Efficientamento e risparmio energetico. Intervista a Enrico Casali, Robur

Efficientamento e risparmio energetico: l’importanza dell’innovazione tecnologica

Risparmio energetico. A seguito dell’emergenza che stiamo vivendo e dei cambiamenti climatici sta crescendo sempre più la sensibilità verso prodotti e tecnologie a basso impatto ambientale. Un’evoluzione culturale in un’ottica di lungo periodo di cui ci parla Enrico Casali di Robur, l’innovativa azienda italiana famosa a livello internazionale per l’elevato livello tecnologico dei suoi prodotti.

 di Martina Ginasi

 

Cosa significa oggi innovare? Lo scenario che viviamo in questo periodo ci pone di fronte a città deserte che sentono però forte la necessità di accelerare in ambito innovativo e di risparmio energetico, forse anche attraverso un maggiore e più concreto coinvolgimento dei cittadini, rimasti finora ai margini di questo processo. 

Cosa saremmo oggi se in un momento come questo internet non potesse essere utilizzato da tutti? L’accesso a una rete permette di continuare a lavorare, di mantenere i contatti, di fare innovazione ma anche disseminazione, soprattutto in un campo come il nostro, dove le conoscenze da trasferire in materia di efficientamento e risparmio energetico per gli edifici, sono numerose, articolate e a volte complesse da comprende nell’applicazione.

Circa due anni fa abbiamo lanciato un progetto chiamato “Robur Academy”; si tratta di corsi di formazione webinar, online, avviati inizialmente a uso interno e successivamente allargati alle nostre agenzie, ora sono diventati corsi settimanali con possibilità di accesso anche a tutti i nostri interlocutori, compresi i fornitori europei. In questo periodo, grazie anche all’aumento del tempo a disposizione , stiamo raccogliendo numerosissime adesioni a questi incontri e notando un grande interesse per le nuove tecnologie. Spesso si conosce lo strumento ma non la reale funzione, quindi organizzare corsi di formazione, della durata anche solo di un’ora, risulta essere estremamente utile a livello di divulgazione e informazione.

 

Credo che il tema centrale sia proprio questo, alzare il livello di conoscenza cambiando i paradigmi a seguito di un’evoluzione culturale

L’evoluzione culturale è al centro del processo di cambiamento. Fino a pochissimo tempo fa il paradigma era dato da un fattore puramente economico, oggi invece, anche a seguito dell’emergenza che stiamo affrontando, sta crescendo sempre più la sensibilità delle persone, che iniziano a preferire prodotti green, dal basso impatto ambientale,  accettando consapevolmente anche una spesa  superiore. I cambiamenti climatici hanno una grande influenza sul nostro vivere quotidiano e le persone se ne stanno sempre più rendendo conto e cominciando a dar corpo a un‘idea di natura e di cambio culturale in un’ottica di lungo periodo. La cultura dell’ambientalmente utile o corretto pian piano sta permeando, soprattutto nelle grandi aziende. Sono ormai numerose le imprese che decidono di adottare una tecnologia più costosa, o forse per meglio dire di maggior valore, che comporta tuttavia una serie di vantaggi da godere nel tempo, un investimento iniziale che però permette di cogliere i frutti sul lungo periodo.

Un esempio. Per Carrefour ci siamo occupati di circa 50 supermercati, la loro filosofia sposa in pieno la tematica green con la conseguente disponibilità a riqualificare tutte le centrali termiche sostituendo le caldaie con pompe di calore a gas. Questo senza dubbio testimonia una trasformazione e una sensibilità culturale, anche se il vero “salto” sarà dato dal trasferimento di un tale cambio di mentalità dalle grandi aziende, che comunque dispongono anche di mezzi e strumenti adeguati per poter fare questo tipo di scelte, al singolo cittadino.

 

Il tema dei costi e benefici è centrale, istruire le persone e far comprendere che un investimento iniziale sarà vantaggioso in futuro è complesso ma necessario, soprattutto in un momento come questo. La mole di lavoro è enorme, specialmente se si pensa alla Pubblica Amministrazione in termini di efficienza. Quello della Pubblica Amministrazione è un ambito che seguite con interesse?

Si, assolutamente. La chiave di volta sarebbe quella di riuscire realmente a lavorare sul nostro territorio innanzitutto per aiutare il nostro Paese a superare un momento così complesso.

