In Italia aumenta il numero di famiglie che si trovano in condizione di povertà energetica; i dati di ARERA per il II trimestre 2021 segnano un aumento di costi dell’energia

In Italia aumenta il numero di famiglie che si trovano in condizione di povertà energetica; i dati di ARERA per il II trimestre 2021 segnano un aumento di costi dell’energia

 

Il superamento della povertà energetica rientra, da quasi vent’anni, tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite; queste ultime hanno incluso l’accesso universale alle energie rinnovabili nei traguardi da raggiungere entro il 2030.

La povertà energetica è un tema essenziale ed una sfida da superare per garantire uno sviluppo economico e sociale equilibrato. Un punto fondamentale in quanto si incastra con altre tematiche e criticità di vitale importanza quali i cambiamenti climatici dovuti al global warming, l’ammodernamento e l’innovazione dei sistemi energetici e la loro disponibilità nelle aree geografiche più povere. Poiché l’energia non è in sé un fine, ma un mezzo attraverso cui le comunità possono crescere economicamente ed avere accesso a educazione ed informazione, la mappa della povertà energetica rispecchia fedelmente le zone in cui non si parla di povertà solo a livello energetico, una comunità che non ha accesso ai servizi di base infatti, come acqua ed energia elettrica, si vede precluse gran parte delle possibilità di sviluppo anche in altri ambiti, come l’ammodernamento urbano o i trasporti.

Se nei Paesi in via di sviluppo 1 miliardo di persone non ha difficoltà a raggiungere una rete elettrica, la povertà energetica in Italia e nei Paesi dall’economia più avanzata è relativa al costo dell’energia stessa e alla difficoltà riscontrate dalle famiglie nel procurarsi la quantità minima ed indispensabile di servizi ad essa collegati.

È proprio di questi giorni l’aggiornamento delle tariffe di energia elettrica e gas per il II trimestre 2021, pubblicato da ARERA, che mostra un incremento di costo del 3,9% per il gas e del 3,8% per l’elettricità, dettata dalla crescita delle quotazioni delle materie prime.

Nonostante il bonus per le famiglie in difficoltà economica, in una fase delicata come quella in cui ci troviamo e tenendo in considerazione l’aumento di persone che vivono in tale condizione, i costi di gas e luce diventano proibitivi per un numero sempre maggiore di italiani.

Secondo i dati raccolti per il Rapporto annuale dell’Osservatorio italiano sulla Povertà energetica (OIPE) ed elaborati da ENEA, il fenomeno è in lieve crescita dal 2016: l’8,8% degli Italiani vive in una situazione di povertà energetica, con un incremento dello 0,1% annuo fra il 2016 e il 2018 (equivalente a circa 40.000 famiglie in più ogni anno). Una crescita “lieve” in percentuale, ma comunque preoccupante per quanto riguarda il dato assoluto, soprattutto a fronte dell’impegno dell’ONU ad eliminare il fenomeno entro dieci anni.

La mappa tracciata nel Rapporto sulla Povertà Energetica indica le regioni del Sud come le principali protagoniste del fenomeno. Gli abitanti del Meridione sono esposti ad un maggior rischio, nel 2018 il dato per Campania, Calabria e Sicilia oscillava fra il 13% e il 22% della popolazione, piuttosto distante dall’8,8% di media nazionale. Anche l’ampiezza del nucleo familiare è associato ad un pericolo maggiore, il dato sull’intero territorio nazionale mostra come le famiglie numerose in condizioni di povertà energetica siano più del doppio rispetto ai nuclei composti da un solo componente e circa il 4% in più rispetto a quelli formati da due. Le famiglie più colpite sono generalmente quelle in cui il capofamiglia è under 35, a prescindere dal sesso: la povertà energetica tra le famiglie “giovani” è infatti quasi dell’11%.
Per quanto riguarda invece il confronto tra i sessi, se il 7-8% delle famiglie guidate da un uomo oltre i 51 anni si trova in tali condizioni, il dato sale al 10-13% quando il capofamiglia è una donna della stessa età.

Ilaria Bertini, direttrice del dipartimento ENEA per l’efficienza energetica, definisce il problema della povertà energetica come un ‘trilemma’ che, spiega, Nasce dalla compresenza di redditi bassi, abitazioni inefficienti dal punto vista energetico e alti costi dell’energia. Per quanto riguarda le possibili soluzioni al problema della povertà energetica: “Ad oggi possono contribuire a contrastare questo fenomeno gli strumenti di incentivazione che promuovono l’efficienza energetica nel settore residenziale e, in particolare, le detrazioni fiscali per la riqualificazione degli immobili (Ecobonus e Superbonus 110%) e il Conto Termico”- aggiunge Bertini-Un ulteriore impulso è atteso dal Recovery Plan, nel quale al momento sono previsti circa 30 miliardi di euro in progetti di efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”.

 

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