Il riscatto del settore pubblico. Intervista a Marco Segala, Sindaco San Giuliano Milanese

Il riscatto del settore pubblico a San Giuliano Milanese

Marco Segala, giovane sindaco del Comune sudmilanese, che ci ha spiegato come è stata gestita l’emergenza Covid-19 all’interno del territorio da lui amministrato caratterizzato da un tessuto sociale di solidarietà molto importante

di Mauro Bozzola

 

Come vi siete approcciati all’emergenza, anche in ottica di innovazione tecnologica intesa come futuro strumento di resilienza? Come siete riusciti a rispondere in così poco tempo a una situazione in divenire?

Effettivamente la risposta che siamo riusciti a fornire è stata molto tempestiva e ha sorpreso un po’ tutti stante anche il luogo comune per cui il settore pubblico viene spesso associato ad eccessiva burocrazia e lentezza. La reazione di tutto il personale, anche e soprattutto grazie allo smart working, è stata molto rapida, il che ha consentito alle attività di proseguire e di non registrare nessuna interruzione del servizio. In particolare, i servizi alle aziende e quelli in ambito sociale hanno risposto in maniera encomiabile alla situazione di emergenza, evitando situazioni di ulteriore difficoltà. Dipendenti e collaboratori si sono mossi in sinergia perfetta, come un’unica entità, aiutandosi vicendevolmente, spesso lavorando oltre gli orari prestabiliti. Abbiamo apprezzato un sistema di coordinamento centrale molto efficiente, che ha consentito ai vari attori in campo di essere costantemente in comunicazione tra loro e agire in modo sistemico, fornendo anche alla popolazione informazioni quasi in tempo reale circa le nuove ordinanze e regolamentazioni emanate, in quei giorni critici, in modo inevitabilmente caotico. Abbiamo avuto un’ulteriore conferma sul fatto che gli enti e le amministrazioni locali siano il primo punto di riferimento del cittadino nella vita di tutti i giorni, come nell’emergenza.

 

Pensa che si stia assistendo ad una rivalutazione del pubblico rispetto al privato, o comunque una ridefinizione di un confine in termini quantomeno di percezione diffusa?

Devo dire che il territorio di San Giuliano, al di là delle amministrazioni, ha un tessuto sociale di solidarietà molto importante, e questo vale anche per il periodo pre-Covid. Vedo sempre che le associazioni locali sono molto vive e partecipano con entusiasmo a tutte le iniziative che vengono promosse. La capacità di fare rete è sicuramente una delle caratteristiche principali della nostra comunità, intesa in senso ampio e comprendendo dunque anche le imprese. È chiaro che nell’emergenza gli sforzi richiesti sono raddoppiati. Devo però dire che si è potuto riscontrare un senso di appartenenza alla comunità molto forte, cosa che è emersa con maggior vigore proprio in questo periodo.

 

Ci sono state delle scelte fatte precedentemente, anche in termini di innovazione, che poi si sono rivelate fondamentali per rispondere al momento storico mutato?

Sì, penso ad esempio al progetto dell’unificazione dei sistemi informativi, che è stato un mio punto fermo sin da quando sono stato eletto. Tutti i sistemi andavano per conto loro, senza alcun dialogo tra di loro: uno su tutti, il sistema che gestisce la fatturazione elettronica. Se fossimo arrivati al periodo di emergenza in quelle condizioni, è chiaro che non sarebbe stato possibile in alcun modo mettere in atto lo smart working. Nel 2017 abbiamo fortunatamente switchato tutti i nostri sistemi informativi su un’altra piattaforma, di fatto uniformandoli a un unico linguaggio e rendendoli interconnessi tra loro, in modo tale che i diversi uffici potessero dialogare e scambiarsi informazioni senza difficoltà, dando inoltre la possibilità di poter operare da remoto.

Il punto debole di questa modalità lavorativa è chiaramente rappresentato dal fatto che per il cittadino la presenza fisica è un aspetto fondamentale, quasi imprescindibile e, lavorando da remoto questa caratteristica viene meno. Devo comunque dire che siamo riusciti a far fronte all’emergenza in maniera egregia; perlopiù i cittadini hanno capito che la migrazione verso i sistemi informativi automatizzati è un processo inarrestabile, che coinvolgerà più o meno tutti in un futuro nemmeno troppo lontano.

 

Questa accelerazione nei processi innovativi del Comune deriva anche dal fatto che lei abbia determinate competenze e un importante background. Quanto può contare per un amministratore locale, il portare un valore aggiunto nella gestione della cosa pubblica attraverso la propria competenza e la propria sensibilità su determinati temi?

Quello che a livello personale posso aver portato è la mia esperienza poco più che triennale in Ernst & Young, grazie alla quale ho potuto osservare le modalità operative della Pubblica Amministrazione da una differente prospettiva, lontana dall’apparato burocratico presente quando mi sono insediato. Questo ha sicuramente facilitato i rapporti con i tecnici dell’ente; i processi e il loro funzionamento mi sono stati chiari fin da subito. Non so onestamente quanto i cittadini abbiano potuto trarre beneficio da ciò, senz’altro un amministratore che riesce a trattare tematiche molto tecniche e a rapportarsi in maniera semplice e naturale con le varie figure dell’Amministrazione, può favorire un miglioramento globale nella gestione del territorio.

 

Le città metropolitane sono state utilizzate per lungo tempo quasi come dormitori. Con il passare degli anni si è corsi ai ripari, cercando una riqualificazione nel tentativo di restituire loro un’identità, sia funzionale che estetica. Pensa che la collaborazione con i professionisti e il dialogo con i cittadini possano ridare vitalità a questi territori di periferia, rendendoli più partecipi e restituendo loro una nuova consapevolezza di essere parte integrante di un sistema-territorio?

Limitandomi all’esperienza nell’ambito territoriale che sono stato incaricato a gestire devo dire che al mio arrivo lo stato del territorio non consentiva investimenti che andassero oltre la gestione delle emergenze contingenti: è stato fatto un lavoro immane nel corso degli anni, grazie al quale oggi stiamo raccogliendo dei frutti potendoci finalmente concentrare maggiormente su investimenti a più ampio respiro, sia in termini temporali che economici. Cito come esempio il sistema delle piste ciclabili che l’anno prossimo vedrà finalmente il suo pieno compimento, rendendo la città di San Giuliano interamente interconnessa, sia per quanto riguarda le cinque frazioni che la compongono, sia per quanto riguarda il collegamento con il vicino Comune di San Donato. È chiaro che questo è un processo che ha richiesto e che richiederà parecchio tempo per essere perfezionato, perché noi amministratori dobbiamo sempre fare i conti con le ristrettezze economiche che purtroppo caratterizzano i nostri tempi.

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