Innovare vuol dire guardare oltre. Intervista a Flavio Codeluppi, Netribe Group

Innovare vuol dire guardare oltre, dove non tutti riescono a vedere

Senza dubbio questo periodo di emergenza ci ha fatto capire come sia possibile operare anche in una logica smart, rivalutando le modalità da remoto, a garanzia di un servizio più rapido e di una più efficace ottimizzazione interna delle risorse. Tuttavia, secondo Flavio Codeluppi, Presidente Netribe Group, intervistato da Energia Media, il processo di innovazione era già stato avviato in precedenza grazie all’efficace azione normativa di Arera, particolarmente attenta al miglioramento della qualità dei servizi offerti dai gestori non solo idrici ma anche energetici

 

di Mauro Bozzola e Martina Ginasi

 

Ing Codeluppi questo 2020 è stato un anno davvero “complicato”. Quali sono state le ricadute sul vostro Gruppo? Ci sono state conseguenze anche nel rapporto col vostro mercato di riferimento: le Utilities?

L’impatto dell’emergenza Covid è stato molto forte sia sul settore idrico ma anche su quello industriale. Quest’ultimo a livello aziendale ha subito un notevole rallentamento, dovuto principalmente alla mancanza di interlocutori. Per il 2020 pensiamo comunque di raggiungere un consolidamento dei risultati in linea con quelli del 2019.

 

Si dice che questa crisi abbia velocizzato alcuni processi, spingendo l’acceleratore nel campo della digitalizzazione, è vero e ci sono segnali concreti o è pura retorica?

Io credo che questa spinta innovativa fosse già stata avviata in precedenza grazie all’azione normativa di Arera, particolarmente attenta al miglioramento della qualità industriale dei gestori non solo idrici ma anche energetici. Senz’altro chi ha avuto la possibilità di cogliere l’opportunità di innovare lo ha fatto o lo sta facendo, se pur con velocità differenti a seconda delle aree del Paese.

In questo ambito comunque il supporto che il Governo potrà dare con incentivi che vanno nella direzione di ricerca, sviluppo e innovazione potrebbe sostenere questo cambio di passo, ma risultano indispensabili interventi concreti.

 

Quali sono i servizi che offrite?

Vi sono alcuni punti cardine della nostra offerta di servizi: l’emergenza che stiamo vivendo ha fatto capire agli operatori che è possibile interagire con i propri utenti in una logica smart, implementando i servizi via web rispetto ad una relazione che in precedenza si sviluppava quasi esclusivamente attorno allo sportello fisico e in presenza nella sede del cliente. Le modalità da remoto sono state parecchio rivalutate, riuscendo a garantire un servizio più rapido e l’ottimizzazione interna delle risorse. Anche per quanto riguarda la componente contrattuale, grazie a strumenti che ci permettono di avere una forte interazione multicanale, sono stati fatti notevoli progressi e Netribe ha messo in campo in questo ambito una vasta gamma di app specifiche.

Un secondo aspetto è collegato alle delibere riguardanti la qualità tecnica, delibere che oggi in buona parte stanno producendo effetti concreti: un servizio per il cliente (ad esempio la capacità di gestire gli appuntamenti per la lettura), piuttosto che la capacità di efficientare i propri apparecchi attraverso la loro modernizzazione o adottando tecniche di simulazione e predittive. Una componente questa che si dota anche di strumenti di intelligenza artificiale e che presenta vantaggi competitivi sul mercato in quanto consente di offrire risposte più puntuali alla propria clientela, su queste tematiche abbiamo avviato con i nostri clienti numerosi progetti.

Non ultimo, vorrei richiamare il tema della gestione del credito che Arera, attraverso una propria delibera, ha voluto normare lo scorso anno; in tal senso abbiamo realizzato una specifica soluzione che permette di affrontare questo argomento così delicato e di forte impatto. Oggi i nostri clienti possono confidare su uno strumento che presidia i flussi di cassa e consente di anticipare e prevedere le disponibilità finanziarie, ad esempio, per fare investimenti o migliorare il servizio e la qualità del prodotto erogato.

 

Non solo fornitori quindi ma anche consulenti per le utility, per offrire strumenti utili a compiere analisi sugli investimenti. Il data managment cambia il ruolo di Netribe Group e al tempo stesso vi costringe ad acquisire competenze finora non richieste

La nostra mission contiene senz’altro la parola innovazione, ma essere innovativi vuol dire avere una visione, cercare di guardare oltre, dove non tutti riescono a vedere. La nostra suite si compone di tanti moduli e App.

La competenza verticale è sicuramente un elemento che premia ma sappiamo che sono possibili anche altre visioni, attraenti ma molto complesse. Diventare consulenti significa non solo affiancare e comprendere bene le esigenze dei clienti per individuare le soluzioni opportune anche in base al processo a cui l’utente è legato spesso da diversi anni, ma anche spiegare agli stessi clienti come il nostro software può interagire per dare il meglio, nel rispetto delle norme, in base ai processi di performance aziendale.

 

A quali mercati vi rivolgete?

Quello relativo al settore idrico è il mercato che abbiamo maggiormente sviluppato e le opportunità in questo campo si riscontrano sia a livello nazionale che internazionale. Oggi siamo player e competitor di buon livello anche in ambito energetico, sia per quanto riguarda la vendita che la distribuzione, ma anche nel settore relativo a quelle aziende di pubblica utilità legate al mondo dell’igiene ambientale. Insomma, copriamo il mondo delle utility a 360°.

 

Quanto è importante l’innovazione in questo momento, anche come risposta ai bisogni che manifestano i clienti?

Il tema dell’innovazione come dicevo prima è per noi fondamentale, non solo nei confronti del cliente ma anche a livello organizzativo aziendale. La nostra società destina il 15% del proprio budget ad attività di ricerca e sviluppo, alla formazione e a nuovi modelli e nuove tecnologie presenti sul mercato.

E questa strategia ci pare funzioni dato che in questi ultimi cinque anni abbiamo raddoppiato il fatturato del Gruppo e il numero dei dipendenti.

 

Avete un live motive che guida l’evoluzione funzionale delle vostre soluzioni?

Posso dire che la visione integrata che si evince nella SUITE GRIDWAY possa esserne l’espressione. Una piattaforma flessibile in grado di verticalizzare in profondità la risposta funzionale ma che nel contempo lascia anche spazi di sensibilità orizzontale è molto apprezzata. Questa flessibilità rappresenta un aspetto importante nei nostri prodotti e in genere non si trova in altri software caratterizzati da numerose funzionalità che ne ostacolano la visione complessiva.

 

Cosa si può chiedere al regolatore per far fare un ulteriore salto al mercato?

Differenzierei per tipologia di settore. Se parliamo del settore idrico credo che l’aspetto legato alla qualità tecnica sia un punto fondamentale. Arera ha avviato un processo di cambiamento, innovazione e tutela del consumatore con alcune norme che rispettano e soddisfano un percorso che va completato per arrivare al giusto standard qualitativo sia dal punto di vista tecnico che di gestione del credito. Per quanto riguarda l’ambito energia, gas e distribuzione è stato fatto tanto mentre sulla parte di distribuzione qualcosa può essere migliorato soprattutto sul tema della qualità tecnica erogata all’utenza. Per quanto concerne il settore ambientale, invece, ci si attende l’introduzione di norme rivoluzionarie da parte di Arera che in tale ambito non è ancora intervenuta.

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