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Rigenerazione urbana, sempre più verde in città

luglio 25

Rigenerazione urbana, sempre più verde in città

 

Con le nuove idee e tecnologie si cerca di contrastare la permanenza di zone e abitazioni inutilizzate. In Italia lo si fa in molti modi, c’è chi ha costituito un’associazione finalizzata alla rigenerazione urbana e vi sono città come Milano che ha programmato, per il futuro, numerosi progetti dove il verde diventerà protagonista assoluto.

Camilla Catalano

 

Siamo in grado di creare le tecnologie più evolute che ci permettono di avere riscontri in tempo reale oppure che rendono possibile la realizzazione di impianti con processi sempre più veloci e meno invadenti per il territorio. Se guardiamo il nostro Paese, però, ci accorgiamo che non tutte le aree sono ben curate o in grado di offrire servizi efficienti. La nostra penisola conta numerose aree inutilizzate, quartieri degradati, edifici dismessi. La tecnologia, il divenire sempre più smart, portano capacità di reinventare e di dare a questi luoghi una seconda vita, rigenerandoli, magari, con aree verdi.

Sono numerosi gli esempi che abbiamo in Italia, i cambiamenti sociali, economici e culturali a cui assistiamo ci portano a riorganizzare lo spazio che abitiamo, ma soprattutto a sviluppare quelle aree non più utilizzate.

Radicity, Associazione che si occupa di rigenerazione urbana eco-sostenibile, ad esempio, ha promosso un nuovo modo di pensare gli spazi delle città con una forte relazione tra uomo e natura: il vivere urbano e il rispetto per l’ambiente creano una visione di unione e rispetto quotidiano. La riqualifica a cui ha pensato il team di architetti campani, Mariagrazia Castiello, Emilia Abate, Sabrina Masala, Francesco Rotondale, non è prettamente fisica con il solo scopo di rilanciare l’immagine urbana, ma anche culturale, sociale ed economica sempre nel rispetto della sostenibilità ambientale. L’obiettivo di questo gruppo di lavoro è quello di potenziare le aree urbane attraverso l’aiuto dei cittadini stessi e trasformare gli spazi urbani in una rete di luoghi vivi grazie a interventi eco sostenibili come la realizzazione di giardini, orti urbani, pareti vegetali. Da tre anni, inoltre, Radicity organizza la manifestazione “The Heart of Eboli” che si svolge al centro del centro storico della città con lo scopo di richiamare gruppi di architetti per riconvertire aree urbane abbandonate in spazi pubblici. Due delle più importanti riqualificazioni della zona sono state presentate durante le edizioni precedenti: Giuseppe Baldi nel 2018 ha realizzato Vicus Deliciarum, la rivisitazione in chiave moderna di un vecchio orto, e Cristina Mazzucchelli nel 2017 ha progettato Finestre di Mediterraneo, trasformando una discarica in un giardino di sculture e poesia.

Anche Milano offre numerosi esempi di riqualificazione di alcune aree e grazie a un concorso internazionale, Reinventing Cities è riuscita a vincere un bando per rigenerare San Siro e la zona di scalo di Greco. Proprio in questo punto realizzeranno un nuovo quartiere di housing sociale, in via Serio, invece, un edificio green dedicato alla ricerca oncologica, in viale Doria un ostello innovativo con spazi dedicati a funzioni pubbliche, mentre a San Siro verrà realizzato un teatro delle terme con lo scopo di riqualificare l’edificio storico delle Scuderie de Montel. L’intero piano che si dedicherà all’ex scalo ferroviario di Greco vedrà la realizzazione di 45mila mq di giardini e percorsi pedonali. Complessivamente l’investimento vale circa 60 milioni di euro e vedrà la costruzione, su 73.500 metri quadrati, di un quartiere di social housing (il primo in Italia con zero emissioni) con 400 case. A San Siro il team Ati, Teatro delle Terme, si dedicherà al ripristino della palazzina liberty con un investimento di 1,2 milioni di euro per recuperare la struttura e realizzare un parco. L’edificio dedicato alla ricerca oncologica, invece, rigenererà 5mila metri quadrati con un investimento di 40 milioni di euro: attorno al palazzo, in consegna nel 2022, correrà una spirale verde per connettere i vari piani lunga 150 metri.

I progetti sono davvero numerosi e quello che più si sta facendo notare nell’ultimo periodo è quello che vede come attore protagonista il Policlinico di Milano. L’ospedale Maggiore del capoluogo lombardo verrà reinventato da importanti architetti, Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra, che hanno progettato due blocchi gemelli di sette piani, collegati da una piastra centrale con un giardino pensile e una galleria commerciale. Una rigenerazione che non interessa solo la sanità, ma l’intera cittadinanza milanese. Un progetto di 266 milioni di euro che occuperà 6900 metri quadrati e che offrirà 900 posti letto.

Gli architetti sembrano essersi ispirati alla High Line newyorkese dove un’oasi verde offre riparo dal traffico ai cittadini. Non è infatti da dimenticare l’area verde che verrà realizzata proprio sul tetto dell’Ospedale: il Giardino Alto che occuperà 6900 metri quadrati e ospiterà numerose specie vegetali, percorsi riabilitativi per i pazienti e aree ricreative per i milanesi e i suoi turisti. “Il Giardino Alto costituisce una novità nel panorama internazionale delle strutture sanitarie – ha dichiarato l’architetto Boeri – Seimila metri quadrati di verde, spazi di gioco, sosta e contemplazione confermano quanto il verde e gli alberi siano coadiuvanti nelle terapie e nella qualità della degenza ospedaliera”. Il nuovo Ospedale Maggiore dovrebbe essere consegnato nel 2022, mentre il vecchio Policlinico verrà ristrutturato e riassegnato.

I tetti verdi, da sempre un sogno urbanistico, approdano nella città meneghina; essi portano un beneficio indiscusso, come ad esempio un miglioramento del microclima urbano e il rallentamento di immissione d’acqua nelle fogne durante gli acquazzoni.

 

 

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Data:
luglio 25
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