IL MONDO DEL MULTI-GAS E LE SFIDE GLOBALI

IL MONDO DEL MULTI-GAS E LE SFIDE GLOBALI

 

Due giorni intensi di lavoro, una sessantina di interventi e mondi differenti che si parlano per affrontare le sfide globali, in primis quella climatica. Grande attenzione al Piano Nazionale Energia e Clima e ai temi della decarbonizzazione e della circolarità dell’economia. 

A cura della Redazione CIG Magazine

 

 

Si è concluso giovedì scorso con una tavola rotonda su “Decarbonizzazione, economia circolare e innovazione tecnologica” la nona edizione del Forum UNI-CIG, il tradizionale appuntamento milanese quest’anno dedicato al “Sistema Gas Europa. Una vista poliedrica sul sistema multi-gas”.

Due giorni di lavoro con sessioni plenarie e, per il primo anno, anche con sessioni parallele, che hanno visto come sempre la partecipazione di un pubblico di addetti ai lavori attento a cogliere le novità che, in ambito europeo e nazionale, stanno maturando. Quello di Milano è infatti un appuntamento irrinunciabile per gli operatori del settore gas: un’occasione importante per ascoltare i circa sessanta esperti chiamati a discutere nell’auditorium Giacomo Manzù del Centro congressi della Fondazione Cariplo.

Dopo i saluti di benvenuto di Stefano Cagnoli, presidente del Comitato Italiano Gas, che ha ricordato le importanti scadenze che attendono gli operatori del settore, l’apertura lavori di Enrico Aceto, direttore generale CIG, Ruggero Lensi, direttore generale dell’UNI – che ha portato anche i saluti del presidente Piero Torretta, assente per impegni istituzionali – ha ricordato le recenti decisioni dell’ente nazionale di unificazione per quanto concerne l’approvazione del piano industriale dei sette enti federati: un piano finalizzato a migliorare l’efficienza, ridurre i tempi, semplificare le procedure e far crescere le competenze interne all’ente.

«Il piano industriale approvato – ha ricordato il direttore generale – è stato sviluppato in una logica di processo, con lo scopo di voler sempre più offrire al mondo industriale, alla ricerca e alla società più in generale il contributo dell’attività della normazione. In questa logica, abbiamo deciso di potenziare le attività di comunicazione, perché abbiamo bisogno di diffondere i risultati del nostro lavoro. Un impegno che dobbiamo anche nei confronti delle generazioni più giovani. In passato, coloro i quali hanno lavorato con noi hanno prodotto un ottimo lavoro: è nostro compito farlo conoscere attraverso la comunicazione e la diffusione delle conoscenze. Il nostro messaggio deve raggiungere anche il largo pubblico».

La plenaria della mattinata di mercoledì, che aveva come filo conduttore il nuovo Piano integrato nazionale energia e clima 2030, moderata da Cesare Boffa docente del Politecnico di Torino, ha visto alternarsi rappresentanti istituzionali (MISE, ARERA, RSE e UNI) e operatori del settore (SNAM, ANIGAS, UTILITALIA, ASSOTERMICA e ASSOGASLIQUIDI) che hanno portato il loro punto di vista su quello che sarà il pilastro della politica energetica e climatica del nostro Paese.

«Stiamo attendendo il parere della Commissione europea circa la proposta di Piano inviata a Bruxelles lo scorso gennaio – ha affermato in apertura dei lavori Liliana Panei del Ministero dello Sviluppo economico -. Da fonti ufficiose, pare che la Commissione abbia valutato il buon livello del nostro piano, ma che serva invece rimpolpare la parte delle proposte contenute nel Piano per raggiungere gli obiettivi prefissati».

Panei ha anche ricordato l’importanza della consultazione avviata sulla proposta di piano: più di 300 soggetti, singoli e associati, hanno fatto pervenire al ministero le loro osservazioni.

Il direttore generale di UNI ha posto poi l’attenzione sul tema della normazione alle prese con le esigenze di innovazione.

«I tempi dilatati della produzione normativa – ha sostenuto Lensi – non si conciliano con la velocità dei tempi odierni, caratterizzati dalla continua innovazione e dalla digitalizzazione spinta. Anche il lavoro nostro, così come lo abbiamo conosciuto per decenni, dovrà cambiare. Presto l’esito delle nostre attività non sarà più finalizzato alla produzione di un documento, ma all’elaborazione di conoscenza, di dati da utilizzare per un tempo determinato».

Nella prima delle due sessione parallele del pomeriggio, dedicata a “Smart Grids: il ruolo decisivo delle tecnologie abilitanti e della cyber security” e moderata da Diego Gavagnin della Conferenza Cyber security energia, è stata sottolineata in particolare l’eccezionale spinta che proviene dal mondo dei contatori del gas alle prese con l’evoluzione delle tecnologie informatiche e con soluzioni in grado di abbattere i consumi energetici, individuare le tipologie di gas presenti nella rete e facilitarne la gestione anche da un semplice telefono.

«Tutte queste cose – ha chiosato Gavagnin – sono già presenti sul mercato, tra l’altro grazie all’impiego di tecnologie italiane».

Nella seconda sessione parallela dedicata a “Il valore delle competenze nella filiera gas” e moderata da Alessandro Soresina presidente del CTC CIG, è stato affrontato il tema della valutazione della qualificazione delle competenze professionali degli operatori del gas.