La nostra impresa è nata nel 1956, e cresciuta con la realizzazione soprattutto di generatori di aria calda. Nel 1991 abbiamo acquisito un’azienda del gruppo Electrolux negli Stati Uniti, invertendo il trend che vedeva gli americani come acquirenti sul territorio italiano. Nel 1999 il nostro Presidente ha deciso di trasferire la produzione  dei refrigeratori a gas, poi evoluti nelle attuali pompe di calore, dagli Stati Uniti all’Italia e oggi tutto il materiale che acquistiamo è italiano. Inoltre ci consideriamo una delle poche aziende manifatturiere a tutto tondo, dato che tutti i componenti delle pompe di calore che realizziamo vengono lavorati, saldati, verniciati per arrivare al prodotto finito all’interno di una filiera che parte dalla materia prima, ciò al contrario di molte altre grosse aziende del nostro settore che questo processo lo hanno spostato all’estero, beneficiando di costi più contenuti e mantenendo in Italia solo l’assemblaggio. Una scelta più onerosa la nostra ma che è espressione di quanto l’appartenenza al nostro Paese sia fortemente radicata in noi.

La tecnologia che abbiamo sviluppato è stata portata sui tavoli della Pubblica Amministrazione. Abbiamo partecipato a diversi bandi, numerosi anche con la Regione Lombardia, incontrando anche diversi  problemi burocratici più che tecnici, tra cui uno è risultato particolarmente sorprendente. Quando si partecipa a un bando pubblico una delle condizioni vincolanti è rappresentata dal fatto che l’azienda proponga una soluzione tecnologica   senza pubblicizzare il proprio marchio; sarà poi la Pubblica Amministrazione a decidere quale tecnologia utilizzare in base a parametri di convenienza e quindi scegliere l’azienda fornitrice, tra 2 o più competitors della stessa tecnologia. Tuttavia fino a un paio di anni fa non esistevano pompe di calore a ad assorbimento a gas fabbricate da altre imprese, solo ultimamente Bosch si è inserita nel mercato (e sembra che anche Ariston si stia muovendo in tal senso). Per moltissimo tempo ci siamo quindi trovati nella surreale situazione di non poter nemmeno partecipare ai bandi in quanto non vi erano competitor. Quello che avrebbe potuto rappresentare un vantaggio si è trasformato in un ostacolo.

Le Pubbliche Amministrazioni, le scuole in particolare, hanno bisogno di una riqualificazione urgente e il primo passo solitamente è rappresentato dall’impianto di riscaldamento, che di norma risulta essere vetusto. Il vantaggio di scegliere una tecnologia che utilizza il vettore energetico esistente, cioè il gas, è dato anche dalla possibilità di evitare l’iter per l’installazione di un contatore elettrico di maggiore potenza . Il procedimento prevede, infatti, la sostituzione della vecchia caldaia con un nuovo sistema di riscaldamento che funzioni con il medesimo vettore energetico ma consumi meno. Dunque un intervento meno costoso e in grado di garantire efficienza senza risultare invasivo.

 

Qual è il rapporto tra il mondo IT e quello manufatturiero?

Collego questo aspetto della digitalizzazione a un paradigma che abbiamo iniziato a sviluppare in questi anni: l’offerta non sarà più quella di uno strumento meccanico per produrre caldo, freddo, benessere, comfort ma , a tendere, si offrirà un servizio di  riscaldamento, condizionamento, benessere e comfort. Al contrario di alcune aziende del nostro settore che che hanno acquistato sistemi di monitoraggio da aziende specializzate in questo, noi abbiamo optato per la realizzazione un sistema di monitoraggio internamente e ciò per due importanti motivi. Il primo risiede nel fatto che una pompa di calore a gas non funziona come una caldaia o come una pompa di calore elettrica e i sistemi di monitoraggio  disponibili in commercio non sono sufficientemente adeguati. Infatti, le schede elettroniche nelle nostre pompe di calore sono state progettate nei nostri laboratori di elettronica , come nostro è il progetto di  Robur Cloud, la piattaforma digitale dove vengono caricati tutti i dati di funzionamento delle unità monitorate sul campo, che  sono ormai oltre 500 ,. Il secondo motivo risiede nella nostra volontà di monitorare non solo lo stato delle unità (accesa, spenta, in blocco) ma acquisire una serie di dati molto più profondi che ci consentono di avere una precisa stima di come sta performando la macchina e ottimizzarne la regolazione da remoto, per estrarne la massima efficienza possibile Inoltre  ciò permette di ricavare un rilevante pacchetto di informazioni per quello che domani potrebbe rappresentare l’assistenza cosiddetta predittiva, cioè capace di prevenire un evento prima che questo si manifesti.

