L’istruzione come arma contro lo spreco

Sono 6 su 10, secondo i dati waste watcher di Last Minute Market/Swg, gli italiani che chiedono l’introduzione dell’educazione alimentare nelle scuole. Proprio da qui bisogna partire, l’istruzione e la conoscenza devono diventare elementi fondamentali nella lotta contro lo spreco. 

 

700,7 grammi di cibo pro capite, è questa la quantità di cibo sprecata ogni settimana nel nostro Paese. Una cifra enorme, proviamo a immaginarla a livello commerciale, stiamo parlando di numeri che si aggirano attorno ai 12 miliardi di euro e che finiscono direttamente  nel bidone della spazzatura; a questi vanno poi aggiunti circa 3 miliardi, che derivano dallo spreco della filiera e relativi a produzione e distribuzione.

Un ammontare di più di 15 miliardi, pari allo 0,88% del Pil. A questa cifra vanno aggiuntigli alimenti sprecati dalla grande distribuzione, circa 220mila tonnellate all’anno, ossia 2,89 chili pro capite, 18,7 chili di cibo sprecati ogni anno per metro quadro di superficie di vendita. Ci riferiamo soprattutto a frutta, verdura, latticini, pane e prodotti da forno generici (dati presi dal progetto Reduce 2018. Nelle scuole la situazione non è migliore, anzi, ogni giorno nel piatto di ciascuno studente vengono avanzati 90 grammi di cibo non consumato e 27 grammi di alimenti addirittura ancora intatti.

Ma a cosa è dovuto tutto questo spreco? Nel 63% dei casi il cibo è scaduto o ammuffito nel 51% dei casi. Secondo il 64% degli italiani per limitare gli sprechi sarebbe sufficiente stilare una lista della spesa prima di recarsi in un supermercato, ma anche banalmente congelare i cibi che non si ha intenzione di consumare nel breve periodo (63%), non cucinare in abbondanza (51%), riutilizzare gli avanzi e gli scarti dei pasti precedenti (49%), verificare che i cibi siano realmente andati a male prima di gettarli nell’immondizia (49%), ordinare in modo intelligente il cibo in base alla scadenza nel frigorifero (43%).

È questa la fotografia che emerge dai recenti studi e che mette in luce una situazione preoccupante, che ci permettiamo di tollerare in  un momento dove l’intero pianeta risulta essere in sofferenza. Ma proprio da questi numeri si vuole ripartire e il primo passo non può che essere mosso dalle scuole. Diventa sempre più necessario introdurre una vera e propria educazione alimentare che renda la riduzione dello spreco un modus vivendi, un modo di pensare quotidiano, una forma mentis insita in ognuno di noi e non un vezzo di pochi. L’educazione civica ai giorni nostri non può più prescindere dai temi della sostenibilità e dell’educazione ambientale.

L’obiettivo è quello di arrivare  arrivare a dimezzare lo spreco entro il 2030, al passo con l’obiettivo di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Un ulteriore stimolo arriva dalla settima edizione del Premio “Vivere a spreco zero” il contest nazionale per le buone pratiche di enti pubblici, imprese, scuole, associazioni e cittadini, promosso dalla campagna “Spreco zero” del Ministero dell’Ambiente I premio è aperto a imprese, amministrazioni pubbliche, scuole, associazioni e cittadini che fino al 10 ottobre hanno potuto candidare iniziative virtuose anti-spreco, non solo alimentare ma anche legate ad acqua, energia, acquisti verdi nella pubblica amministrazione, mobilità sostenibile, prevenzione dei rifiuti e riduzione del consumo del suolo.

I finalisti per l’anno in corso sono: Regione Sardegna, Comune di Torino e Progetto Comuni di Lecce. Testimonial di questa edizione è stato Neri Mercorè. È, peraltro, disponibile il kit buone pratiche scaricabile dal sito sprecozero.it per tenere sotto controllo il consumo e la conservazione del cibo in casa. Il diario del giovane investigatore sarà invece  utile per indagare su cosa succede nel frigo delle nostre abitazioni e come “se la passano” gli alimenti all’interno della dispensa.

Ma lo spreco, sempre secondo i dati dell’Osservatorio Waste Watcher, non si limita al solo cibo: il 52% degli italiani spreca acqua, in netto aumento rispetto a 6 mesi fa, quando lo spreco della risorsa idrica si riscontrava nel 37% degli intervistati. A seguire abbiamo il 25% di spreco della mobilità, anche questo dato in netto aumento rispetto agli anni precedenti durante i quali la cifra si aggirava attorno all’8%. Seguono poi energia elettrica il 24%, denaro 16% e gas 7%.

Waste Watcher è il primo Osservatorio nazionale sugli Sprechi, attivo per iniziativa di Last Minute Market (https://www.lastminutemarket. it/home). È uno strumento scientifico anche finalizzato ad approfondire e a fare informazione e comunicazione sulle cause dello spreco e sulla concreta controproposta di “policy” di comportamento utile per prevenirlo e ridurlo, dal cibo all’acqua all’energia, passando per farmaci, abbigliamento e molti altri beni di consumo.

