Rivalutare il ruolo del pubblico. Intervista a Vito Penta, Sindaco Dresano

Rivalutare il ruolo del pubblico

Abbiamo intervistato Vito Penta, sindaco di Dresano, comune di circa 3000 abitanti nel Sud-Est di Milano. Straordinaria la risposta all’emergenza della gente, dei ragazzi

di Martina Ginasi

 

Partirei da una riflessione sulle misure adottate dalla rete di Sindaci del Sud Est Milano per sostenere i cittadini e le imprese in un momento storico così complesso.

Dallo scorso 22 Febbraio siamo immersi nella gestione della crisi sotto ogni punto di vista. Le tante attività che si sono dovute svolgere, in parte assegnateci da disposizione normative e ordinanze e in parte dalla necessità di affrontare in modo adeguato i bisogni e le criticità della nostra comunità, ci hanno imposto un’attività univoca in questo periodo, senza spazio per altro. Inoltre, nelle ultime settimane, a seguito della decisione del Governo di stanziare risorse a favore di chi è economicamente colpito da questa emergenza, il Comune si è trovato a dover gestire in tempi molto stretti l’organizzazione delle modalità di distribuzione di queste ultime; un lavoro decisamente impegnativo e oneroso. Non solo, ma anche la ripetuta distribuzione delle mascherine, acquistate dal comune o inviate da Regione Lombardia ha richiesto un notevole sforzo, soprattutto a livello di personale e di tempistiche.

Nel tempo la criticità si sta riducendo e stiamo tornando a una situazione il più simile possibile alla normalità; potremo a breve, mi auguro, quantomeno iniziare riprogettare il dopo. Riprendere a lavorare sugli obiettivi che ci si era prefissati, dedicarsi ad attività che erano programmate per il territorio e soprattutto riprendere i servizi di manutenzione.

 

In particolare, c’è un progetto che eravate in procinto di realizzare?

Penso ad esempio ad un particolare progetto attualmente sospeso a causa dell’emergenza sanitaria. Si era partiti con l’idea di procedere con l’efficientamento energetico di asset comunali, alla fine dello scorso anno sono state svolte due diverse gare ma ora è tutto bloccato. L’obiettivo a breve termine è per lo meno completare il processo di sostituzione delle lampade per l’illuminazione pubblica e per gli edifici.

Per quanto riguarda le scuole la situazione è piuttosto complessa, non sono ancora in grado di dire se potremo procedere con interventi di manutenzione straordinaria.

 

Con la speranza di una lenta ripresa a breve, ora ci troviamo di fronte a scenari in continua evoluzione, non solo in merito all’evoluzione del Coronavirus, ma anche ad esempio ai mutamenti climatici o ai cambiamenti demografici che potremmo registrare nei prossimi anni.

Questa esperienza potrebbe aiutare a ridurre una serie di vincoli e rallentamenti burocratici, da sempre una delle criticità maggiori per un comune. Ci ha fatto comunque capire che, seppur in una situazione di emergenza, cambiare è possibile, sempre rispettando tutti le regole di trasparenza ed efficienza imposti. Qualcosa si può sicuramente migliorare da questa punto vista. Credo che quello che di positivo potremmo trarre da questa esperienza è un ragionamento sullo stato sociale, ossia come si possa migliorare e come si possa realmente comprendere le necessità dei cittadini. Non solo, penso diventerà fondamentale procedere con un nuovo ragionamento sulla sanità locale che, per quanto si sia dimostrata estremamente efficiente soprattutto grazie alle professionalità e alle capacità delle risorse umane, meriterebbe una riflessione e un aggiustamento complessivo, partendo proprio dalla base di questa esperienza e degli errori commessi in passato, senza polemica alcuna nei confronti di nessuno.

 

Il valore del pubblico sta emergendo in maniera preponderante, cosa ne pensa?

Certo, specialmente nell’ambito socio-sanitario. In Lombardia soprattutto, uno dei maggiori temi su cui da sempre cerchiamo di attirare l’attenzione, è la separazione tra ambito socio-sanitario e ambito socio-assistenziale. A mio parere, come già accade in altre regioni con risultati nettamente migliori, questi due settori dovrebbero procedere su binari paralleli. Non solo, anche il tema della gestione sanitaria sul territorio meriterebbe maggiore attenzione; nei giorni scorsi quasi la totalità dei medici di base era disorientata e non aveva ricevuto indicazioni chiare su come comportarsi di fronte a questa emergenza.

È assolutamente fondamentale ripensare al rapporto tra costi e benefici, non solo nell’ambito sanitario ma allargando decisamente il confine. Basti pensare che oggi siamo totalmente dipendenti da altri stati per beni di prima necessità come ad esempio le mascherine, dipendenza che ad oggi risulta estremamente difficile da gestire.

Proprio cercando di andare in questa direzione abbiamo attivato una collaborazione molto stretta con i comuni dell’area SEM, cercando di condividere le attività intraprese nei vari territori su più tematiche, dalla comunicazione al sociale. La collaborazione è forte, indipendentemente dalla provenienza politica delle parti e questo rimarrà come legame forte anche nel futuro, anche in ottica di sviluppo del progetto Smart Land.

 

È stato istituito come reti di comuni supportata a livello volontaristico da una società privata, uno sportello di supporto alle imprese tramite; un altro piccolo ma concreto segnale di resilienza e di attenzione alle criticità.

Nella gestione dell’emergenza, i problemi delle aziende presenti sul territorio non sono state messe in secondo piano. La proposta che ci è arrivata riguardante uno strumento di sostegno innovativo alle imprese ha richiamato la nostra attenzione; e si è trasformato in un’occasione per le imprese che saranno in grado di utilizzarlo nel pieno delle sue potenzialità. Va sicuramente pubblicizzato meglio, cercando di catturare l’attenzione dei nostri cittadini che ora è inevitabilmente orientata alle comunicazioni riguardanti l’emergenza sanitaria.

 

Ad uno sguardo generale credo ci sia stata un’ottima risposta sul territorio da parte delle associazioni, può questo aver creato un nuovo senso di appartenenza al Comune?

Non saprei dire se è stato creato nuovamente o se semplicemente sia riemerso un senso di appartenenza dopo un periodo di assopimento. Sicuramente ha molto contribuito il nostro impegno nel chiedere aiuto ai volontari, anche per azioni banali come per esempio la distribuzione delle mascherine. Le associazioni attingono ad un mondo di ragazzi e ragazze che si sono messi in gioco senza problemi e senza secondi fini. Noi siamo un piccolo comune ed abbiamo ricevuto una risposta davvero importante. Uno degli aspetti positivi di questa situazione è sicuramente la riscoperta dei valori di umanità e sensibilità che sembravano persi. Se si consolida il senso di appartenenza, si consolida anche una rete solidale tra le persone. Questi sono elementi per me fondamentali, specialmente in un piccolo comune come il nostro.

Print Friendly, PDF & Email