Sensitize. Informazioni utili per comprendere il valore dell’European Green Deal

QUALCHE INFORMAZIONE UTILE SULL’EUROPEAN GREEN DEAL

Bernardo Biscaretti Di Ruffia

 

 L’aumento degli eventi metereologici estremi e il conseguente maggior degrado ambientale, entrambi dovuti ai cambiamenti climatici, hanno fatto sì che la comunità internazionale non potesse più limitarsi a prendere atto di tali cambiamenti ma, al contrario, che iniziasse a considerare seri provvedimenti, anche a fronte di una crescente sensibilità da parte della popolazione. 

Tra i principali attori internazionali chiamati ad affrontare con piani concreti il Climate Change e le sue implicazioni, vi è sicuramente l’Unione europea. 

Dopo il primo periodo 2014-2019 la Commissione, allora presieduta da Juncker, che nel novembre 2018 aveva presentato una visione strategica di lungo termine per ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2050, è seguita, in data 11 dicembre 2019, la prima azione concreta da parte dell’attuale Commissione (in carica nel periodo 2019-2024) con a capo la tedesca Ursula von der Leyen. Nell’occasione la Commissione Europea ha presentato alle altre istituzioni comunitarie una comunicazione intitolata “The European Green Deal”.

Green Deal: che cos’è? Quali obiettivi si prefissa? Come intende raggiungerli? Quali i primi provvedimenti approvati?

Il Green Deal europeo è semplicemente il primo strumento messo a disposizione dall’UE agli Stati membri per poter trasformare la propria economia, e complessivamente quella europea, in una più sostenibile, moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, nella quale:

> nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra;

> la crescita economica sia dissociata dallo sfruttamento delle risorse;

> nessuna persona e nessun luogo sia trascurato da tale processo di trasformazione.

Una sorta di mappa da seguire per trasformare le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici ed economici; rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti, con una tabella di marcia e una serie di azioni da intraprendere per:

> incrementare l’uso efficiente di tutte le risorse passando da un’economia lineare e non più sostenibile, ad una circolare e pulita;

> ripristinare la biodiversità e ridurre l’inquinamento.

Al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati, l’EGD illustra gli investimenti necessari, gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione giusta ed inclusiva. Tra i principali provvedimenti troviamo, infatti:

> investimenti in tecnologie rispettose dell’ambiente;

> stimoli all’industria per il suo rinnovamento;

> introduzione di forme di trasporto, sia private che pubbliche, più pulite, più economiche e più sane;

> decarbonizzazione del settore energetico;

> garanzia di una maggiore efficienza energetica degli edifici;

> collaborazione con i partner internazionali al fine di migliorare gli standard ambientali mondiali.

Pertanto, rendere l’Europa climaticamente neutra e proteggere il nostro habitat naturale è importante non solo perchè farà bene all’economia, ma anche e soprattutto al benessere delle persone e del pianeta. 

Tra le prime iniziative portate avanti dall’EGD sono incluse:

> l’“European Climate Law” per trasformare l’impegno politico assunto in un obbligo giuridico e stimolare gli investimenti;

> l’“European Climate Pact”, che mira a coinvolgere i cittadini e le comunità in azioni condivise per il nostro clima e il nostro ambiente.

 

Qualche dato dalla Commissione Europea:

– Il 93 % degli europei considera i cambiamenti climatici un problema grave.

– Il 93 %degli europei ha compiuto almeno un’azione per lottare contro i cambiamenti climatici.

– Il 79 % ritiene che l’azione sui cambiamenti climatici creerà innovazione.

– La produzione e l’uso dell’energia provocano oltre il 75 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE.

– Il 40 % dei nostri consumi energetici riguarda gli edifici.

– L’industria europea utilizza solo il 12 % di materiali riciclati.

– I trasporti rappresentano il 25 % delle nostre emissioni

 

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