L’esperienza sul campo di Unica Reti

 

Non sono poche le criticità che si possono registrare nella preparazione di un bando di gara e degli atti a esso collegati. Il contributo di Giancarlo Leoni, consulente di Unica Reti.

L’ultimo intervento al workshop di Bologna è toccato a Giancarlo Leoni, consulente di Unica Reti, società patrimoniale degli asset idrico e gas di 30 comuni della provincia di Forlì-Cesena, che ha parlato delle criticità registrate nella consulenza offerta da Unica Reti alle stazioni appaltanti del servizio di distribuzione del gas naturale, in particolare nella preparazione dei bandi di gara e degli atti che li corredano. Leoni ha presentato la sua esperienza di consulente di Unica Reti.

«Non ho alcuna pretesa di esaurire tutte le criticità riscontrabili nell’iter di preparazione di un bando di gara e di valutazione delle offerte, ma mi limito a individuare le più significative incontrate nell’attività di consulenza effettuata con Anci- Lombardia per alcuni ambiti, fra cui Milano 1, e in particolare per Unica Reti, società patrimoniale nominata stazione appaltante dell’ambito di Forlì-Cesena.

Trascuro volutamente il tema del rapporto Vir-Rab, in quanto la criticità è a tutti nota e si manifesta principalmente per i comuni proprietari, se intenzionati alla vendita, e per i gestori uscenti in caso di scostamento maggiore del 10%. Le criticità che abbiamo dovuto affrontare in questo percorso sono state di tre differenti categorie: la prima ha riguardato la definizione del piano di sviluppo come documento di indirizzo della stazione appaltante; la seconda ha interessato il mancato riconoscimento di corrispettivi economici nel caso di reti di proprietà pubblica; la terza la stesura del bando di gara e del contratto di servizio. Per quanto riguarda la prima criticità mi riferisco alle difficoltà nella valutazione delle condizioni minime di sviluppo, all’insufficienza degli elementi programmatici di sviluppo e dei dati sullo stato dell’impianto forniti dai Comuni, infine nella carenza delle informazioni. Per quanto riguarda il secondo tipo di criticità abbiamo riscontrato come la quota ammortamento sui beni di proprietà pubblica, con particolare riferimento ai beni delle società patrimoniali, non è riconosciuta al soggetto proprietario e che i Comuni che hanno conferito le reti alla propria società patrimoniale non hanno diritto al corrispettivo in base all’articolo 8, comma 4, del decreto ministeriale 226 del 2011.

Per la terza e ultima delle categorie di criticità riscontrate abbiamo registrato la necessità di proporre modifiche al contratto di servizio, specie in relazione alle condizioni di manutenzione e di riconsegna degli impianti al termine della concessione, e la difficoltà di interpretazione degli allegati del bando in relazione ai criteri di assegnazione dei punteggi di gara».

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