Le “nuove” piazze di Milano. Il PGT del Comune punta sulla naturale funzione aggregatrice

Le “nuove” piazze di Milano con una funzione sempre più aggreditrice

Nuovi luoghi di incontro, aree pedonali, aree gioco e spazi per eventi che arricchiranno le piazze, oggi di nome ma non di fatto: nuove sedute, piante e spazi per le biciclette, attraversamenti più sicuri e meno traffico, negozi più accessibili e un nuovo volto alle piazze. È quanto aspetta Milano nel prossimo futuro. 

 

di Emanuela Bregni

 

“Milano è una città di piazze e stiamo investendo molto per migliorarle, rappresentano uno dei simboli del cambiamento della nostra città nell’ultimo decennio”. L’Assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran, non nasconde il suo obiettivo in ambito trasformazione, per una città che ci ha abituati a cambiare volto di continuo, individuando, dopo il successo di Gae Aulenti, Cordusio e Darsena, proprio nelle piazza l’elemento cardine per il cambiamento urbanistico della strategia Milano2030. Secondo il progetto del Comune ci sarebbero in cantiere oltre 88 piazze in corso di studio allo scopo di ripristinare alla propria naturale funzione aggregatrice, ciò che ora in alcuni casi non è altro che un mero luogo di transito.

Di progetti in alcuni casi si parla da anni, con la campagna di idee 2019 rivolta a progettisti e non, promossa per dare un nuovo volto a Piazzale Loreto, il rinnovo dell’attuale parcheggio in piazza Sant’Agostino e Piazza Luigi di Savoia davanti alla Stazione Centrale, vera vetrina per chi accede in città. Trasformazioni che non si limiterebbero però solo ai principali crocevia lungo l’asse storico della metropoli; sono ben 7 infatti le aree di sviluppo con cui Milano partecipa alla seconda edizione del concorso Reinventing Cities, il bando internazionale promosso da C40 che prevede la rivalutazione di siti dismessi o degradati da destinarsi a progetti di rigenerazione ambientale e urbana, secondo un piano resiliente e a emissioni zero. Un lavoro di studio per la futura urbanistica di Milano, in linea con il Piano di Governo del Territorio approvato a fine 2020 e che si va a sommare ad altri progetti di ridisegno urbano ideati dal Comune, primo fra tutti il Piazze Aperte riconfermato ad ottobre con i progetti di urbanismo tattico realizzati presso Piazza Tito Minniti e Piazzale Loreto e l’ufficialità della proroga, fino al 30 giugno, delle sperimentazioni in piazza Angilberto e Dergano.

Un’operazione quella promossa nel PGT del Comune che ha lo scopo chiaro di catalizzare  gli investimenti per valorizzare le infrastrutture esistenti e innescare la rigenerazione urbana. Soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria che ha svuotato la città, occorre incentrare la densità urbana in prossimità delle linee metropolitane, attraverso l’incremento dell’offerta di edilizia residenziale accessibile, rigenerando al contempo il territorio con interventi di elevata qualità ambientale, restituendo questi spazi ai cittadini che potranno con attività, incontri o anche solo vivendo l’area, tornare a dare un senso compiuto al termine piazza come luogo di relazioni del quartiere. Non a caso le 7 aree su cui nei prossimi mesi la commissione si pronuncerà – Monti Sabini, Crescenzago, Nodo Bovisa, Piazzale Loreto, Scalo Lambrate, l’area dell’ex macello e vicine palazzine liberty, – sono tutte accumunate da una posizione di snodo ed un’elevata accessibilità alla città.

Fra tutti i progetti, i cui obiettivi è possibile approfondire sul sito del concorso (https://www.c40reinventingcities.org/en/professionals/sites-in-competition/filter-milan/) massima attenzione è rivolta in particolar modo a Piazzale Loreto del cui rinnovo urbanistico si discute da numerose amministrazioni. L’area, vero e proprio crocevia per la zona est della città, non riesce da anni a trovare la propria identità, limitata ad una funzione di spartitraffico fra il centro e la periferia che ne impedisce la fruizione ai cittadini. Per questi motivi, la strategia Milano2030 individua nel perimetro di Loreto una piazza cerniera capace di connettere l’asse commerciale di Corso Buenos Aires, appena rinnovato, ai quartieri più esterni di viale Monza, e Lambrate, oltre al polo universitario di Piola e alla Stazione Centrale. Per il riassetto urbanistico della piazza si prospetta una vocazione di uffici, negozi e aree vivibili, così da renderlo un punto nevralgico per gli abitanti dei quartieri limitrofi e meno. A questo non possono non unirsi, proprio per le attenzioni che il Comune sta dimostrando nei confronti delle nuove mobilità, degli investimenti in termini di sostenibilità con una riorganizzazione in continuità con quanto già avviato in Corso Buenos Aires. 

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