La rivoluzione aeroporto per un ponte tra nord Europa e Mediterraneo. Giovanni Scalia, Aeroporto Falcone Borsellino

La rivoluzione aeroporto per un ponte tra nord Europa e Mediterraneo

Dialogo con Giovanni Scalia, CEO Aeroporto Internazionale Falcone Borsellino

Di Emanuele Martinelli e Martina Ginasi

 

Nei prossimi anni Palermo vedrà il suo aeroporto completamente rivoluzionato. Un asset fondamentale per lo sviluppo non solo della regione ma dell’intero Mediterraneo; andando così a rispondere alle strategie di dialogo e sviluppo che dal nord Europa hanno l’obiettivo di tracciare nuove rotte – non solo geografiche ma culturali ed economiche – con i paesi africani. Ne abbiamo parlato durante la Digital Business Week con Giovanni Scalia, CEO dell’Aeroporto Falcone Borsellino.

“Il momento storico che stiamo vivendo è estremamente complesso; sono mesi travagliati, l’aeroporto della nostra città si è trovato durante il lockdown a gestire flussi di passeggeri da 30-35mila a 300 al giorno. La domanda sul futuro è quindi quanto mai attuale, con due macro possibilità che si prospettano al management: rimanere fermi ed attendere inermi l’evoluzione di questa situazione; oppure, ed è stata la scelta operata dall’aeroporto di Palermo, reagire pianificando. L’impatto economico che questa infrastruttura ha sul territorio fa si che non ci si possa permettere una strategia attendista. Il capitale generato dall’aeroporto, che muove circa 7 milioni di passeggeri all’anno, è di circa 3 miliardi e mezzo di euro; una cifra molto importante che rappresenta anche una responsabilità per chi è preposto alla sua gestione.”

Pochi giorni prima del lockdown era stato licenziato il piano strategico 2020-2023 che prevedeva lo stanziamento di importanti investimenti; ora, ovviamente, tutti da rivedere pur senza allontanarsi troppo dalle linee guida con cui era stato concepito. Programma di sviluppo frutto del gravoso lavoro svolto negli ultimi anni. “L’aeroporto di Palermo – continua Scalia – nel 2012-2013 era periferico rispetto al sistema europeo, ma già a fine 2019 era diventato uno degli scali principali in termini di crescita tra gli aeroporti regionali. Ha avuto un incremento esponenziale, è stato uno dei 6 aeroporti a registrare l’evoluzione maggiore in Europa negli ultimi anni, aumentando dunque la sua attrattività anche a livello internazionale. Il 20 maggio 2020 era infatti prevista l’inaugurazione del volo diretto Palermo-New York e per maggio 2021 sarebbe in programma una rotta di collegamento diretta con il Medio-Oriente e Istanbul. Pre-Covid erano state dunque pianificate 112 rotte per l’estate; tenendo conto che 5-6 anni fa le tratte erano 40, si buon ben capire quanto radicale sia stata l’evoluzione di volumi e connessioni, passando da un indice di connettività (la quantità di paesi europei raggiungibili con voli diretti entro le 4 ore) dal 25% al 70%. Abbiamo raggiunto un primo obiettivo enorme, quello di diventare un riferimento per il territorio con un’infrastruttura di attrattività commerciale solida, punto fondamentale su cui costruire il futuro”.

Un futuro che prevede in primis di riprendere il più celermente possibile i volumi pre-Covid; nel frattempo un tempo utile per fare chiarezza sul tipo di indirizzo da dare all’aeroporto palermitano. La connettività e il volume dei passeggeri sono aumentati notevolmente in questi ultimi anni, passando da 300mila a 2milioni di presenze straniere, registrando uno sviluppo economico che si può ben fotografare nel passaggio da 10 milioni di euro di perdite ai 7 milioni di utili oggi in bilancio.