 

Per aziende come la vostra, dunque, Il mondo dell’intelligenza artificiale rappresenta un nuovo modello di business?

Esatto. E ciò si contrappone a quella che sempre più spesso viene scelta da altre aziende come modalità di gestione, ossia l’utilizzo di un’app per governare la caldaia a distanza. Noi stiamo procedendo in maniera differente, con la possibilità non solo di governare l’accensione e lo spegnimento dell’apparecchio ma anche di ricevere informazioni in merito all’efficienza dello stesso. Una pompa di calore, a differenza di una caldaia, è molto sensibile alle condizioni di funzionamento e la possibilità di apportare delle modifiche da remoto, a parità di comfort, migliora l’efficienza. In tutte le nostre macchine l’algoritmo di calcolo all’interno dei nostri sistemi di monitoraggio mostra l’efficienza giornaliera dell’apparecchio e in questo modo siamo in grado di tenere sotto controllo anche le diverse reazioni dello stesso in base alle modifiche apportate e al grado di efficienza raggiunto, il tutto senza l’intervento dell’utente.

 

È necessario trovare un equilibrio tra l’IT e la meccanica che rappresenta poi la solidità di un sistema. Una delle complessità maggiori in aziende come la vostra è riuscire a trasferire le competenze agli installatori.

Indubbiamente. Noi creiamo una macchina molto complessa ma che per l’utente e l’installatore deve risultare semplice da utilizzare, ed è proprio in questo che risiede la difficoltà. In tal senso stiamo sperimentando una nuova app, molto semplice da utilizzare, che faciliti il lavoro degli installatori nel momento del commissioning, ossia dell’ inserimento di  una serie di parametri necessari per far funzionare al meglio l’apparecchio. Spesso i parametri richiesti sono molto dettagliati e richiedono molto tempo e una buona conoscenza tecnica per essere inseriti correttamente; questa app  facilita proprio questo processo, attraverso una serie di domande  molto semplici e comprensibili anche per i meno esperti. Questo pre-commissioning ci permetterà di agevolare il passaggio da una tecnologia complessa a una prestazione efficiente senza complicazioni.

 

Quali sono i mercati per voi più interessanti? Su quali settori siete maggiormente presenti?

Mi riferisco sempre alle pompe di calore che sono la “punta di diamante” di tutta la nostra tecnologia. Il nostro è un mercato prevalentemente B to B. Fino circa a 3-4 anni fa i nostri acquirenti provenivano prevalentemente dal settore del terziario, dell’industria e del commercio; ma anche Pubbliche Amministrazioni, infatti abbiamo collaborato per l’efficientamento di carceri, asili e case di cura. Quattro anni fa, inoltre, abbiamo lanciato un nuovo prodotto  chiamato K18, che è una  pompa di calore dimensionata per il riscaldamento dell’ambiente domestico. Ci siamo però approcciati a questo mercato in maniera molto cauta, in quanto  dinamiche che governano gli impianti domestici non sono per noi ancora perfettamente note, essendo stati per decenni concentrati sul terziario e sull’industriale, terreno per noi ormai assolutamente noto e congeniale..

 

Questa tipologia di soluzioni può, secondo lei, aiutare a unire il Paese? C’è un interesse nell’operare su una rete italiana?

Assolutamente. Noi siamo radicati a Bergamo, ma da sempre abbiamo una rete di agenti e agenzie di vendita che opera in tutta Italia (oltre che diversi distributori europei) ma devo dire che,  in modo particolare negli ultimi due o tre anni, abbiamo avuto un grosso riscontro positivo anche nelle aree  Meridionali, che sono sembrate sempre poco focalizzate al nostro prodotto  in considerazione anche del  clima estremamente temperato che caratterizza quelle regioni. Ma  abbiamo avuto conferma che anche al Sud vi sono aree dove la climatizzazione invernale, associata magari ad un condizionamento estivo, il tutto a gas  è un’esigenza che potevamo soddisfare con i nostri prodotti. Molti impianti, ad esempio, sono stati realizzati in Puglia, anche in collaborazione con la Regione, estremamente attenta all’efficientamento energetico e alla cura dell’ambiente. Tutto il territorio italiano è quindi un bacino molto importante per noi, nel quale riversare tutta la nostra conoscenza tecnica, la nostra capacità di innovazione e di produzione industriale. Tutti valori nati nel nostro Paese che, fortunatamente, oggi sempre più ci sono riconosciuti anche da diversi Paesi europei e non solo, perché, lasciatemi fare una battuta: perché il made in Italy continua a fare tendenza in tutto il mondo.

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