Progetto Reduce 2018. Ridurre lo spreco di cibo è una delle sfide principaliaffrontate dall’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile attraverso l’Obiettivo 12 “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo”. In merito a ciò, traguardi ambiziosi sono stati fissati dall’ONU, tra questi l’attuazione di un quadro decennale di attività legate alla produzione e al consumo sostenibili, volto a ridurre, entro il 2030, le perdite alimentari lungo l’intera catena agroalimentare e soprattutto a dimezzare gli sprechi di cibo pro capite globali a livello di vendita al dettaglio e di consumo domestico. È proprio in quest’ambito che il progetto REDUCE, promosso dal MATTM, ha sviluppato le sue ricerche concentrando le attività sulle fasi finali della filiera agroalimentare italiana (distribuzione, mense scolastiche e consumo domestico). A marzo 2019 è stata approvata la metodologia ufficiale per la rilevazione dello spreco alimentare a livello Europeo, adottata dalla Commissione. I metodi utilizzati in questo progetto, volutamente selezionati  nel più ampio spettro delle metodologie di misurazione diretta, si sono rivelati pertinenti. Quindi, l’Italia ha ufficialmente una sua prima rilevazione coerente con la metodologia proposta dalla Commissione per le fasi di vendita al consumatore, ristorazione scolastica, spreco domestico e rifiuti urbani.

Spreco Zero. La campagna europea di sensibilizzazione “Spreco Zero” di Last Minute Market è nata nel 2010 ed è ancora oggi l’unica campagna di sensibilizzazione in Italia sul tema dello spreco alimentare. Promossa da Last Minute Market, realizzata in stretta partnership con il Ministero dell’Ambiente e i progetti Reduce e 60 Sei Zero, la campagna è diventata rapidamente movimento di pensiero ma anche strumento di lavoro concreto attraverso la Dichiarazione Congiunta firmata da uomini di scienza e di cultura, insieme a centinaia di cittadini, per individuare obiettivi e contenuti della Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 gennaio 2012, unico atto istituzionale europeo sul tema spreco. Questa campagna ha generato la Carta Spreco Zero sottoscritta da oltre 800 sindaci italiani delle metropoli (Roma, Milano, Firenze, Napoli, Bologna) e di tante altre amministrazioni grandi e piccole, la campagna di “Primo non Sprecare” (pranzi e cene realizzati con cibo di recupero dagli sprechi, cucinati da grandi chef) e del Premio Vivere a Spreco Zero per aziende, enti pubblici e grandi testimonial. La campagna ha inoltre sostenuto la convocazione degli Stati Generali dello Spreco in Italia, il 5 febbraio 2014: data di proclamazione della prima Giornata Nazionale di prevenzione dello Spreco, diventata appuntamento fondamentale per ragionare su questo tema.

Spreco Zero rappresenta quindi anche una raccolta di dati sugli sprechi e le abitudini degli italiani col cibo, che vengono spesso rese pubbliche in occasione delle date clou della “agenda annuale della sostenibilità” che include, fra le altre, la Giornata mondiale dell’Acqua (22 marzo), della Terra (22 aprile), dell’Ambiente (5 giugno), dell’Alimentazione (16 ottobre).

Progetto Recup nasce nel 2014 a Milano dall’idea di un gruppo di studentesse universitarie intenzionate a sensibilizzare la cittadinanza contro lo spreco alimentare, sviluppare azioni capaci di ridare dignità al recupero di cibo e contrastare l’esclusione sociale. Nel 2016 il gruppo si organizza in Associazione di Promozione Sociale che, attualmente, opera all’interno di alcuni mercati rionali nelle città di Milano e Melegnano. Recup è un progetto che promuove l’integrazione sociale e la cittadinanza attiva, ridà dignità al recupero del cibo, limita lo spreco alimentare, contribuisce a ridurre i rifiuti prodotti dai commercianti, sviluppa un proficuo dialogo sul valore del cibo e sul contrasto allo spreco in ogni sua fase: produzione, distribuzione organizzata, gestionee consumo domestico. L’iniziativa nella plastica si compone di azioni semplici: a fine mercato si recupera il cibo dai commercianti che liberamente decidono di donare i prodotti che altrimenti scarterebbero. Il cibo recuperato viene raggruppato in un punto di ritrovo, all’interno dello stesso mercato, dove i prodotti buoni vengono divisi da quelli effettivamente non più commestibili e ognuno è libero di prendere ciò che preferisce, nel rispetto delle altre persone e delle esigenze di tutti. All’attività sul campo si unisce quella di sensibilizzazione della cittadinanza nei confronti delle tematiche dello spreco alimentare, anche attraverso percorsi di educazione alimentare per i cittadini e per le scuole.

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