessamento, fra le altre, di Treviso, Piacenza, Genova e Milano, tramite aziende private.

 

La mobilità urbana ed extra sta dunque decisamente cambiando, e i progetti non mancano, andando così a rispondere alle necessità di un miglioramento della vita dei fruitori dei servizi, sia in un’ottica di tutela dell’ambiente, sia di usability, ovvero maggiore efficacia ed efficienza nell’utilizzo dei servizi. La tecnologia in questa prospettiva assume un ruolo fondamentale, come facilitatore capace di porre sempre l’uomo e le sue necessità al centro.

 

 

Emanuela Bregni

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