“L’obiettivo per il prossimo quadriennio – prosegue Scalia – è di costruire un’infrastruttura che rappresenti un’eccellenza anche dal punto di vista dei servizi, e l’innovazione tecnologica e di processo deve diventare il cardine dello sviluppo. Rispetto agli scali europei l’aeroporto ha già fatto un passo enorme; non è più infatti solo il luogo di passaggio dove imbarcarsi sui voli ma un punto dove ci si occupa del benessere del passeggero a 360°. Da un lato abbiamo quindi l’efficienza dei processi e la velocità di risposta ai bisogni, che è quello su cui abbiamo investito negli ultimi anni; dall’altro, e qui il salto di qualità che ci aspetta, vogliamo far vivere al passeggero un’esperienza quanto più piacevole possibile. Il nostro aeroporto è uno dei pochi costruito di fronte al mare, un valore aggiunto che in pochi hanno e che va quindi valorizzato. Il piano d’investimenti concordato con Enac a febbraio 2020 prevede una cifra che oscilla tra i 70 e gli 85 milioni di euro, da utilizzare con una prospettiva di sviluppo globale dell’aeroporto. Il primo intervento che ne cambierà integralmente il volto è il rifacimento del Terminal; 40 milioni di euro sono destinati a questa ristrutturazione che stravolgerà l’attuale volto, con la creazione di spazi molto più ampi, vetrate e ristoranti vista e sul mare.”

Non va inoltre sottovalutato che da qualche anno a questa parte l’aeroporto palermitano è diventato attrattivo per compagnie low-cost ma pure per quelle di lusso, ospitando quindi target molto variegati.

“Un grande valore che apre una necessità di adeguamento non solo della ristorazione ma dei servizi in genere, costringendo lo scalo ad un’offerta sempre più ampia e adeguata al nuovo status; Palermo sta diventando molto attrattiva per un turismo di altissima fascia, come testimoniano per esempio gli investimenti di Rocco Forte Hotels nella nostra città. Con ospiti che volano su voli di linea ma pure su aeromobili privati, che necessitano di servizi e spazi confortevoli e all’altezza delle aspettative; presupponendo quindi un salto di qualità complessivo, delle strutture e delle risorse umane.

L’aumento di spazi previsto a fronte del rifacimento del Terminal, renderà l’aeroporto molto più modulare; il numero di negozi e ristoranti verrà raddoppiato, aumenteranno i percorsi di security che a oggi sono piuttosto dispersivi. Anche il duty free verrà migliorato, nonostante già ora rientri tra i 20 più importanti al mondo. Un restyling che possiamo dire sarà alla base di ogni operazione successiva.”

Importante per il progetto del nuovo aeroporto l’operazione di sistema con cui si interverrà sul territorio, un approccio caro a Scalia. “Certamente, seguiranno al Terminal una serie di interventi che andranno a valorizzare sempre più il mare, l’intera area, con una rigenerazione e riqualificazione che valorizzerà il paesaggio circostante. Il progetto, inserito tra gli stanziamenti legati al recovery fund, è stato pensato per creare aree relax all’aperto, bar e ristoranti sul mare collegati direttamente all’aeroporto attraverso un ponte, che sono certo diverrà uno degli elementi caratterizzanti della città.”

Non solo turismo ma anche commercio, oggi uno dei punti deboli della struttura aeroportuale.

“È vero – conclude Scalia – uno dei sistemi in cui l’aeroporto di Palermo è piuttosto carente è il cargo, che occupa infatti la 26ma posizione in classifica su 30 aeroporti italiani. La volontà è di creare un’infrastruttura che renda questo scalo anche un centro aggregatore per il cargo appunto; ma sarà importante in questo senso dialogare e fare rete con le forze produttive del territorio perché il progetto possa davvero rappresentare un driver di sviluppo economico per l’intera regione. Un ulteriore passo in avanti verrà fatto in ambito ambientale ed energetico; non dimentichiamo infatti l’accordo siglato un anno fa Cipro che prevede il raggiungimento di quota zero emissioni entro il 2050; l’aeroporto di Palermo si candida con convinzione a vincere questa sfida. Proprio per questo stiamo cercando di eliminare dispersioni inutili attraverso interventi programmati e con l’utilizzo delle migliori tecnologie. Ovviamente la sfida è aperta alle imprese che vorranno investire sul territorio e sull’aeroporto in particolare; che dovrà mirare a raggiungere l’eccellenza sotto ogni punto di vista, contribuendo concretamente allo sviluppo della città per portarla a diventare una delle prime Smart City italiane.”

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