Sfida digitale con dimensione internazionale. Patrizia Di Dio, Confcommercio Palermo

Imprese palermitane: la sfida digitale per una dimensione internazionale

Intervista a Patrizia Di Dio, Presidente Confcommercio Palermo

di Martina Ginasi

 

La prima giornata della Digital Business Week palermitana ha ospitato l’intervento di Patrizia Di Dio, Presidente di Confcommercio Palermo, importante imprenditrice del settore moda, talento contagioso per approfondire temi come quelli della digitalizzazione delle connessioni, umane prima che delle reti fisiche e infrastrutturali.

“Solo pochi mesi fa – ha affermato nella sua introduzione – lo scenario in cui ci trovavamo era molto differente; vivevamo un’epoca dove il digitale rappresentava principalmente una scommessa, pur se a vari livelli era chiaro che il cambiamento in quella direzione sarebbe stato inevitabile, per connettere nuovi link tra persone, imprese e città. La situazione che stiamo ora affrontando è totalmente diversa; lo stato di emergenza causato dal Covid ha radicalmente trasformato il modo di guardare, ma soprattutto di vivere, la realtà quotidiana. Durante il periodo di lockdown la digitalizzazione è passata dall’esser concepita come una scelta a un obbligo; molte aziende hanno realmente compreso la necessità di una trasformazione solo a causa dell’emergenza, vedendola quindi come una conseguenza diretta del Coronavirus.”

La difficoltà primaria è stata quindi comprendere a fondo il significato reale del termine, in particolar modo legandolo alle imprese. “Certamente – ha continuato la Presidente – cosa significa davvero digitalizzare? Perché è utile a prescindere dall’emergenza sanitaria? A seguito di questo “trauma” il digitale è entrato prepotentemente nella vita di ciascuno, abbiamo acquisito consapevolezza a fronte di reali necessità, siamo stati costretti ad avvicinarci alle cose e alle persone molto più velocemente di quanto avessimo previsto. Abbiamo sia cristallizzato che velocizzato i rapporti, trasformando le criticità in occasioni. La Digital Business Week ci consente oggi di essere al posto giusto nel momento giusto, aprendo la discussione tra imprese, stakeholder e favorendo il confronto e le relazioni secondo logiche inusuali ma del tutto necessarie, perché più dirette e meno intermediate.”

Di fronte a tale necessità di adattamento a cui siamo stati sottoposti in modo repentino, è proprio Patrizia Di Dio a sottolineare l’importanza di non perdere di vista alcuni elementi fondamentali. “Il lockdown ci ha insegnato che parlare di innovazione è fondamentale e gli imprenditori devono farsi portavoce di questa evoluzione senza mai perdere di vista i valori sociali. Questo cambiamento passa infatti anche da una sorta di umanesimo digitale, dove digitalizzarsi non significa perdere umanità e prossimità, ma trasformare i servizi cogliendo nuovi aspetti e dinamiche del proprio core business. Noi miriamo, e ci auspichiamo sia possibile, a una digitalizzazione di supporto a quelle attività che si basano su processi di reale innovazione, utili a imprese caratterizzate da procedimenti volti a supportare la propria competitività sia in campo nazionale che internazionale. Vogliamo essere d’aiuto alle aziende per avviare processi di digitalizzazione che le consentano di travalicare la propria realtà dimensionale. Digitale quindi che in nessun caso può esser percepito come una minaccia, visione propria soprattutto di piccoli commercianti che si sentono tagliati fuori da questo processo, intimoriti da strumenti che potrebbero penalizzarli, valorizzando per esempio sistemi di vendita online e non fisica. Ma digitale inteso come possibilità, nuova mentalità e cultura. I giorni trascorsi in lockdown ci hanno insegnato che la comunità non può sopravvivere senza una vita sociale, basandosi solo su un’esperienza digitale la nostra società non funziona. Quando i cittadini si sono ritrovati privati della socialità si sono sentiti persi. La risposta quindi alla domanda se esisterà ancora un commercio fisico è assolutamente si; il commercio e le attività di servizi, oltre ai classici strumenti di marketing, vanno instradati per poter elevare il livello competitivo. Per questo parliamo di umanesimo digitale, connubio tra relazioni dirette e favorite dalla rete.

Ma per poter iniziare realmente questo processo è necessario mettere al centro quel femminino che è parte di ogni società, in grado di creare connessioni e metterci in relazione tra noi, senza lasciare che il lato digitale prenda il sopravvento. Oggi il marketing che punta sulla sostenibilità e la cura del cliente è un plus, il rispetto del territorio in cui si opera, i valori ben saldi, non sono utili solo per la comunità nella quale viviamo ma anche per creare competitività tra aziende all’interno di uno stesso territorio”.

La Digital Business Week ha dimostrato quanto gli imprenditori palermitani abbiano spirito e voglia di costruire insieme, desiderio di connettersi con concretezza, di realizzare in tempi rapidi quello che finora sono rimasti progetti, idee e visioni.

“Per fare questo, l’esperienza che Confcommercio mette a disposizione degli associati dal 2017” -continua la Presidente Di Dio- “è fornire tutti gli strumenti di cui un’impresa necessita nel momento in cui decide di intraprendere un percorso di digitalizzazione, favorendo la connessione tra i vari soggetti. Più che mai è il momento di lavorare e accompagnare le singole aziende attraverso analisi dettagliate dei bisogni costruendo per ognuna un percorso ad hoc, ed è questa la mission che ci siamo dati. La volontà della città di Palermo è quella di sentirsi parte fondamentale della comunità, facendo acquisire alla digitalizzazione e alla connessione tra imprese cittadine un ulteriore significato di innovazione e sostenibilità lanciando una sfida che deve aprire non solo al territorio nazionale ma che deve avere ambizioni di internazionalizzazione spinta.”

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