«È la prima volta che il Forum parla di questo tema – ha sostenuto Soresina –. Ciò deriva anche dalla progressiva costruzione di prassi di riferimento dedicate, che permettono la definizione e l’eventuale qualificazione e certificazione delle più significative professionalità e competenze degli operatori».

L’esigenza nasce dall’obiettivo di garantire l’esecuzione in sicurezza e qualità delle attività più rilevanti, oggi più complesse del passato per via del maggior peso in esse delle componenti IT e dell’aumentata competitività del mercato, anche nella distribuzione del gas.

Le Prassi di Riferimento sono un prodotto della normazione per il trasferimento dell’innovazione, elaborate sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori; sono quindi pensate per contribuire allo sviluppo di future attività di normazione. Possono riguardare i requisiti dei profili professionali, oppure le modalità di valutazione di conformità di parte terza.

La sessione ha inquadrato il significato e il valore (oltre che i limiti) delle prassi di riferimento, per poi approfondire quelle relative alle attività dell’industria del gas. Tra le prassi oggetto di approfondimento vi sono:

 la prassi di riferimento di prossima pubblicazione relativa alla qualificazione degli operatori degli apparecchi di cottura a gas – questa è una prassi molto interessante perché favorisce la qualificazione in un settore molto sviluppato ma spesso poco riconoscibile in termini di professionalità quale quella della manutenzione degli apparecchi di cottura;

 la prassi di riferimento relativa alla figura professionale del personale addetto alle attività di sorveglianza degli impianti di distribuzione del gas naturale: è stato approfondito un caso di studio di successo relativo ad un percorso di progressiva certificazione del personale di una impresa di distribuzione, tramite il quale si è ottenuta una maggiore consapevolezza da parte degli operatori e un migliore controllo dei processi.

 La prassi di riferimento, in corso di sviluppo, relativa alla definizione di una piattaforma delle competenze per la valutazione tecnica di un progetto di gara d’ambito nel settore del gas naturale: questo documento non si rivolge agli operatori della distribuzione, ma ai professionisti che saranno chiamati a valutare le offerte presentate dagli operatori in occasione delle gare per l’assegnazione delle concessioni per la distribuzione di gas naturale.

Nella seconda giornata, invece, il tema centrale affrontato nella sessione plenaria del mattino moderata da Cristiano Fiameni, direttore tecnico di CIG, ha riguardato “L’innovazione e la ricerca nel sistema multi-gas”: una decina di relazioni che hanno spaziato dalle prime esperienze di utilizzo di miscele idrogeno/gas naturale, al biometano proveniente dalla raccolta differenziata della frazione organica, al ruolo dell’agricoltura e delle biomasse nel processo di decarbonizzazione, con un’attenzione particolare alla sostenibilità.

Dopo la sessione plenaria su “Sicurezza e efficienza negli usi finali del gas”, moderata da Marco Cavriani, dirigente generale DCPST-VVF, in cui è stata presentata la relazione Il fenomeno degli incidenti nell’ambito degli impianti di tipo civile, tra cui quelli che utilizzano il gas,con alcuni interessanti raffronti rispetto alla situazione europea e ad altri settori impiantistici quali quello elettrico e idrico, la due giorni del Forum UNI-CIG si è chiusa con la tavola rotonda sui temi della decarbonizzazione e dell’economia circolare moderata da Emanuele Martinelli di Energia Media, che ha visto confrontarsi Alberto Montanini di Assotermica-Anima, Sergio Piccinini del Centro Ricerche Produzioni Animali, Antonio Panvini del Comitato Termotecnico Italiano, Angelo Lunghi di Innovhub Ssi e Stefano Cagnoli presidente del CIG.

Particolarmente apprezzato l’intervento di Sergio Piccinini, che ha ricordato al pubblico del Forum, quindi al mondo degli operatori del gas, quanto sia importante l’agricoltura e in particolare quella di qualità.

«L’agricoltura e quella biologica in particolare – ha affermato il responsabile del settore Ambiente del Centro ricerche delle produzioni animali – si basano sulla qualità e sulla fertilità dei suoli, nel rispetto quindi dei principi della circolarità e della sostenibilità. Ma per giungere a questi obiettivi occorre avere conoscenza dei processi che stanno alla base della produzione agricola. Per questo serve che il mondo dell’energia e in particolare Rse apra le porte al mondo agricolo, perché insieme si possano affrontare le sfide dell’oggi e del domani».

Ha chiuso i lavori il presidente di CIG, Cagnoli, con alcune dichiarazioni condivisibili e impegnative.

«Noi tutti dobbiamo fare autocritica. Per anni ci è mancato il coraggio di affermare che dobbiamo voltare pagina per contrastare il cambiamento climatico in atto. Inoltre dobbiamo chiedere che si facciano gli investimenti, ma ciò deve necessariamente avvenire in un clima di condivisione sociale e secondo i principi di inclusione».

Infine, il presidente ha tenuto a ribadire l’importanza dell’agricoltura e del suo mondo. «Il contributo del sistema agricolo – ha concluso Cagnoli – non è un contributo marginale, ma sistemico: è in agricoltura infatti che si realizza il processo della fotosintesi, che ci permette di ridurre la CO2attraverso il suo incameramento nel suolo. È da lì che possiamo e dobbiamo ripartire per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione e per rispettare i principi della circolarità dell’economia».

 

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