La Danimarca costruirà la prima “isola per l’energia”. Sorgerà nel mare del Nord e ospiterà 200 turbine eoliche giganti: il progetto infrastrutturale più grande nella storia del paese

La Danimarca costruirà la prima “isola per l’energia”. Sorgerà nel mare del Nord e ospiterà 200 turbine eoliche giganti: il progetto infrastrutturale più grande nella storia del paese

La Danimarca, eccellenza e avanguardia non solo in ambito europeo ma anche a livello mondiale in termine di energie rinnovabili e sostenibilità ambientale sorprende ancora approvando un piano di investimento di 28 miliardi di euro per la realizzazione di ben due isole energetiche completamente artificiali. La costruzione produrrà energia rinnovabile in grado di soddisfare il fabbisogno di elettricità di 3 milioni di famiglie

 

di Martina Ginasi

 

Nel giugno del 2020 il governo danese aveva dato il suo consenso alla realizzazione di due isole artificiali con lo scopo di produrre energia elettrica per alimentare milioni di case sfruttando il vento in mare aperto. Proprio in questi giorni è stato firmato un accordo relativo alla proprietà e alla realizzazione di queste ultime, e, presto, inizieranno le ispezioni preliminari per la costruzione di quella più ampia, che si troverà nel mare del Nord.

È il progetto infrastrutturale più grande e ambizioso della storia della Danimarca, uno dei primi paesi a sfruttare l’energia eolica.  Il piano fa parte non solo del programma avviato già da molti anni per ridurre le emissioni inquinanti e raggiungere la cosiddetta “neutralità climatica” nel più breve tempo possibile, ma l’idea danese si colloca anche nel contesto dell’iniziativa dell’Unione Europea per trasformare il suo sistema elettrico affidandosi principalmente alle energie rinnovabili e per aumentare la capacità di energia eolica offshore di 25 volte entro il 2050. Il professore dell’Università tecnica della Danimarca Jacob Ostergaard ha spiegato che questo è un progetto “enorme” ed è il “prossimo grande passo per il settore eolico danese”, passo che dovrebbe costare in totale 210 miliardi di corone, circa 28 miliardi di euro.

Gli studi per la realizzazione dell’isola per l’energia nel mare del Nord dovrebbero essere completati nel 2024 e l’impianto dovrebbe entrare in funzione nel 2030; data la complessità e le cautele necessarie per la sua creazione, secondo l’associazione industriale Dansk Energi, però sarà difficile che possa produrre energia prima del 2033.

Nello specifico si tratta di due terre, la più grande delle quali sorgerà 80 chilometri al largo della penisola dello Jutland, più o meno all’altezza della città di Thorsminde, nel Mare del Nord: la posizione esatta verrà stabilita dopo le indagini preliminari, ma l’Agenzia ha chiarito che si troverà almeno a 60 chilometri dalle coste. Con una superficie pari a 120 000 chilometri quadrati (l’equivalente di 18 campi da calcio) sarà collegata a circa 200 turbine eoliche offshore, che inizialmente avranno una capacità di 3 gigawatt. Il piano prevede la possibilità di potenziare la produzione fino a 10 gigawatt e la costruzione di una seconda isola, di Bornholm, nel Mar Baltico, a circa 40 km dalle coste svedesi, in grado di fornire inizialmente 2 gigawatt.

Lo Stato danese avrà una quota di controllo su entrambi i progetti coinvolgendo i privati in una public-private partnership. In tal senso il governo, guidato da Mette Frederiksen, avrebbe già firmato accordi con diversi paesi europei per garantirne la fornitura; sebbene non sia stato specificato quali, il professore Jacob Ostergaard ha dichiarato a BBC che potrebbero beneficiarne Regno Unito, Germania e Paesi Bassi. Quanto all’isola di Bornholm, sono già stati firmati accordi di fornitura elettrica con Germania, Belgio e Paesi Bassi.

Se prima il settore eolico in Danimarca aveva dominato sulla terra e poi si era allargato offshore, adesso l’industria danese potrà continuare a godere di una posizione pioneristica proprio grazie a queste isole, mai realizzate nel mondo fino ad ora.

“Questo è veramente un grande momento per la Danimarca e per la transizione verde globale – ha dichiarato il ministro dell’Energia Dan Jorgensen – l’isola darà un grande contributo alla realizzazione dell’enorme potenziale dell’eolico offshore europeo”.

La Danimarca era stata uno tra i primi paesi a sfruttare l’energia eolica, favorita anche dal clima ventoso, e uno di quelli in cui negli anni il settore si è sviluppato solidamente: per esempio sono danesi la Ørsted, l’azienda energetica che è il più grande produttore di parchi eolici in mare aperto e negli oceani, e Vestas Wind Systems AS, che realizza turbine eoliche.

Tenendo conto che, allo stato attuale, il fabbisogno energetico dell’Unione Europea è soddisfatto per un terzo da energie rinnovabili, con il primato proprio della Danimarca, si tratta di un progetto ambizioso e sorprendente che farà parte del Climate Act con cui il governo si avvicina al traguardo di ridurre del 70% le emissioni di gas serra entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, secondo quanto stabilito dagli Accordi di Parigi.
L’obiettivo nazionale è di portare le rinnovabili al 50% dei consumi energetici entro il 2030: nel 2019 secondo le stime dell’Agenzia danese dell’energia la quota green aveva già superato il 35%.

Proprio a questo proposito lo scorso dicembre il governo di Copenaghen ha deciso di fermare la concessione di nuove licenze per l’esplorazione di petrolio e gas nella parte danese del Mare del Nord, confermando la svolta in direzione della sostenibilità. Dal 2050 non estrarrà più idrocarburi dai fondali marini.

 

 

 

 

 

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