DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI SMART LAND?

 

Per elaborare il progetto Smart Land siamo partiti dalla realtà del territorio italiano, affinché il modello si adeguasse in modo il più possibile preciso ad un contesto fatta di zone geograficamente eterogenee, tanti comuni e poche città ad alto tasso di popolamento.

Secondo i dati riportati nell’ultimo annuario Istat risulta che quasi la metà della popolazione italiana vive in pianura (48,9%), non a caso la Lombardia è la Regione più popolosa d’Italia seguita da Campania e Lazio, mentre solo poco più di una persona su dieci abita in luoghi montani.

I Comuni con un tasso di urbanizzazione vicino alle città, rappresentano in Italia meno del 5% del territorio, con un popolamento del 33%; di questi solo 12 superano i 250.000 abitanti raccogliendo però oltre il 15% della popolazione complessiva. Questo significa che una persona su tre vive in un ambiente urbano, grande o piccolo esso sia. All’opposto però il territorio Italiano si caratterizza, forse in modo prioritario rispetto ad altre realtà, per un gran numero di luoghi a basso tasso di urbanizzazione, più del 70%, con un tasso abitativo che oscilla intorno al 25%.

Per sintetizzare si può dire che una persona su tre in Italia vive in una città molto urbanizzata, una persona su quattro in campagna e il restante della popolazione in Comuni che si collocano come via di mezzo fra questi due opposti. Su questo punto l’analisi dell’Istat risulta senza dubbio molto approfondita prendendo in considerazione più che i soli centri anche le aree urbane, considerando in questo modo anche i territori limitrofi alle metropoli. Si scopre da questa analisi, ad esempio, che negli ultimi 6 anni la seconda cintura urbana della Città Metropolitana di Milano ha avuto un incremento di popolazione del 40%. Vivere vicino ai centri urbani è ancora un necessità per la popolazione italiana, soprattutto per i servizi che questi offrono, ma è innegabile una crescente tendenza riscontrabile nella popolazione verso uno stile di vita più tranquillo e il desiderio di vivere in contesti meno urbanizzati.

Partendo da questa analisi benché la ricerca di una smartness urbana rimanga un tema importante, è opportuno considerare un altro paradigma o un modello il più possibile aderente alla realtà italiana. La “Smart Land” porta con sé un’idea di crescita e consapevolezza del territorio, come luogo primo dal quale ripartire e sul quale provare a inventare e innestare nuove e diffuse forme di governo, imprenditoria, socialità, collaborazione fra soggetti, reti. Nell’ottica di una sempre più stretta integrazione fra sviluppo, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e identità.

 

Emanuela Bregni

 

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