L’Europa chiede regole più rigide sul consumo e il riciclo, un ulteriore passo in avanti per il PE

L’Europa chiede regole più rigide sul consumo e il riciclo

Un ulteriore passo in avanti per il Parlamento Europeo che, dopo il piano sull’economia circolare, chiede norme maggiormente vincolanti

 

Il piano della Commissione europea sull’economia circolare presentato lo scorso marzo è ancora oggi sotto i riflettori e necessita tutt’ora di miglioramenti. A tal proposito, verso la fine dell’anno appena concluso, si è tenuto un dibattito nella Commissione parlamentare per l’ambiente (ENVI) che ha prodotto una relazione adottata il 27 gennaio 2021.

L’Europa è chiamata ad accelerare la transizione verso un modello di crescita rigenerativo in grado di restituire al pianeta più di quanto utilizza, il tutto mantenendo il consumo di risorse entro i limiti e quindi facendo il possibile per ridurre l’impronta dei consumi e raddoppiare la percentuale di utilizzo di materiali circolari, almeno per i prossimi 10 anni.

Questa transizione progressiva verso un sistema economico sostenibile è un elemento imprescindibile della nuova strategia industriale europea. Secondo uno studio recente, l’applicazione dei principi dell’economia circolare potrebbe aumentarne il PIL dello 0,5 % entro il 2030, creando circa 700 000 nuovi posti di lavoro in tutta Europa. Questo rappresenterebbe un vantaggio anche per le imprese manifatturiere che destinano in media circa il 40 % della spesa all’acquisto di materiali. Proprio per questo un modello a ciclo chiuso può incrementare la redditività, tutelando anche dalla variazione dei prezzi delle risorse.

Per quanto riguarda i cittadini, l’economia circolare fornirà prodotti di elevata qualità, funzionali, sicuri, efficienti e maggiormente accessibili, più duraturi in quanto pensati in ottica di riutilizzo.

Il presente piano approvato dalla Commissione mira inoltre a garantire un beneficio alle persone, alle regioni e alle città, contribuendo alla neutralità climatica e sfruttando appieno il potenziale della ricerca, dell’innovazione e della digitalizzazione.

Partendo proprio da questa solida base di obiettivi e propositi posti, ora sono i deputati del Parlamento Europeo a fare un passo in più e chiedere norme vincolanti sull’impronta ecologica dei prodotti.  

Il PE ha da poco approvato infatti una serie di raccomandazioni necessarie a raggiungere l’obiettivo di un’economia a zero emissioni, sostenibile e priva di sostanze tossiche, nonché del tutto circolare entro il 2050. La risoluzione è una risposta al piano della commissione sull’economia circolare.

Secondo i deputati, sono necessari obiettivi vincolanti e maggiormente stringenti per il 2030 sull’impronta ecologica dei materiali e dei consumi per l’intero ciclo di vita dei prodotti per ogni categoria immessa sul mercato dell’UE. Nel testo, si invita pertanto la Commissione a proporre normative specifiche per prodotto e/o per settore relativi al contenuto riciclato. Il testo è stato approvato con 574 voti favorevoli, 22 contrari e 95 astensioni. (https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20210122IPR96214/meps-call-for-binding-2030-targets-for-materials-use-and-consumption-footprint)

Inoltre, il Parlamento Europeo esorta la Commissione a presentare una nuova legislazione nel 2021 che estenda l’ambito di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile per includere i prodotti non legati all’energia. Ciò dovrebbe stabilire delle norme specifiche per prodotto, in modo che una volta immessi sul mercato europeo forniscano prestazioni, durabilità, riutilizzabilità, riparabilità, non tossicità, possibilità di miglioramento, riciclabilità, contenuto riciclato ed efficienza dal punto di vista energetico.

I deputati sottolineano che l’attuale economia “prendi-fai-smaltisci” deve essere trasformata in un procedimento circolare, basato su una serie di principi chiave come la prevenzione degli sprechi e la riduzione dell’uso di energia e risorse. I prodotti dovrebbero essere progettati in modo da ridurre i rifiuti, le sostanze nocive e l’inquinamento e proteggere la salute umana. È necessaria quindi una maggiore progettazione e analisi nella fase preliminare di pensiero del prodotto.
Durante il dibattito, i deputati hanno anche sottolineato che il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal sarà possibile solo se l’Europa implementerà un modello di economia circolare. Inoltre, la legislazione corrente sui rifiuti deve essere implementata in maniera più approfondita e sono necessarie ulteriori misure per settori e prodotti chiave quali il tessile, la plastica, l’imballaggio e l’elettronica.

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