Riorganizzare i dati. Intervista ad Alessio Borriello, Acquirente Unico

Dall’emergenza lo spunto per riorganizzare dati e informazioni

I problemi tecnici e logistici che hanno caratterizzato questo lungo momento di crisi ma anche le opportunità da considerare per il futuro. Ce ne parla Alessio Borriello, Direzione Sviluppo Strategico e Comunicazione Acquirente Unico

di Mauro Bozzola

 

Se Acquirente Unico (AU) svolge l’importante funzione di garantire la fornitura di energia elettrica ai clienti serviti nel mercato tutelato, si occupa anche della gestione dello Sportello per il Consumatore di Energia nonché della gestione del Sistema informativo integrato, quest’ultimo un immenso patrimonio di dati

È così. La principale attività di Acquirente Unico continua a essere quella dell’Approvvigionamento e della cessione di energia elettrica acquistata alle condizioni più favorevoli sul mercato e ceduta ai fornitori impegnati nel servizio di maggior tutela, per clienti domestici e piccole aziende. Naturalmente finché quest’ultimo servizio sarà mantenuto attivo in quanto, come sappiamo, nei prossimi anni dovrebbe gradualmente essere dismesso. Acquirente Unico si occupa anche, su incarico dell’Autorità, della gestione dello Sportello per il Consumatore di Energia, un ente che si occupa di dare informazioni ai consumatori e li assiste in caso di controversie che non possano essere risolte direttamente dai fornitori o i distributori.

Altra importante attività svolta da Acquirente Unico è connessa alla gestione del Sistema Informativo Integrato (il SII, una sorta di banca dati in cui sono contenute le informazioni su tutti i contatori esistenti in Italia e i dati relativi ai clienti). Quest’ultimo rappresenta un grande Hub utile a far funzionare il mercato dell’energia e come a volte succede quello che si pone come elemento accessorio potrebbe diventare il più importante e determinante. Nel caso di specie la presenza di queste informazioni apre naturalmente una serie di nuove possibilità.

 

Nell’ambito del nostro progetto Smart Land Italia quando abbiamo chiesto i dati aggregati sull’efficienza energetica di un determinato territorio (anche in relazione agli edifici pubblici, privati, commerciali o dell’industria) non abbiamo avuto riscontro. Eppure un’analisi dei dati per conoscere bene i bisogni le potenzialità e quindi anche le necessità di un territorio fatto ad esempio di una decina di comuni sarebbe indispensabile per sviluppare una serie di iniziative opportunamente finalizzate. Non so se questo potrebbe rientrare tra i vostri compiti ma assicuro che si tratta di una necessità enorme che sotto intende una strategia di interventi e di finanziamenti nonché di visioni diverse sul mix energetico, sullo smart grid, ecc.

Il Sistema Informativo Integrato contiene le informazioni di tutti. Ovviamente non possiamo utilizzarle come vogliamo e nemmeno abbiamo intenzione di farlo, è però importante che si configurino delle strategie (ad esempio con il Portale Offerte o con il Portale Consumi) che partano dal Legislatore e che l’Autorità successivamente potrà attuare in base ai suoi criteri tecnici e alla sua visione dato che le leggi servono a fare da cornice ma la composizione interna viene affidata ad altri. A queste istanze si può rispondere attraverso interventi che consentano di utilizzare in maniera innovativa le informazioni, sempre naturalmente nel rispetto della volontà dei singoli. Se un Comune non desidera mettere in condivisione le informazioni rispetto ai propri consumi non sarà costretto a farlo ma ad oggi probabilmente quel Comune fa anche fatica a reperire i propri dati in tal senso. L’Autorità sta lavorando sul potenziamento del Portale Consumi che consenta alla Pubblica Amministrazione di accedere facilmente ai dati e questo rappresenta un elemento decisamente importante anche dal punto di vista dell’efficienza energetica perché sapere quello che si sta consumando ti consente anche di immaginare i problemi e di individuare le soluzioni.

Naturalmente il Sistema Informativo Integrato dell’Acquirente Unico potrebbe diventare lo strumento titolato ad interfacciarsi con chi ne abbia titolo ed è evidente che con queste informazioni si potrebbero intraprendere innumerevoli azioni e iniziative. A tal proposito stiamo notando, anche con una certa preoccupazione, che cominciano a riscontrarsi provvedimenti (puntuali ma su questioni molto parcellizzate) che indicano il Sistema Informativo Integrato come fonte di informazione; si tratta però di provvedimenti carenti a livello di coordinamento con tutti i rischi che da ciò ne conseguono e ovviamente con un risultato subottimale rispetto a quello che sarebbe invece possibile ottenere.

 

Molti dei servizi che erogate hanno un ruolo centrale nel mercato o in servizi essenziali come la gestione delle scorte di idrocarburi. Come avete affrontato la remotizzazione del lavoro determinata dalla pandemia?

Acquirente Unico conta circa 270 dipendenti: nel periodo di emergenza in sede ne erano presenti solamente una decina in turnazione, cioè quelli che devono trovarsi necessariamente nelle postazioni di controllo sulle macchine. Questo per dare l’idea della portata di una situazione decisamente nuovo ed estrema. Ovviamente è stato necessario qualche aggiustamento: ad esempio sono state utilizzate le flessibilità già previste dai contratti con gli outsourcer per adattare servizi come quello di Contact center al variare dei flussi di chiamanti. Tutte le attività interne, invece, hanno continuato a funzionare senza nessun problema. Anzi, mi correggo. Senza nessun impatto sui servizi erogati, perché di problemi ce ne sono stati e va riconosciuto il grandissimo impegno che hanno messo in campo le nostre persone (voglio menzionare in particolare lo sforzo delle madri lavoratrici) per portare avanti le attività in una situazione complessa e repentina. Per noi, però, si è anche trattato di un esperimento estremamente interessante e che oggi pone una sfida a tutti: management e impiegati. La sfida è formalizzare un modello di gestione per obiettivi. Uso la parola formalizzare perché ovviamente non è che prima si procedesse a casaccio. È chiaro però che è molto diverso incontrarsi fisicamente tutti i giorni e portare avanti le attività, o anche dei progetti mirati, e ben altro è fare la stessa cosa da remoto. Sono convinto che questa esperienza cambierà – e in meglio – anche il modo di lavorare di AU, così come cambierà il modo di lavorare di tante aziende che erogano servizi.

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