Sensitize. Un piano d’azione dall’Unione Europea per l’economia circolare

L’11 marzo 2020 la Commissione europea ha presentato, nell’ambito dell’European Green Deal, il nuovo piano d’azione per l’economia circolare. Tale iniziativa sembrerebbe destinata a cambiare per sempre le nostre abitudini e il nostro modo di concepire l’intero ciclo di vita dei prodotti. L’obiettivo, infatti, del passaggio a un’economia circolare è quello di modificare il nostro modo di consumare e produrre, ai fini di tutela dell’ambiente e contrasto al cambiamento climatico. L’ambizione del piano si regge sulla creazione di prodotti sostenibili in grado di durare molto più a lungo, coinvolgendo attivamente i cittadini all’interno di questo processo, facendoli divenire così sia i principali fautori di tale cambiamento che i beneficiari.

Da sapere

Indagine Eurobarometro: i cittadini annoverano l’aumento dei rifiuti tra le 3 principali problematiche ambientali e considerano la produzione e il consumo dei prodotti i principali processi sui quali intervenire. 

La Commissione europea ha già avanzato delle proposte su come potrebbero essere prese delle misure in alcuni campi:

 

Elettronica e TLC

Progettare prodotti che durino più a lungo, trasformando in un’abitudine il loro riciclo, miglioramento e riutilizzo, e incentivando i “prodotti come servizio”, ossia il mantenimento da parte delle imprese sulla proprietà e responsabilità del prodotto nell’arco di tutto il suo ciclo di vita.

Da sapere

Le apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano uno dei flussi di rifiuti dell’UE che aumenta più rapidamente. Due europei su tre utilizzerebbero i propri dispositivi digitali più a lungo a condizione che le prestazioni non peggiorino significativamente.

 

Prodotti tessili

La promozione di nuovi modelli imprenditoriali incentiverà la cernita, il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali tessili e il quasi solo utilizzo di prodotti tessili sostenibili. La progettazione ecocompatibile, infatti, verrà applicata ad una gamma più ampia di prodotti.

Da sapere

A livello mondiale, ogni secondo viene incenerito o conferito in discarica il corrispettivo di un intero camion di prodotti tessili. Si stima che meno dell’1 % di tutti i prodotti tessili del mondo siano riciclati in nuovi prodotti.

> Secondo Paul Dillinger, Levi Strauss & Co, intervenuto in live streaming sul sito del National Geographic, in occasione delle celebrazioni per l’Earth Day 2020, parla dell’urgenza di rinnovo all’interno del settore moda. Lui stesso racconta come a causa della pandemia che stiamo vivendo ha deciso di rivedere il proprio design, facendo fronte così alla situazione di isolamento forzato. Isolato in casa e circondato da oggetti acquistati in precedenza si è trovato a domandarsi quanto l’acquisto di questi ultimi fosse stato realmente necessario ma soprattutto perché, in un momento complesso come quello che stiamo affrontando, una persona dovrebbe tornare ad acquistare capi di abbigliamento non evidentemente indispensabili. Una riflessione sul concetto stesso di shopping.

La spinta del mondo della moda è quella di evolversi, di creare qualcosa di nuovo, è questo che la tiene viva; proprio per rimanere fedele a questo principio Dillinger racconta di aver iniziato a produrre vestaglie e mascherine utilizzando tessuti che aveva in casa. Una riflessione sul presente che l’ha portato a rivalutare l’urgenza di cambiamento del settore moda, già segnalata da stilisti e addetti al settore in questo periodo di pandemia. Quella di Dillinger non può essere ridotta solo a una svolta green, ma la necessità di creare negli acquirenti una vera e propria mentalità contro gli sprechi. Nella sua analisi infatti Paul si rifà alla responsabilità delle aziende ma anche dei cittadini, che dovranno modificare il criterio di scelta di un abito, non più legato solamente ad un fattore estetico ma alla sua riutilizzabilità. La spinta all’acquisto, ad esempio di un paio di jeans, dovrà essere legata alla possibilità di prendersene cura, di modificarli, di creare qualcos’altro. I materiali utilizzati per creare un singolo capo di abbigliamento dovranno essere i medesimi in modo da poterlo riciclare, in modo da regalar e a ciascun abito una seconda vita, questa è la chiave per poter far ripartire gli acquisti e aiutare il nostro pianeta fortemente segnato dall’incidenza del settore moda.

 

Plastica

Eliminare i prodotti monouso e sostituirli con prodotti durevoli e riutilizzabili e limitare le microplastiche aggiunte intenzionalmente, aumentando la cattura delle microplastiche in tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti.

Da sapere

Nei prossimi vent’anni il consumo di plastica dovrebbe raddoppiare. Entro il 2050 la plastica potrebbe rappresentare il 20 % del consumo di petrolio, essere responsabile del 15 % delle emissioni di gas a effetto serra e la sua presenza nei mari potrebbe superare quella dei pesci.

 

Rifiuti

Introduzione di misure per prevenire e ridurre i rifiuti, aumentando per esempio i contenuti riciclati e riducendo al minimo le esportazioni di rifiuti al di fuori dell’UE. Si vuole inoltre avviare un modello UE omogeneo per la raccolta differenziata e l’etichettatura dei prodotti.

Da sapere

Ogni cittadino produce quasi mezza tonnellata (500 Kg) di rifiuti urbani all’anno. 

 

Cibo e imballaggi

Saranno proposte nuove iniziative legislative in materia di riutilizzo per sostituire imballaggi, oggetti per il servizio da tavola e posate monouso con prodotti riutilizzabili nei servizi alimentari, nonché obiettivi di riduzione dei rifiuti di imballaggio.

Da sapere

Nel 2017 in Europa i rifiuti di imballaggio hanno raggiunto 173 kg per persona.

 

 

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